Sale l’attenzione internazionale sulla Russia dopo le notizie provenienti dalla regione siberiana di Irkutsk riguardanti un sospetto caso di peste polmonare e la morte della 28enne tecnica di laboratorio Daria Chipilova. Sullo sfondo di una situazione sanitaria ancora da chiarire, l’ambasciata degli Stati Uniti a Mosca ha diffuso un nuovo messaggio rivolto ai cittadini americani presenti nel Paese. Il punto centrale resta l’indicazione già prevista dall’avviso di viaggio di Livello 4, il massimo livello di allerta del Dipartimento di Stato statunitense: i cittadini americani presenti in Russia sono invitati a lasciare immediatamente il Paese. Il Travel Advisory ufficiale degli Stati Uniti continua infatti a classificare la Federazione Russa al Livello 4, “Do not travel”, richiamando tra i principali rischi quelli legati alla sicurezza, alla possibilità di detenzione arbitraria e alle limitate capacità di assistenza consolare americana, soprattutto al di fuori di Mosca.
Il caso di Irkutsk e il sospetto di peste polmonare
Nel messaggio dell’ambasciata americana viene fatto esplicito riferimento alle notizie arrivate dalla Siberia e alla morte della giovane tecnica di laboratorio. “L’Ambasciata degli Stati Uniti è a conoscenza di notizie di stampa provenienti dalla regione di Irkutsk riguardanti un sospetto caso di peste polmonare che ha causato il decesso di una persona, nonché le conseguenti misure di quarantena e la chiusura di ospedali a Irkutsk”, si legge nell’avviso. Il caso ha attirato l’attenzione internazionale proprio per il contesto in cui si è verificato e per le informazioni ancora limitate disponibili sulla causa del decesso. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la donna lavorava presso un istituto antiplague della regione di Irkutsk ed è morta dopo una grave forma di polmonite; l’ipotesi della peste polmonare ha suscitato preoccupazione, ma non risulta al momento confermata.
L’ambasciata Usa: capacità limitate di assistenza fuori Mosca
Washington sottolinea che l’evoluzione della situazione viene seguita con particolare attenzione, anche in considerazione delle difficoltà che il personale diplomatico americano potrebbe incontrare nel fornire assistenza ai connazionali. “Continuiamo a monitorare attentamente la situazione. Il governo statunitense dispone di capacità limitate per assistere i cittadini americani in Russia, in particolare al di fuori di Mosca. Il personale governativo statunitense potrebbe essere soggetto a ulteriori restrizioni per viaggi, sia personali che ufficiali, verso specifiche regioni a causa di preoccupazioni legate alla salute e alla sicurezza”, prosegue l’ambasciata. Le limitazioni all’assistenza consolare rappresentano già uno degli elementi centrali dell’avviso di viaggio statunitense sulla Russia. Il Dipartimento di Stato evidenzia infatti che l’ambasciata americana a Mosca opera con personale ridotto e che gli Stati Uniti hanno capacità limitate di intervenire in favore dei propri cittadini, soprattutto lontano dalla capitale.
Resta il Livello 4: gli americani invitati a lasciare la Russia
Alla luce del quadro complessivo, l’ambasciata ha ribadito l’indicazione più severa già in vigore nei confronti della Russia. “Rimane in vigore l’avviso di viaggio di Livello 4 (“Non viaggiare”) per la Russia da parte del Dipartimento di Stato, che raccomanda ai cittadini statunitensi attualmente nel Paese di lasciarlo immediatamente. Si ribadisce inoltre la forte raccomandazione ai cittadini statunitensi di non recarsi in Russia, a causa del rischio di detenzione arbitraria e di preoccupazioni per la sicurezza”, si conclude l’avviso. Il Dipartimento di Stato americano conferma che per la Russia resta valida la classificazione di Livello 4, con l’indicazione esplicita ai cittadini statunitensi presenti nel Paese di lasciare il territorio russo.
Trump: “gli Stati Uniti monitorano la situazione e offrono aiuto”
Gli Stati Uniti stanno seguendo gli sviluppi del caso anche ai massimi livelli politici. Il presidente Donald Trump ha fatto sapere che Washington monitora la situazione e ha offerto alla Russia assistenza per affrontare l’emergenza. L’attenzione americana, tuttavia, non riguarda soltanto gli eventuali aspetti sanitari. Al centro della vicenda sta emergendo anche la questione della trasparenza delle informazioni fornite dalle autorità russe sulla morte della tecnica di laboratorio e sulle circostanze nelle quali si è verificata.
Wall Street Journal: Washington fa pressione su Mosca
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, dietro le quinte l’amministrazione americana starebbe aumentando la pressione diplomatica sulla Russia, ritenendo insufficienti le informazioni ricevute finora. La Russia avrebbe infatti fornito “poche informazioni” sulla vicenda. “Gli Stati Uniti hanno avvertito Mosca che la mancata divulgazione di dettagli sulla morte di un addetto di un centro di ricerca sulla peste in Siberia è contraria agli obblighi sanitari internazionali”, scrive il Wsj facendo riferimento alle informazioni fornite da funzionari statunitensi. Il quotidiano americano riferisce che gli Stati Uniti hanno formalmente sollevato con Mosca la questione della mancata trasparenza sul decesso avvenuto nell’istituto siberiano. Secondo le informazioni raccolte dal giornale, Washington ritiene che la scarsità di dettagli disponibili possa entrare in contrasto con gli obblighi internazionali in materia sanitaria.
Il Dipartimento di Stato chiede ufficialmente informazioni alla Russia
A confermare l’iniziativa diplomatica americana è stato anche un portavoce del Dipartimento di Stato, secondo cui Washington ha formalmente richiesto al governo russo ulteriori elementi sulla presunta morte per peste della tecnica di laboratorio. “Abbiamo richiesto ufficialmente ulteriori notizie al governo russo”, ha dichiarato il portavoce. Gli Stati Uniti stanno contemporaneamente mantenendo aperto il confronto con altri governi per condividere le informazioni disponibili. Washington è infatti “in contatto ufficiale con altri Paesi del mondo per condividere le informazioni”, ha aggiunto il portavoce. Il caso di Irkutsk entra così in una dimensione internazionale, con gli Stati Uniti che chiedono maggiore trasparenza a Mosca e cercano di ricostruire con maggiore precisione quanto accaduto nel centro di ricerca siberiano. Il Wall Street Journal riferisce che la questione è diventata oggetto di un intervento diplomatico diretto americano, mentre le autorità statunitensi continuano a seguire l’evoluzione della situazione.
Peste polmonare in Russia, resta da chiarire la causa della morte
Il nodo principale rimane la natura effettiva della malattia che ha provocato il decesso della 28enne. Le notizie circolate hanno sollevato il sospetto di peste polmonare, ma le informazioni disponibili non consentono ancora di considerare confermata questa ipotesi. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, le autorità russe hanno parlato di una polmonite la cui origine resta da determinare, mentre non risultano ufficialmente confermati ulteriori casi collegati. È proprio l’assenza di informazioni dettagliate ad aver spinto Washington a intervenire ufficialmente. La richiesta americana alla Russia punta quindi a chiarire sia la causa del decesso sia l’eventuale esistenza di rischi sanitari più ampi, mentre resta in vigore il massimo livello di allerta statunitense per i viaggi in Russia.


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