Il prossimo inverno potrebbe portare più piogge del normale in una vasta fascia degli Stati Uniti meridionali e orientali. È quanto emerge dall’outlook stagionale pubblicato il 15 ottobre dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) per il periodo compreso tra dicembre 2026 e febbraio 2027. Secondo l’agenzia, El Niño influenzerà probabilmente la circolazione atmosferica, favorendo condizioni più umide nel Sud e temperature superiori alla media in diverse zone del Nord.
La mappa delle precipitazioni individua maggiori probabilità di un inverno più piovoso dal Sud-Ovest al Sud-Est, dalla California alla Florida, e lungo la costa atlantica. Un segnale di condizioni più asciutte riguarda invece Hawaii, gran parte dell’Alaska, il settore settentrionale delle Montagne Rocciose, alcune aree dei Grandi Laghi e le isole del Pacifico occidentale. Per altre zone, tra cui parte delle pianure settentrionali e della valle dell’Ohio, l’outlook non indica una tendenza prevalente: le probabilità di precipitazioni sopra, vicino o sotto la media sono considerate sostanzialmente equivalenti.
El Niño e lo spostamento della corrente a getto
Il principale elemento alla base della previsione è El Niño, la fase calda del ciclo climatico ENSO, associata a temperature oceaniche insolitamente elevate nel Pacifico equatoriale. L’aggiornamento del Climate Prediction Center della NOAA dell’8 ottobre indicava che l’evento stava continuando a rafforzarsi e che una fase forte o molto forte era probabile fino al trimestre gennaio-marzo 2027.
Durante gli inverni caratterizzati da El Niño, la corrente a getto sul Pacifico può spostarsi più a sud e a est. Questo cambiamento tende a modificare il percorso delle perturbazioni e può rendere più attiva la traiettoria delle tempeste sul Sud degli Stati Uniti. È su questa relazione, osservata in numerosi episodi passati, che si basa il segnale più netto dell’outlook: maggiori possibilità di condizioni piovose nella fascia meridionale del Paese.
Ken Graham, direttore del National Weather Service, ha spiegato che un El Niño molto forte tende a favorire uno spostamento verso sud e verso est della corrente a getto, aumentando le probabilità di tempo perturbato nel Sud. La relazione, tuttavia, non determina in anticipo il percorso e l’intensità di ogni singola tempesta. El Niño orienta le probabilità su scala ampia; le condizioni locali dipenderanno anche dall’evoluzione dell’atmosfera nel corso della stagione.
Temperature più alte a Nord, segnale meno definito a Sud-Ovest
Per le temperature, la NOAA prevede maggiori probabilità di valori superiori alla media in California settentrionale, nel Pacifico nord-occidentale, nel Midwest, nella valle del Mississippi, in gran parte dell’Est e in Alaska. La tendenza comprende anche Porto Rico e le Isole Vergini statunitensi.
In alcune aree del Sud-Est, Florida compresa, sono invece più probabili temperature vicine alla media. Hawaii e gran parte del Sud-Ovest rientrano nelle zone in cui non prevale uno scenario: l’outlook assegna probabilità comparabili a temperature stagionali inferiori, prossime o superiori alla media.
Un inverno mediamente più mite non esclude comunque brevi irruzioni fredde. La previsione stagionale riguarda la media dei tre mesi e non stabilisce quando arriveranno eventuali fasi fredde, quanto dureranno o quali città coinvolgeranno. Allo stesso modo, una maggiore probabilità di precipitazioni non significa automaticamente più neve: la forma delle precipitazioni dipende dalle temperature presenti durante ogni singolo episodio.
La siccità potrebbe attenuarsi, ma resta il rischio di alluvioni
L’outlook sulla siccità, valido dal 15 ottobre fino alla fine di gennaio, prevede miglioramenti o la possibile conclusione delle condizioni siccitose nel Sud-Ovest, nelle Grandi Pianure meridionali, nel Sud-Est e in parte della costa orientale. Le condizioni potrebbero invece svilupparsi o aggravarsi in alcune aree delle Montagne Rocciose settentrionali, nell’Oregon nord-orientale e nello Stato di Washington.
Le piogge potrebbero contribuire a ricostituire l’umidità dei suoli e le riserve idriche, ma il beneficio non è automatico. Se precipitazioni intense si concentrano in poco tempo, i terreni asciutti possono assorbire l’acqua con difficoltà: aumentano così i rischi di allagamenti rapidi e frane, soprattutto sui versanti ripidi o nelle aree già vulnerabili. Per questo NOAA invita comunità e cittadini a prepararsi alla stagione e a seguire gli avvisi meteorologici locali.
Nuovi strumenti per stimare pioggia, neve e ghiaccio
Per l’inverno 2026-2027 il National Weather Service ha reso operativo il Probabilistic Precipitation Portal, una piattaforma che mostra scenari di precipitazione e la probabilità di superare specifiche soglie. Le mappe e le tabelle distinguono quantità basse, previste e alte di pioggia, neve e ghiaccio, offrendo a cittadini, amministratori e servizi di emergenza informazioni più dettagliate per pianificare gli interventi. Il portale fornisce previsioni a breve termine, fino a circa 72 ore, e va quindi distinto dall’outlook stagionale di dicembre-febbraio.
Il servizio meteorologico statunitense introdurrà inoltre la dicitura “Particularly Dangerous Situation” in alcuni avvisi per bufere di neve e tempeste di ghiaccio. Sarà riservata a situazioni ad alta probabilità e di eccezionale gravità, che possono mettere in pericolo vite umane e compromettere i servizi di emergenza.
Una previsione di probabilità, non il calendario delle tempeste
La NOAA precisa che gli outlook stagionali indicano la probabilità che temperature e precipitazioni complessive risultino sopra, vicino o sotto i valori normali. Non prevedono gli accumuli di neve dell’intera stagione, né consentono di stabilire ora quando e dove arriverà una specifica tempesta: le nevicate sono generalmente prevedibili con dettaglio utile solo a distanze molto più brevi, spesso non oltre una settimana. Le mappe saranno aggiornate mensilmente; il successivo aggiornamento trimestrale è previsto per il 19 novembre.
L’indicazione centrale resta dunque quella di un inverno potenzialmente più umido nel Sud e nell’Est degli Stati Uniti e più mite in diverse zone settentrionali. Quanto questi segnali si tradurranno in piogge abbondanti, episodi di neve o periodi di siccità dipenderà dall’evoluzione concreta della circolazione atmosferica nei prossimi mesi.


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