Ricerca oncologica, in Sicilia torna il premio dedicato ai giovani ricercatori e alle nuove opportunità di cura

Fondazione Humanitas Sicilia ETS lancia la seconda edizione del Premio Studio per la Ricerca Oncologica, destinato a ricercatori under 40 nati o residenti nell’Isola. Il progetto più meritevole riceverà un contributo di 8mila euro. Tra i criteri decisivi innovazione, solidità scientifica e possibilità di trasferire i risultati nella pratica clinica

Sostenere i giovani ricercatori siciliani e favorire lo sviluppo di progetti scientifici capaci di tradursi in nuove opportunità di cura per i pazienti oncologici. È l’obiettivo della seconda edizione del Premio Studio per la Ricerca Oncologica, promosso da Fondazione Humanitas Sicilia ETS. L’iniziativa mette al centro il rapporto sempre più stretto tra Ricerca scientifica e pratica clinica, con l’intento di valorizzare idee innovative che possano contribuire concretamente all’evoluzione della diagnosi, del monitoraggio delle malattie oncologiche e delle strategie terapeutiche. Per l’edizione 2026, il progetto ritenuto più meritevole riceverà un contributo di 8mila euro. Le candidature resteranno aperte fino alle ore 17.00 dell’8 ottobre 2026, termine entro il quale i ricercatori in possesso dei requisiti previsti potranno partecipare alla selezione.

Chi può partecipare al Premio Studio di Fondazione Humanitas Sicilia

Il bando è rivolto a ricercatori di età inferiore ai 40 anni, nati o residenti in Sicilia, impegnati in attività di Ricerca sull’Isola, nel resto d’Italia oppure all’estero. La possibilità di partecipazione non è quindi circoscritta a chi opera professionalmente in Sicilia. L’obiettivo è coinvolgere anche quei giovani scienziati siciliani che hanno sviluppato la propria esperienza in altre realtà nazionali o internazionali, mantenendo al centro il valore delle competenze e della formazione scientifica. È necessario essere già in possesso di una laurea magistrale in una delle discipline indicate dal bando: Medicina e Chirurgia, Biotecnologie, Biologia, Farmacia oppure Chimica e Tecnologie Farmaceutiche. La selezione intende premiare una proposta in grado di coniugare innovazione e rigore metodologico, ponendo particolare attenzione alle potenziali ricadute dell’attività di Ricerca sui percorsi assistenziali e terapeutici.

Un contributo da 8mila euro per trasformare la Ricerca in nuove opportunità di cura

Al progetto giudicato più meritevole sarà assegnato un contributo di 8mila euro, destinato a sostenere lo sviluppo dell’attività scientifica proposta. Tra i principali criteri presi in considerazione figurano originalità e innovazione, solidità scientifica e metodologica, fattibilità del progetto e potenziale trasferibilità dei risultati nella pratica clinica. Un aspetto centrale riguarda proprio la possibilità che le conoscenze generate dalla Ricerca possano trovare un’applicazione concreta, contribuendo al miglioramento dei percorsi di cura oncologici e della qualità di vita dei pazienti. Il Premio punta così a creare un collegamento tra l’attività scientifica e le esigenze della medicina, sostenendo progetti che non abbiano soltanto valore sperimentale, ma possano offrire prospettive di sviluppo anche nell’assistenza clinica.

Valerio Gristina e l’esperienza della prima edizione del Premio

A raccontare l’impatto che il riconoscimento può avere sul percorso di un giovane ricercatore è Valerio Gristina, vincitore della prima edizione del Premio, svoltasi nel 2025. Gristina sottolinea come il sostegno ricevuto abbia rappresentato non soltanto un contributo alla prosecuzione della Ricerca, ma anche un importante riconoscimento del valore scientifico del proprio lavoro. “Ricevere questo riconoscimento da una realtà prestigiosa come la Fondazione Humanitas Sicilia ha dato una forte validazione scientifica alle mie idee di giovane ricercatore, offrendomi la spinta e l’autonomia necessarie per consolidare la mia attività scientifica. È stato a tutti gli effetti un “trampolino di lancio”. Il mio percorso di Ricerca prosegue e si sviluppa al Dipartimento MEPRECC (Medicina di Precisione e Area Medica, Chirurgica e Critica) dell’Università degli Studi di Palermo, rimanendo in stretta collaborazione scientifica con il professor Umberto Malapelle dell’Università Federico II di Napoli. Grazie anche al supporto di Fondazione Humanitas Sicilia, posso portare avanti le attività di laboratorio in stretta sinergia con la realtà clinica del territorio”. Il percorso scientifico del ricercatore prosegue dunque presso il Dipartimento MEPRECC dell’Università degli Studi di Palermo, acronimo di Medicina di Precisione e Area Medica, Chirurgica e Critica, mantenendo allo stesso tempo una collaborazione scientifica con il professor Umberto Malapelle dell’Università Federico II di Napoli. L’esperienza della prima edizione mostra quindi come il Premio possa accompagnare concretamente la crescita di un progetto, favorendo quella connessione tra laboratorio e realtà clinica che rappresenta uno degli elementi fondamentali della Ricerca oncologica traslazionale.

Biopsia liquida nel tumore al polmone, il progetto premiato nel 2025

Il progetto presentato da Valerio Gristina riguarda una delle frontiere di maggiore interesse nella Ricerca oncologica: la biopsia liquida nel tumore al polmone. L’obiettivo è monitorare l’evoluzione della malattia e l’efficacia delle terapie attraverso un prelievo di sangue, riducendo la necessità di ricorrere a procedure invasive. La prospettiva scientifica è quella di ottenere informazioni utili sull’andamento della patologia attraverso un metodo che possa consentire un controllo più agevole nel tempo, contribuendo allo stesso tempo a una maggiore personalizzazione delle strategie terapeutiche. Il lavoro si inserisce in un ambito nel quale la capacità di individuare precocemente la risposta alle cure può assumere un ruolo particolarmente rilevante nella gestione clinica dei pazienti.

Lo studio CINNAMON e la risposta all’immunoterapia

Il progetto si sviluppa attraverso lo studio prospettico denominato “CINNAMON”, orientato a comprendere precocemente quali pazienti affetti da tumore al polmone abbiano maggiori probabilità di rispondere all’immunoterapia di prima linea. Gristina spiega gli obiettivi scientifici dell’attività e il ruolo avuto dal riconoscimento nel suo percorso: “con lo studio prospettico denominato “CINNAMON” puntiamo a capire precocemente quali pazienti risponderanno meglio all’immunoterapia di prima linea, così da personalizzare i trattamenti e migliorare i risultati clinici – spiega Gristina – il Premio è stato un fondamentale acceleratore di crescita”. La possibilità di identificare in anticipo i pazienti maggiormente sensibili a determinati trattamenti rientra nella prospettiva della medicina di precisione, orientata a calibrare le strategie terapeutiche sulla base delle caratteristiche della malattia e della risposta individuale. In questo contesto, la biopsia liquida rappresenta il cuore del progetto premiato nel 2025, con l’obiettivo di ricavare attraverso un semplice prelievo informazioni utili al monitoraggio della patologia e dell’efficacia delle cure.

Ricerca oncologica e trasferimento dei risultati nella pratica clinica

La seconda edizione del Premio conferma l’attenzione verso quei progetti capaci di costruire un ponte tra innovazione scientifica e assistenza sanitaria. La valutazione non si limiterà infatti all’originalità delle proposte, ma terrà conto anche della loro concreta fattibilità e della possibilità che i risultati ottenuti possano essere trasferiti nella pratica clinica. È proprio questo passaggio a rappresentare uno dei punti centrali dell’iniziativa: sostenere studi che possano generare conoscenze utilizzabili nei percorsi di diagnosi, trattamento e monitoraggio dei pazienti oncologici. La prospettiva guarda quindi a una Ricerca capace di tradursi, progressivamente, in strumenti utili per migliorare le cure e la qualità di vita, mantenendo insieme rigore scientifico, innovazione e applicabilità clinica.

Candidature fino all’8 ottobre per il Premio Studio 2026

Per i giovani ricercatori interessati alla seconda edizione resta ormai poco tempo. La scadenza per presentare le candidature è fissata alle ore 17.00 di giovedì 8 ottobre 2026. Possono concorrere gli under 40 nati o residenti in Sicilia, indipendentemente dal fatto che svolgano la propria attività scientifica sull’Isola, in altre regioni italiane o all’estero, purché siano in possesso di uno dei titoli di studio previsti. Il progetto selezionato riceverà 8mila euro, con una valutazione focalizzata sulla qualità della proposta scientifica, sul suo carattere innovativo, sulla sostenibilità metodologica e sulla capacità di produrre risultati potenzialmente utili nella gestione dei pazienti oncologici. Dopo l’esperienza della prima edizione e il progetto dedicato alla biopsia liquida nel tumore al polmone, il Premio Studio per la Ricerca Oncologica 2026 di Fondazione Humanitas Sicilia ETS rinnova così il proprio sostegno ai giovani talenti della Ricerca, puntando su progetti in grado di trasformare l’innovazione scientifica in nuove prospettive per la medicina oncologica.