Ricostruita la ricetta dell’antico vetro romano che cambia colore

Le ricercatrici Lisa Hollands e Caroline Jackson hanno messo a punto una nuova ricetta, sperimentando diversi tipi di fornaci, materiali e livelli di ossigeno

Dopo 1.600 anni è stata riprodotta la ‘ricetta’ usata dagli antichi Romani per produrre il vetro cangiante della celebre Coppa di Licurgo, conservata al British Museum di Londra. Il risultato è stato ottenuto da due ricercatrici dell’Università di Sheffield, nel Regno Unito, ed è stato applicato per realizzare una scultura di vetro contemporanea che cambia colore allo stesso modo, dal rosso rubino al verde giada, a seconda del modo in cui viene colpita dalla luce. La Coppa di Licurgo, considerata una delle sette meraviglie di vetro al mondo, è stata realizzata nel IV secolo d.C. in un particolare vetro ‘dicroico’ (ovvero capace di mostrare due colori) e raffigura la storia del mitico re della Tracia intrappolato fra i tralci di una vite per volontà degli dei.

Sebbene nessuno sappia con esattezza come sia stato creato il suo effetto cangiante, gli esperti ritengono che i Romani lo abbiano ottenuto aggiungendo minuscole quantità di oro e argento che, nelle giuste condizioni, avrebbero formato nanoparticelle stratificate migliaia di volte più piccole di un granello di sabbia. Poiché queste nanoparticelle sono più piccole delle lunghezze d’onda della luce, la assorbono fortemente e mostrano colori vivaci a seconda delle loro dimensioni e della loro forma. Molti hanno cercato di riprodurre questo effetto dicroico con risultati alterni, ma nessuno finora era riuscito a definire una ricetta coerente e riproducibile.

Lo studio

Partendo dall’analisi di un frammento dell’originale manufatto romano, le ricercatrici Lisa Hollands e Caroline Jackson, entrambe dell’Università di Sheffield, hanno messo a punto una nuova ricetta, sperimentando diversi tipi di fornaci, materiali e livelli di ossigeno. Nello specifico, hanno creato uno spesso strato di vetro fuso e, mentre si raffreddava da una temperatura ben superiore ai 1000°C, al suo interno hanno iniziato a formarsi dei nanocristalli d’oro e d’argento. Quando la luce bianca attraversa questo vetro, le particelle d’oro e d’argento bloccano le componenti blu e verde, lasciando passare solo quelle rosse e arancioni. Se invece la luce viene riflessa dalla superficie, le particelle la disperdono, creando una colorazione verde.