Rigenerazione urbana, chiesta una legge nazionale e fondi stabili: Scajola svela la posizione delle Regioni

Dall’incontro di Firenze emerge una strategia per recuperare le aree già urbanizzate, fermare il consumo di suolo e migliorare la qualità dell’abitare con investimenti pluriennali, procedure semplificate e un ruolo centrale delle Regioni

Recuperare gli edifici esistenti, riqualificare le aree già urbanizzate e limitare il consumo di nuovo suolo, puntando su investimenti duraturi e su una strategia nazionale condivisa. È questa la direzione indicata dalle Regioni per il futuro delle città italiane, con una richiesta precisa rivolta al Governo e al Parlamento: approvare una legge nazionale sulla rigenerazione urbana, semplificare le procedure e garantire finanziamenti strutturali e pluriennali, superando la logica degli interventi straordinari. La proposta è emersa a Firenze, durante i lavori della Commissione Infrastrutture, Mobilità e Governo del Territorio, riunita nell’ambito dell’evento Italia delle Regioni. Al centro del confronto, la necessità di costruire una politica organica e di lungo periodo che valorizzi le esperienze già maturate nei territori e permetta di intervenire sul patrimonio urbano esistente, migliorando la qualità degli spazi pubblici, la sostenibilità ambientale e le condizioni abitative.

Rigenerazione urbana, le quattro priorità delle Regioni per il Governo

Gli assessori regionali hanno individuato quattro priorità strategiche da sottoporre al Governo e al Parlamento, con l’obiettivo di trasformare la rigenerazione urbana in una politica stabile e coordinata a livello nazionale. La prima riguarda l’approvazione di una legge nazionale sulla rigenerazione urbana, capace di stabilire principi comuni, garantire certezza delle regole e rendere più semplici le procedure necessarie per realizzare gli interventi. L’obiettivo è costruire un quadro normativo organico che permetta di valorizzare gli strumenti già sviluppati dalle singole Regioni. La seconda priorità è rappresentata dalla necessità di assicurare uno stanziamento strutturale e pluriennale, superando il ricorso ai finanziamenti straordinari. Secondo le Regioni, gli investimenti nella riqualificazione urbana devono poter proseguire anche oltre l’orizzonte del PNRR e dei PINQuA, attraverso risorse certe e continuative, integrate da agevolazioni fiscali e forme di partenariato pubblico-privato.

Il terzo punto riguarda l’integrazione delle politiche di rigenerazione con il contrasto al consumo di suolo, la mitigazione del rischio idrogeologico e l’efficientamento energetico. In questo quadro, un ruolo centrale viene attribuito alle politiche per le bonifiche dei suoli, considerate parte integrante di una strategia complessiva di recupero e valorizzazione dei territori. La quarta priorità interessa direttamente la qualità dell’abitare. Le Regioni chiedono un rafforzamento delle risorse destinate all’edilizia residenziale pubblica, giudicate attualmente insufficienti rispetto ai fabbisogni, e lo sviluppo di modelli integrati capaci di coniugare sostenibilità ambientale, qualità degli spazi pubblici e inclusione sociale.

Stop all’espansione delle città: recuperare le aree già urbanizzate

Uno degli indirizzi principali emersi dal confronto è la volontà di privilegiare il recupero, la riqualificazione e il riutilizzo delle aree già urbanizzate, limitando l’espansione delle città e l’utilizzo di nuovo territorio. La rigenerazione urbana viene quindi individuata come uno strumento per intervenire sul patrimonio esistente, collegando la trasformazione degli spazi urbani alla sostenibilità ambientale, alla sicurezza del territorio e alle esigenze abitative delle comunità. Le Regioni hanno già sviluppato, attraverso le rispettive legislazioni, strumenti e politiche differenti che possono costituire la base di una strategia nazionale organica. L’indicazione emersa a Firenze è quella di mettere a fattor comune queste esperienze, riconoscendo il contributo delle diverse amministrazioni regionali alla definizione delle future politiche nazionali.

Dalla Liguria al Friuli-Venezia Giulia: le esperienze regionali da valorizzare

Il confronto ha evidenziato la varietà degli approcci adottati dalle Regioni italiane in materia di governo del territorio e rigenerazione urbana. Il Veneto e la Liguria hanno sviluppato esperienze legate alla semplificazione procedurale, mentre il Friuli-Venezia Giulia ha posto al centro delle proprie politiche l’obiettivo del consumo di suolo zero. Un approccio orientato alla pianificazione flessibile caratterizza invece le esperienze di Campania, Piemonte, Marche e Abruzzo. Lombardia, Lazio, Toscana ed Emilia-Romagna si distinguono per una visione integrata delle politiche territoriali. Si tratta di strumenti ed esperienze che le Regioni intendono valorizzare nell’ambito di un percorso comune, affinché le competenze sviluppate a livello locale possano contribuire alla costruzione di una politica nazionale della rigenerazione urbana con obiettivi condivisi e una prospettiva di lungo periodo.

Scajola: “la rigenerazione urbana deve diventare una politica strutturale del Paese”

A illustrare la posizione delle Regioni è Marco Scajola, assessore della Regione Liguria e Coordinatore vicario della Commissione Infrastrutture, Mobilità e Governo del Territorio della Conferenza delle Regioni, che sottolinea la necessità di garantire continuità alle politiche di recupero e trasformazione urbana. “La rigenerazione urbana deve diventare una politica strutturale del Paese, capace di migliorare la qualità della vita, valorizzare i territori e dare risposte concrete ai bisogni delle comunità. Le Regioni hanno maturato esperienze e competenze che devono diventare parte integrante delle future politiche nazionali – dichiara Marco Scajola, assessore della Regione Liguria e Coordinatore vicario della Commissione Infrastrutture, Mobilità e Governo del Territorio della Conferenza delle Regioni – Per questo chiediamo al Governo e al Parlamento una legge organica sulla rigenerazione urbana, procedure più semplici e risorse certe e pluriennali. È fondamentale garantire continuità agli investimenti oltre il PNRR, riconoscendo alle Regioni un ruolo centrale nella programmazione e nell’attuazione degli interventi. L’obiettivo è trasformare le esperienze sviluppate nei territori in una strategia nazionale condivisa, capace di produrre risultati concreti e duraturi. In questo percorso, la Liguria ha maturato un’esperienza significativa nelle politiche di rigenerazione urbana, grazie a un impegno costante e a investimenti concreti. Dal 2021 abbiamo finanziato 260 interventi per complessivi 116,5 milioni di euro, con particolare attenzione ai piccoli Comuni e ai borghi dell’entroterra. A questi si affiancano i tre importanti progetti Pinqua di Begato a Genova, della Pigna a Sanremo e di Marinella di Sarzana, per circa 66 milioni di euro complessivi, che coniugano recupero del patrimonio edilizio, nuove soluzioni abitative, riqualificazione degli spazi pubblici e servizi per i cittadini”.

Liguria, finanziati 260 interventi per 116,5 milioni di euro dal 2021

L’esperienza della Regione Liguria rappresenta uno degli esempi illustrati durante il confronto nazionale. Dal 2021 sono stati finanziati 260 interventi di rigenerazione urbana per un valore complessivo di 116,5 milioni di euro, con particolare attenzione ai piccoli Comuni e ai borghi dell’entroterra. A questi investimenti si aggiungono tre importanti progetti finanziati nell’ambito dei PINQuA, per circa 66 milioni di euro complessivi. Gli interventi riguardano Begato a Genova, la Pigna a Sanremo e Marinella di Sarzana. I progetti integrano il recupero del patrimonio edilizio con nuove soluzioni abitative, la riqualificazione degli spazi pubblici e il potenziamento dei servizi destinati ai cittadini. Un modello che collega la trasformazione fisica degli insediamenti urbani alle esigenze abitative e sociali dei territori interessati.

Edilizia pubblica, sicurezza del territorio e investimenti oltre il PNRR

Il percorso delineato a Firenze attribuisce particolare importanza alla capacità di collegare la rigenerazione delle città con altri ambiti delle politiche pubbliche, dall’edilizia residenziale alla prevenzione del rischio idrogeologico, fino alla riqualificazione energetica del patrimonio esistente. Per le Regioni, il rafforzamento dell’edilizia residenziale pubblica costituisce una componente essenziale di questa strategia, anche alla luce dell’insufficienza delle risorse attualmente disponibili rispetto ai fabbisogni. La qualità dell’abitare deve essere affrontata attraverso interventi che tengano insieme sostenibilità ambientale, spazi pubblici e inclusione sociale.La richiesta di una programmazione finanziaria stabile si inserisce nella stessa prospettiva. L’obiettivo è assicurare continuità agli investimenti anche dopo il PNRR e i PINQuA, evitando che le politiche di rigenerazione dipendano esclusivamente dalla disponibilità di finanziamenti straordinari. La proposta delle Regioni punta dunque a consolidare un sistema nel quale Governo, Parlamento e amministrazioni regionali possano operare attraverso regole comuni, risorse pluriennali e una programmazione condivisa, valorizzando le competenze già presenti nei territori e orientando gli interventi verso il recupero delle aree urbanizzate, la tutela del suolo e il miglioramento delle condizioni abitative.