Rinvio di ETS 2 e flessibilità sulle quote: le proposte di Italia e Repubblica Ceca contro il caro-energia

Italia e Repubblica Ceca chiedono "misure temporanee sull'Ets contro lo shock dei prezzi dell'energia"

Frenare la corsa dei prezzi della CO2 per salvare l’industria. È questo l’obiettivo del documento congiunto inviato da Italia e Repubblica Ceca alla Commissione Europea in vista del prossimo Consiglio Ue del 15 e 16 ottobre. Sul tavolo ci sono misure di flessibilità e il rinvio di Ets 2, per evitare che i costi ambientali si trasformino in un fattore di crisi per i settori energivori e il potere d’acquisto delle famiglie. Il documento ricevuto ieri dalla Commissione Ue presenta alcune proposte per fronteggiare “l’attuale shock energetico”. Tra le proposte, misure temporanee per ridurre l’impatto dei costi del sistema Ets (Emission Trading System, il meccanismo che regola il mercato delle quote di emissione di anidride carbonica) sui prezzi dell’energia, maggiore flessibilità nell’assegnazione delle quote e rinvio dell’entrata in vigore dell’Ets 2 per trasporti ed edifici. “Una sospensione dell’Ets fornirebbe un sollievo all’industria” ma “in assenza di sostegno, vale la pena prendere in considerazione una serie di alternative mirate“, si legge nel paper, visionato dall’ANSA.

Roma e Praga osservano, nel documento pubblicato dal governo ceco, che “l’attuale shock energetico sta esercitando una pressione senza precedenti sull’industria europea“. Sebbene la “sicurezza degli approvvigionamenti” rimanga la “priorità immediata, la combinazione di prezzi dell’energia tra i più alti al mondo, elevati costi del carbonio e prezzi eccezionali dei combustibili rischia di indebolire ulteriormente il settore manifatturiero europeo e di accelerare la delocalizzazione della produzione e degli investimenti”.

Le raccomandazioni

Seguono una serie di raccomandazioni tecniche, a partire dalla riserva di stabilità del mercato: “si potrebbe valutare – scrivono – un adeguamento temporaneo delle soglie di immissione nella riserva, nelle attuali circostanze eccezionali”. Se le condizioni di mercato dovessero “deteriorarsi in modo significativo, si potrebbe valutare anche un rilascio straordinario e regolamentato di quote dalla riserva”. Occorre poi, secondo i due governi, “tutelare la produzione europea, laddove le alternative di decarbonizzazione non siano ancora competitive”. E quindi, “partendo dalle proposte della Commissione sull’assegnazione gratuita e sui parametri di riferimento settoriali, si potrebbe valutare un’ulteriore flessibilità temporanea per i settori più esposti, laddove gli attuali livelli di assegnazione non riflettano adeguatamente la disponibilità e il costo di tecnologie di decarbonizzazione praticabili”.

Andrebbe anche valutata la “possibilità di sospendere temporaneamente l’eliminazione graduale dell’assegnazione gratuita per i settori soggetti al Cbam (Carbon Border Adjustement Mechanism, il dazio climatico dell’Ue, ndr) e le ulteriori riduzioni dell’assegnazione gratuita”.

L’Ets

Bisognerebbe poi, secondo Italia e Repubblica Ceca, “limitare la pressione” dell’Ets “sui prezzi dell’elettricità“, dato che i costi del carbonio “sostenuti dai produttori di energia da fonti fossili si riflettono sui prezzi all’ingrosso dell’elettricità, aumentando i costi per l’industria europea, in particolare quando la generazione da fonti fossili determina il prezzo marginale“. Nelle attuali “circostanze eccezionali“, dunque, l’Ue “dovrebbe valutare misure temporanee per ridurre l’impatto dei costi Ets legati alla generazione da fonti fossili sui prezzi dell’elettricità, tenendo conto delle differenze nei mix energetici degli Stati membri. Ciò potrebbe includere adeguamenti temporanei agli obblighi Ets per la generazione marginale da fonti fossili. Qualsiasi intervento dovrebbe essere mirato e limitato nel tempo, preservando al contempo gli incentivi alla decarbonizzazione a lungo termine”.

Approvvigionamento

Sarebbe inoltre “necessario affrontare tempestivamente il potenziale deficit regionale di elettricità nel quadro del regolamento sulla tassonomia, estendendo il ruolo transitorio del gas naturale oltre il 2035 e riconoscendo l’energia nucleare come sostenibile. Questo fornirebbe incentivi sufficienti affinché investitori e istituzioni finanziarie sostengano ulteriori investimenti”.

In quarto luogo, per Praga e Roma bisognerebbe “rimuovere i vincoli normativi che potrebbero aggravare le attuali pressioni sull’approvvigionamento. La Commissione dovrebbe individuare i requisiti normativi che incidono sulle importazioni e sull’approvvigionamento di energia e che potrebbero essere temporaneamente rinviati o resi più flessibili, alla luce delle attuali condizioni eccezionali del mercato“. Un caso emblematico, notano, è il regolamento Ue sul metano. Sulla base dell’approccio “pragmatico” già adottato per la sua attuazione, “i requisiti previsti dall’articolo 28, applicabili a partire dal gennaio 2027, dovrebbero essere temporaneamente sospesi, per evitare di ostacolare l’accesso a fornitori alternativi nelle attuali condizioni eccezionali di mercato”.

Trasparenza nel mercato

Italia e Repubblica Ceca chiedono inoltre di “aumentare la trasparenza nel mercato delle quote di emissione dell’Ue“. La Commissione, l’Esma e l’Acer potrebbero “intensificare” il monitoraggio congiunto delle posizioni, della concentrazione del mercato e dell’interazione tra i mercati del carbonio, del gas e dell’elettricità, “garantendo maggiore trasparenza sulle attività di conformità e di copertura (hedging), rispetto alle posizioni puramente finanziarie“. Gli intermediari finanziari, riconoscono le due capitali, forniscono “importanti servizi di liquidità e di gestione del rischio”. Tuttavia, “qualora vi siano prove che specifiche pratiche di mercato stiano amplificando movimenti eccezionali dei prezzi, dovrebbero essere valutate misure di vigilanza appropriate“.

Ets 2

Infine, andrebbe rivalutata “l’introduzione dell’Ets 2“, l’estensione del sistema ai carburanti e al riscaldamento domestico. Alla luce dell’attuale situazione energetica “eccezionale“, dunque, il Consiglio Europeo dovrebbe “invitare la Commissione a riesaminare l’introduzione dell’Ets 2 nel 2028, tenendo pienamente conto del suo potenziale impatto sui costi dei carburanti e del riscaldamento, sulla competitività industriale e sulle famiglie. La sua introduzione dovrebbe essere rinviata, qualora” rischiasse di “aggravare l’attuale crisi energetica e di competitività”.

Secondo Roma e Praga, tutte queste misure “integrerebbero l’azione già intrapresa dalla Commissione, dimostrando la capacità del Consiglio Europeo di fornire indirizzo politico e impulso in un momento critico per l’industria europea, senza modificare gli obiettivi climatici a lungo termine dell’Ue. La priorità – sottolineano infine – è evitare che i costi eccezionali dell’energia e del carbonio provochino perdite permanenti della capacità industriale europea, compresi la capacità di raffinazione, gli investimenti e la competitività”.