Risveglio improvviso nell’Atlantico: Isaias diventa un uragano ed eguaglia record che durava da 121 anni

Il primo uragano della stagione Atlantica punta verso la Costa del Golfo con venti a 120 km/h, portando le autorità a dichiarare lo stato di emergenza

La stagione degli uragani nell’Atlantico si è improvvisamente risvegliata con la formazione di Isaias, il 1° uragano di quest’anno nel bacino, che sta avanzando rapidamente verso la Costa del Golfo degli USA. Il fenomeno meteorologico, cresciuto di intensità nelle ultime ore, si trova attualmente a circa 745 km a Sud-Sud/Ovest della foce del fiume Mississippi e spinge venti sostenuti fino a 120 km/h. Si tratta di un evento davvero insolito, giunto dopo oltre 4 mesi di apparente calma piatta dovuta all’influenza del fenomeno El Niño, che eguaglia un record storico risalente al lontano 8 ottobre 1905 per il 1° ciclone stagionale più tardivo. Le previsioni indicano un probabile impatto tra le coste del Mississippi e la zona del Panhandle in Florida tra la serata di venerdì e la giornata di sabato, con il rischio concreto di precipitazioni torrenziali ed allagamenti lampo.

Stato di emergenza e preparativi febbrili lungo le coste

L’allarme ha spinto le amministrazioni locali ad agire tempestivamente per mettere in sicurezza le comunità costiere. Il governatore della Florida, Ron DeSantis, ha dichiarato lo stato di emergenza per 25 contee nelle regioni del Panhandle e di Big Bend, mobilitando squadre di soccorso urbano e mezzi di emergenza. Provvedimento analogo è stato firmato dal governatore dell’Alabama, Kay Ivey, per 40 contee del suo Stato. A Pensacola le società elettriche hanno posizionato le squadre operative sul campo per gestire eventuali blackout, mentre i cittadini si sono affrettati a riempire sacchi di sabbia per difendere le abitazioni dal pericolo di inondazioni. Molti residenti si preparano ad affrontare la tempesta barricandosi in casa, mentre gli organizzatori del celebre National Shrimp Festival a Gulf Shores, evento che lo scorso anno aveva attirato oltre 325mila visitatori, sono stati costretti ad annullare la manifestazione.

Piattaforme petrolifere bloccate ed effetti sui mercati

Oltre ai disagi per il turismo ed i residenti, l’arrivo dell’uragano ha colpito duramente il settore energetico nel Golfo del Messico, un’area che garantisce quasi il 15% della produzione annua di greggio degli USA. Le compagnie hanno temporaneamente bloccato circa il 25% della produzione petrolifera offshore, sottraendo al mercato circa 511mila barili al giorno ed evacuando 8 delle 371 piattaforme con personale a bordo. Gli esperti del settore monitorano con attenzione l’evoluzione meteorologica, poiché l’eventuale impatto di Isaias vicino alle raffinerie potrebbe generare ulteriori scossoni ai prezzi del carburante.

L’anomalia di El Niño ed il confronto storico

Isaias rappresenta la 9ª tempesta con nome di una stagione fino ad oggi atipica. In un anno normale si registrano mediamente 14 tempeste con nome, di cui 7 diventano uragani e 3 raggiungono una categoria maggiore con venti superiori a 177 km/h. Quest’anno, la presenza di un forte El Niño nell’Oceano Pacifico ha ostacolato la formazione dei cicloni nell’Atlantico, mantenendo il bacino in uno stato di riposo prolungato. Ricordiamo che l’area costiera interessata dal percorso di Isaias conosce bene la furia ciclonica: la memoria va all’Uragano Camille, che nel 1969 causò oltre 250 vittime, fino ad arrivare a Katrina nel 2005 con quasi 1.400 morti e Michael nel 2018.