La natura potrebbe entrare ufficialmente nei percorsi sanitari italiani, trasformando parchi urbani, aree verdi e oasi naturali in strumenti di prevenzione e supporto alla cura delle malattie croniche. Non soltanto una raccomandazione a trascorrere più tempo all’aria aperta, ma la possibilità di prescrivere in maniera strutturata l’esercizio fisico negli ambienti naturali, sulla base delle evidenze scientifiche e attraverso programmi integrati nei modelli di assistenza sanitaria. È questa la proposta emersa dalla Prima Conferenza Nazionale sui Presìdi Sanitari Naturali, promossa dall’IRCCS MultiMedica e da Parco Nord Milano, che si è svolta oggi, giovedì 15 ottobre, allo Spazio Oxy.gen di Bresso, in provincia di Milano. L’obiettivo è introdurre stabilmente anche in Italia il principio della nature prescription, una pratica già adottata e regolamentata in diversi Paesi, attraverso la quale il contatto con la natura e l’attività fisica svolta negli spazi verdi diventano componenti organizzate dei programmi di prevenzione e benessere. La proposta nasce dalla crescente attenzione della comunità scientifica verso gli effetti dell’ambiente naturale sulla salute umana, con particolare riferimento alle patologie cardiovascolari, respiratorie e metaboliche, oltre che ai disturbi legati allo stress e al benessere psicologico.
Passeggiate nel verde prescritte dai medici: la proposta per la sanità italiana
Al centro del confronto tra ricercatori, professionisti della sanità, rappresentanti delle istituzioni territoriali ed esperti di politiche ambientali è stata posta una questione precisa: come trasformare i benefici della natura, documentati dalla ricerca scientifica, in strumenti concreti e accessibili di prevenzione sanitaria. L’orientamento condiviso dai partecipanti è quello di sviluppare un sistema che consenta di prescrivere l’esercizio fisico nei parchi urbani e nelle oasi naturali, superando la dimensione del semplice consiglio individuale e costruendo percorsi strutturati. L’esperienza internazionale della nature prescription rappresenta il riferimento per un modello in cui gli spazi verdi possano assumere una funzione riconosciuta all’interno delle politiche sanitarie, senza sostituire le terapie mediche esistenti. L’iniziativa rappresenta anche un passaggio significativo nella collaborazione avviata tra IRCCS MultiMedica e Parco Nord Milano, due realtà del territorio milanese impegnate a studiare e valorizzare il rapporto tra ambiente e salute. In questa prospettiva, il Parco Nord Milano è stato individuato come un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, nel quale sviluppare attività di ricerca, valutare gli effetti dell’esposizione al verde sulla qualità della vita e sperimentare modelli di prevenzione potenzialmente replicabili in altri territori italiani.
I benefici della natura sulla salute: meno stress, diabete e rischio cardiovascolare
Le evidenze scientifiche presentate nell’ambito dell’iniziativa attribuiscono all’attività fisica svolta negli ambienti naturali benefici che interessano diversi aspetti della salute. Numerosi studi di popolazione e metanalisi internazionali, richiamati durante la conferenza, evidenziano infatti il valore aggiunto dell’esercizio praticato nel verde, anche rispetto alla medesima attività svolta in ambienti chiusi. Secondo i dati illustrati, frequentare regolarmente gli spazi verdi è associato a una riduzione del 40% dello stress psicofisico rispetto alla frequentazione degli ambienti urbani. Sul fronte della salute mentale, viene riportata una diminuzione del 25% dell’incidenza di depressione e ansia, mentre per il diabete di tipo 2 si indica una riduzione del rischio pari al 28%. Si tratta di risultati che evidenziano il potenziale interesse sanitario degli ambienti naturali, pur richiedendo una valutazione legata alle caratteristiche degli studi e delle popolazioni considerate. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla prevenzione delle malattie che interessano il cuore e il sistema circolatorio. I dati citati nel corso dell’incontro indicano che 150 minuti settimanali di esercizio fisico nella natura possono essere associati a una riduzione del 30% del rischio cardiovascolare. Un’indicazione che attribuisce importanza non soltanto alla pratica regolare del movimento, ma anche al contesto ambientale nel quale l’attività viene svolta.
Camminare nei parchi e prevenzione della demenza: il ruolo dell’attività fisica negli anziani
Un altro ambito di interesse riguarda il rapporto tra la frequentazione degli spazi verdi, l’invecchiamento e la conservazione delle capacità cognitive. Secondo le evidenze richiamate durante la conferenza, almeno due ore e mezza alla settimana di camminata nel verde sono associate a una riduzione del rischio di demenza compresa tra il 35% e il 45%. L’attenzione verso l’attività fisica negli ambienti naturali coinvolge dunque anche la prevenzione del deterioramento cognitivo e la promozione di un invecchiamento in salute. Tra i meccanismi biologici indicati dagli esperti figurano il miglioramento della memoria e della neuroplasticità, ossia la capacità del sistema nervoso di modificare e riorganizzare le proprie connessioni. I benefici descritti interessano inoltre diversi processi metabolici e immunitari. L’esposizione agli ambienti verdi, associata all’esercizio fisico, può contribuire al miglioramento della sensibilità insulinica e del profilo glicemico e lipidico, alla diminuzione dell’infiammazione cronica e, secondo le evidenze richiamate, al potenziamento della risposta immunitaria antitumorale. Proprio la varietà dei possibili effetti rappresenta una delle ragioni per cui la comunità scientifica sta approfondendo il ruolo della natura nei programmi di prevenzione primaria e secondaria.
Una ricerca da 25mila euro per studiare gli effetti dei parchi sulla salute degli over 60
La conferenza di Bresso ha ospitato anche la proclamazione dei vincitori del bando di ricerca interno istituito da IRCCS MultiMedica e Parco Nord Milano. L’iniziativa è stata promossa per approfondire, attraverso studi scientifici, l’impatto delle attività svolte nella natura sulla riduzione del rischio cardiopolmonare e metabolico. Ad aggiudicarsi il finanziamento di 25.000 euro sono stati Gaia Spinetti e Francesco Prattichizzo, autori del progetto “Green environment for metabolic and vascular prevention – Green Move”. La ricerca avrà una durata di 12 mesi e si concentrerà sulle persone di età superiore ai 60 anni, con l’obiettivo di comprendere attraverso quali modalità e meccanismi l’esposizione al verde urbano possa migliorare il profilo dei mediatori della salute cardiometabolica e favorire un invecchiamento più sano. Lo studio prenderà in esame specifici indicatori biologici, con particolare attenzione ai livelli di cortisolo e alla presenza di microplastiche e nanoplastiche nell’organismo. L’analisi di questi parametri consentirà ai ricercatori di approfondire il rapporto tra frequentazione degli ambienti naturali e processi fisiologici associati alla salute metabolica e vascolare. Il progetto Green Move costituisce quindi uno degli strumenti attraverso cui la collaborazione tra l’istituto sanitario e l’ente che gestisce il parco intende produrre nuove evidenze scientifiche, necessarie per valutare l’inserimento degli spazi verdi nei programmi sanitari.
Paola Muti: “non basta raccomandare di andare al parco”
A spiegare il significato scientifico e sanitario dell’iniziativa è stata Paola Muti, Direttrice Scientifica dell’IRCCS MultiMedica, che ha sottolineato il contributo che gli ambienti naturali possono offrire nella prevenzione di numerose patologie. “Le più recenti evidenze scientifiche confermano che la natura costituisce un determinante fondamentale della salute, in grado di contribuire in modo significativo alla prevenzione primaria e secondaria delle malattie cardiovascolari, respiratorie e metaboliche, oltre che al benessere psicologico”, ha spiegato Muti. La collaborazione con Parco Nord Milano punta proprio a costruire un modello nel quale il verde urbano non venga considerato esclusivamente uno spazio ricreativo, ma anche una risorsa utilizzabile nella promozione della salute e nel supporto ai percorsi di cura. “Da questa consapevolezza nasce la nostra collaborazione con Parco Nord Milano, al fine di sviluppare un modello innovativo di Presidio Sanitario Naturale, in cui convergono ricerca e clinica, tutela dell’ambiente e promozione di sani stili di vita. Il progetto vincitore del bando ci consentirà di studiare e validare, con un approccio rigoroso, il ruolo degli spazi verdi urbani come componente attiva dei modelli di prevenzione e di supporto ai percorsi di cura. Oggi possiamo affermare di aver posto le basi per il coinvolgimento scientifico delle oasi naturali nella programmazione sanitaria del nostro Paese e per una maggiore consapevolezza del verde come principio attivo. Non basta raccomandare di andare al parco: una prescrizione strutturata rende la prevenzione più concreta”. Le parole della direttrice scientifica chiariscono il principale obiettivo emerso dalla conferenza: definire modalità attraverso le quali l’attività fisica nella natura possa essere proposta e organizzata all’interno di programmi sanitari fondati su evidenze verificabili.
Il rapporto con la natura si sta riducendo: in Italia due persone su tre trascorrono meno di un’ora alla settimana nel verde
Accanto ai benefici sanitari, la conferenza ha affrontato anche il progressivo indebolimento del rapporto quotidiano tra le persone e gli ambienti naturali. Un fenomeno che riguarda diversi Paesi e che, secondo i dati presentati, assume dimensioni particolarmente rilevanti in Italia. A richiamare l’attenzione su questa tendenza è stata Rita White, psicologa ambientale e Presidente dell’Accademia Italiana di Biofilia (AIB), che ha illustrato i risultati di una ricerca internazionale sulle abitudini di frequentazione degli spazi verdi. “Un’indagine condotta su circa 17.000 cittadini in 15 Paesi ha rivelato un dato preoccupante: il nostro legame con la natura si sta atrofizzando”, ha dichiarato White. I risultati evidenziano quanto il contatto con gli ambienti naturali sia diventato limitato nella vita di una parte consistente della popolazione. Il dato italiano risulta particolarmente significativo nel confronto con la media internazionale.
“Viviamo sempre meno a contatto con il verde e questo ci priva di importanti benefici: in media il 52% degli intervistati trascorre meno di un’ora a settimana nella natura, in Italia si arriva a 2 cittadini su 3. Negli ultimi anni diversi programmi di ‘green prescription’ sono stati introdotti in vari Paesi, come il Canada, con l’obiettivo di integrare il contatto con la natura nei percorsi di prevenzione e benessere. Non sostituiscono farmaci o terapie, naturalmente, ma rappresentano uno strumento complementare per migliorare la salute fisica e mentale, oltre alla qualità della vita”. Il confronto internazionale mette in evidenza anche il percorso già intrapreso da alcuni sistemi sanitari, che hanno introdotto programmi dedicati alla prescrizione del contatto con la natura. Il Canada è tra gli esempi richiamati durante l’incontro, a dimostrazione di come le attività negli ambienti naturali possano essere integrate nelle strategie di prevenzione e benessere, mantenendo un ruolo complementare rispetto alle cure tradizionali.
Parco Nord Milano verso il modello di Presidio Sanitario Naturale
La prospettiva di riconoscere una funzione sanitaria agli spazi verdi coinvolge direttamente anche gli enti responsabili della gestione e della tutela del territorio. Il Parco Nord Milano, al centro del progetto sviluppato con IRCCS MultiMedica, rappresenta in questo contesto il luogo nel quale ricerca scientifica, attività fisica e valorizzazione ambientale possono trovare un punto di incontro. Marzio Marzorati, Presidente di Parco Nord Milano, ha ribadito l’importanza di considerare i parchi non soltanto come luoghi di svago e socializzazione, ma come infrastrutture capaci di contribuire al benessere collettivo e alla prevenzione delle malattie. “Siamo da sempre consapevoli del fatto che il Parco non sia solo un luogo da frequentare, ma un’infrastruttura verde e sociale che contribuisce attivamente alla prevenzione e al benessere collettivo, favorendo un invecchiamento sano e riducendo l’incidenza delle malattie cronico-degenerative”, ha affermato Marzorati.
L’intenzione è valorizzare il patrimonio naturale attraverso un riconoscimento che tenga conto delle opportunità offerte alla salute pubblica, facendo riferimento alle esperienze maturate in altri Paesi e al lavoro svolto insieme ai ricercatori dell’istituto sanitario. “Alla luce del confronto scientifico avuto in più occasioni con i ricercatori dell’IRCCS MultiMedica e delle esperienze già vissute e comprovate in altri Paesi del mondo, confidiamo che anche in Italia le oasi naturali possano essere presto accreditate come Presidio Sanitario Naturale”. L’eventuale accreditamento degli spazi verdi come Presìdi Sanitari Naturali costituisce uno degli obiettivi del percorso avviato. Il modello proposto mira a collegare le funzioni ambientali e sociali dei parchi con le esigenze della prevenzione sanitaria, valorizzando il ruolo delle aree naturali nella promozione di stili di vita salutari.
Presìdi Sanitari Naturali in Italia: il progetto di una rete nazionale per la prevenzione
La Prima Conferenza Nazionale sui Presìdi Sanitari Naturali non è stata concepita come un’iniziativa isolata. Gli organizzatori intendono infatti trasformarla in un appuntamento annuale di riferimento per il confronto tra medicina, ambiente, ricerca scientifica e amministrazioni pubbliche. Al termine dei lavori, IRCCS MultiMedica e Parco Nord Milano hanno annunciato la volontà di proseguire verso la costruzione di una rete nazionale di Presìdi Sanitari Naturali, attraverso lo sviluppo di protocolli condivisi, progetti di ricerca collaborativi e modelli di prevenzione primaria e secondaria applicabili in contesti territoriali differenti. Il percorso punta a favorire un dialogo stabile tra le strutture sanitarie e le realtà che si occupano della gestione degli spazi verdi, individuando strumenti e metodologie comuni per valutare l’efficacia delle attività nella natura. La ricerca scientifica assume un ruolo centrale in questo processo, perché consentirà di approfondire i meccanismi biologici coinvolti e di definire le condizioni attraverso cui gli ambienti naturali possano contribuire concretamente agli obiettivi di salute pubblica. La proposta emersa a Bresso apre così una prospettiva per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche e cronico-degenerative, con un’attenzione specifica anche alla salute mentale e all’invecchiamento della popolazione. Un percorso che parte dal Parco Nord Milano e dalla collaborazione con IRCCS MultiMedica, con l’obiettivo di sviluppare in Italia un modello nel quale la natura possa diventare parte integrante delle politiche sanitarie e dei programmi di prevenzione, sulla base di protocolli condivisi e risultati scientificamente validati.


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