Sciame sismico nel Tirreno Meridionale: la scheda con gli effetti macrosismici

Prosegue lo sciame sismico nel Tirreno meridionale dopo il forte terremoto di magnitudo 5.5: nuova scossa di magnitudo 4.6 alle 15:55. Dalle Isole Eolie alla Sicilia e alla Calabria, la ricostruzione della sequenza sismica e la mappa degli effetti macrosismici stimati

Non si arresta lo sciame sismico nel Tirreno meridionale, dove la terra continua a tremare con scosse di intensità significativa. Nel pomeriggio di oggi, venerdì 23 ottobre, alle ore 15:55, è stato registrato un nuovo terremoto di magnitudo 4.6, con ipocentro a circa 11 chilometri di profondità, secondo le prime rilevazioni dell’INGV. La nuova scossa si inserisce in una sequenza sismica particolarmente intensa, caratterizzata da numerosi eventi ravvicinati nel corso della giornata. Il terremoto più forte è stato registrato alle 12:19, con magnitudo 5.5, provocando grande apprensione e facendo scattare un’allerta tsunami, successivamente revocata dalle autorità competenti. Già nelle ore precedenti erano state rilevate altre scosse significative, tra cui quella di magnitudo 4.3 alle 11:51 e quella di magnitudo 4.0 alle 12:24. La nuova scossa pomeridiana conferma quindi il proseguimento dell’attività sismica nel basso Tirreno, mantenendo alta l’attenzione su un fenomeno che continua a interessare una vasta area del Sud Italia. Grazie al prezioso lavoro di Giovanni Falcicchia, pubblichiamo la relativa scheda con gli effetti macrosismici.

Effetti macrosismici

Terremoto con epicentro nel Distretto Sismico: Tirreno Meridionale 

Data 23/10/2026                          Ora 12:19:15

Latitudine 38.79°                         Longitudine 14.17°

Magnitudo 5.5                 Profondità 9 Km

La presente scheda elenca gli effetti macrosismici stimati secondo un modello che utilizza i dati qui esposti. Gli effetti macrosismici rilevati, in una qualsiasi località, possono variare di uno o due livelli, in più o in meno, a seconda della conformazione geologica del territorio o di peculiari caratteristiche costruttive delle abitazioni. Escluso indicazioni diverse, la percettibilità del sisma è intesa in orario diurno. L’accelerazione di picco al suolo: PGA è espressa in % g.

  1. B. La numerazione e la terminologia utilizzate non equivalgono a quelle riportate in altre scale sismiche.

Città e territori a una distanza inferiore a 54 Km dall’epicentro:

Alicudi, Filicudi

8-    Scossa considerevole          1.5 < PGA < 3.0            V MCS 

All’interno degli edifici, tutti avvertono il terremoto e, talvolta, anche il notevole rombo che lo precede; in molti percepiscono la scossa all’aperto. La sollecitazione sismica è di ragguardevole intensità e sveglia numerose persone. Vasellame e suppellettili vibrano sonoramente. Alcuni oggetti poco stabili e sviluppati in altezza, come bottiglie e candelabri, cadono. I lampadari compiono oscillazioni molto ampie. Le porte e le finestre si aprono e si chiudono. La scossa mette spavento e la gente si riversa per strada. Le case e i monumenti, più deboli e maltenuti, subiscono lievi danni superficiali: sottili crepe nell’intonaco, vetri lesionati, caduta di calcinacci. Moltissime le segnalazioni del terremoto provenienti dal territorio.

Città e territori a una distanza compresa tra 54 Km e 90 Km dall’epicentro:

Ustica, Lipari, Vulcano, Salina, Panarea, Stromboli

7-    Scossa moderata           0.8 < PGA < 1.5            IV MCS

All’interno delle abitazioni, quasi tutti avvertono la scossa. La vibrazione sismica è piuttosto intensa e sveglia diverse persone. I lampadari compiono ampie oscillazioni. Il tremolio di finestre e suppellettili risuona con insistenza nelle case; alcuni oggetti vengono spostati. La gente è intimorita; in molti escono dagli edifici. All’aperto, un numero considerevole di persone percepisce distintamente il movimento tellurico e il chiaro rombo che lo precede. Le costruzioni non subiscono danni evidenti. Numerose le segnalazioni del sisma provenienti dal territorio.

Città e territori a una distanza compresa tra 90 Km e 148 Km dall’epicentro:

Palermo, Messina, Caltanissetta, Capo Vaticano, Milazzo, Patti, Alcamo, Cefalù, Taormina,

6-    Scossa leggera              0.4 < PGA < 0.8               III MCS

Ai piani superiori e intermedi degli edifici, molte persone avvertono un tremore di entità limitata ma tangibile. I lampadari oscillano visibilmente; si sente lo scampanellio di cristalleria e vasellame e chi dorme, potrebbe essere svegliato. Qualcuno, messo in allarme da tali effetti, per sicurezza, esce all’aperto. All’esterno delle abitazioni, solo in pochi percepiscono il terremoto; alcuni, con un certo anticipo, sentono un rumore simile a un tuono lontano. Dal territorio giunge un numero considerevole di segnalazioni dell’evento.

Città e territori a una distanza compresa tra 148 Km e 245 Km dall’epicentro:

Napoli, Reggio Calabria, Catania, Siracusa, Agrigento, Salerno, Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia

5-      Scossa debole           0.2 < PGA < 0. 4         II – III MCS

Un discreto numero di persone, ai piani superiori degli edifici, avverte una debole vibrazione. I lampadari compiono oscillazioni di piccola ampiezza; si ode un sommesso tintinnio di vetri e ceramiche. Tali effetti destano una certa preoccupazione in chi li percepisce.  All’esterno, pochissime persone avvertono la scossa; qualcuno, con un po’ di anticipo, sente un cupo rumore a bassa frequenza. Dal territorio giungono diverse segnalazioni del terremoto.

Città e territori a una distanza compresa tra 245 Km e 403 Km dall’epicentro:

Roma, Bari, Foggia, Latina, Potenza, Benevento, L’Aquila, Pescara, Taranto, Lecce, Malta

4-    Scossa lieve              0.1 < PGA < 0.2               II MCS

Ai piani superiori degli edifici, poche persone in condizioni di quiete, avvertono un lieve tremore. I lampadari sono smossi dalla loro posizione di equilibrio; tali effetti mettono in apprensione chi li percepisce. All’aperto, quasi nessuno avverte il sisma. Dal territorio giungono poche segnalazioni; in qualche caso isolato, esse riferiscono di un’indistinta, greve sonorità che precede il terremoto.

Città e territori a una distanza compresa tra 403 Km e 665 Km dall’epicentro:

Firenze, Ancona, Perugia, Pescara, Terni, Pisa, Pesaro, Rimini, Cagliari, Sassari, Nuoro, Tunisi, Tirana

3-     Scossa tenue             0.05 < PGA < 0.10          I – II MCS

Agli ultimi piani delle costruzioni più alte, pochissime persone, in condizioni di perfetta quiete, percepiscono una lievissima oscillazione, tale da non destare alcuna preoccupazione. All’aperto, nessuno avverte il terremoto. Nella regione, il rombo sismico non è udibile. Tramite Internet giungono pochissime segnalazioni del sisma.

Città e territori a una distanza compresa tra 665 Km e 1097 Km dall’epicentro:

Milano, Torino, Genova, Venezia, Bologna, Bolzano, Atene, Algeri, Barcellona, Marsiglia, Monaco

2-      Scossa impercettibile     0.025 < PGA < 0.050       I MCS

Generalmente la scossa non è percepita dalla popolazione. In circostanze particolarmente favorevoli, une esiguo numero di persone potrebbe avvertire una certa instabilità, senza necessariamente associarla al terremoto. Tramite Internet giungono isolate e sporadiche segnalazioni del sisma.

Territori a una distanza superiore a 1097 Km dall’epicentro.

1-       Scossa strumentale              PGA < 0.025               I MCS

L’intensità dell’evento è trascurabile; esso è rilevato dalle stazioni sismiche presenti nella regione. Anche nelle condizioni più favorevoli, la scossa non è avvertita dalla popolazione. Dal territorio non giunge alcuna segnalazione del terremoto.