In un panorama internazionale segnato da tensioni crescenti e conflitti che minacciano la stabilità energetica dell’Europa, l’Italia torna a recitare un ruolo da protagonista nella raffinazione. La recente visita del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, allo stabilimento Isab di Priolo Gargallo (Siracusa) – la prima raffineria d’Italia e tra le principali d’Europa, ora passata sotto il controllo di investitori italiani – accende i riflettori su un asset strategico fondamentale per il Paese e per l’intero continente. Mentre i contraccolpi geopolitici continuano a tagliare le tradizionali linee di approvvigionamento dal fronte orientale e meridionale, Roma risponde alle urgenti richieste arrivate dagli Stati Uniti convocando un tavolo interministeriale con tutte le società di raffinazione. L’obiettivo, condiviso con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, è chiaro: potenziare tempestivamente la produzione nazionale ed europea per garantire famiglie e imprese, confermando la validità di quel “cordone di sicurezza” normativo con cui il governo ha scelto di difendere la sovranità energetica italiana.
Urso: “tutelata la prima raffineria d’Italia”
“Questo stabilimento è la prima raffineria d’Italia, tra le prime in Europa. Il primo atto del mio Ministero è stato un decreto legge che costruiva un cordone sanitario, un cordone di sicurezza attorno allo stabilimento. Oggi l’Europa comprende meglio perché“, ha detto il Ministro Urso dopo la visita alla raffineria Isab a Priolo Gargallo, recentemente acquisita da Ludoil, azienda italiana che li ha rilevati da Goi Energy. “Il problema dell’Europa in questo momento – ha aggiunto – sono le raffinerie che noi abbiamo sapientemente, con lungimiranza, responsabilità e consapevolezza, tutelato, mentre altrove in Europa si continuavano a chiudere. Senza capire che l’Europa era già circondata dai conflitti che nel frattempo si sono propagati dal fronte orientale al fronte meridionale, tagliando le linee di approvvigionamento energetico del nostro continente“. Urso ha ricordato che la raffineria oggi è “in mani ancora più sicure, perché mani italiane”.
Urso: “giovedì tavolo con le società di raffinazione per capire come aumentare la produzione”
“Isab può svolgere un ruolo di grande rilievo in Italia e in Europa“, ha detto ancora Urso, che ha convocato per giovedì prossimo un tavolo con tutte le società di raffinazione presenti in Italia. L’incontro, organizzato insieme al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, è stato convocato “appena gli Stati Uniti hanno fatto trapelare la loro esigenza così impellente e importante”. Il Ministro ha ribadito che obiettivo dell’incontro è “capire cosa si possa fare di più e meglio, in modo tempestivo e quindi efficace“. Si tratta di capire “cosa si possa fare in Europa con urgenza e in Italia, secondo le nostre competenze, per aumentare la produzione nell’immediato di quel che ci serve per rispondere alle esigenze delle imprese, delle famiglie, dei consumatori dell’Italia e dell’Europa”.


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