La Sila si conferma un territorio di grande interesse per la ricerca scientifica, con nuove osservazioni che contribuiscono ad approfondire il rapporto tra biodiversità, avifauna e cambiamenti climatici. Gli uccelli che popolano l’altopiano calabrese, le loro abitudini migratorie e le quote raggiunte durante la stagione riproduttiva sono stati al centro di un importante approfondimento scientifico presentato a Cotronei, in provincia di Crotone, durante la terza edizione del Convegno Nazionale Sila Scienza. Per la prima volta nella storia della manifestazione, gli studi ornitologici dedicati agli uccelli della Sila sono entrati ufficialmente nel programma scientifico degli appuntamenti organizzati dal Centro Studi KOS, grazie alla partecipazione del Gruppo Locale di Conservazione 121 Sila della Lipu, con sede a San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza.
A rappresentare il gruppo è stato il coordinatore Gianluca Congi, che ha illustrato i risultati delle attività di ricerca svolte nella scorsa primavera attraverso il progetto U.MI.C. (Uccelli MIgratori del lago Cecita), affiancandoli alle osservazioni raccolte negli ultimi anni su diverse specie presenti sull’altopiano silano. Tra gli aspetti di maggiore interesse scientifico emergono proprio le informazioni relative ad alcune specie che in Sila hanno raggiunto le massime quote altitudinali di riproduzione documentate in Italia, un elemento significativo per lo studio della distribuzione degli uccelli negli ambienti montani.
Il progetto U.MI.C. e lo studio degli uccelli migratori del lago Cecita
Uno dei temi principali dell’intervento di Gianluca Congi ha riguardato il lago Cecita, importante ambiente acquatico della Sila, sul quale si sono concentrate le attività di osservazione e studio realizzate attraverso il progetto U.MI.C. L’iniziativa, sviluppata dal Glc Lipu Sila con la collaborazione della S.O.I. (Società Ornitologica Italiana), è stata condotta nel corso della primavera e ha permesso di approfondire la conoscenza dell’avifauna migratoria legata al bacino lacustre. I risultati sono stati presentati durante la seconda sessione del convegno attraverso una relazione dal titolo “Gli uccelli acquatici della Sila e il cambiamento climatico: il progetto U.MI.C”. L’approfondimento ha affrontato il rapporto tra la presenza degli uccelli acquatici, le caratteristiche ambientali del territorio e il tema delle trasformazioni climatiche, inserendo le osservazioni raccolte sul campo in un più ampio contesto di analisi naturalistica. Lo studio delle specie migratrici rappresenta infatti un importante ambito di ricerca per comprendere l’evoluzione degli ecosistemi. Le osservazioni relative alla presenza degli uccelli, ai periodi di frequentazione degli ambienti acquatici e alla loro distribuzione territoriale possono contribuire a costruire serie di dati utili per valutare eventuali cambiamenti nel tempo. La relazione di Congi ha suscitato particolare interesse tra i numerosi partecipanti al convegno, confermando l’importanza di integrare le attività di osservazione naturalistica svolte sul territorio con il confronto scientifico tra ricercatori ed esperti di differenti discipline.
In Sila specie di uccelli raggiungono quote riproduttive record per l’Italia
Accanto ai risultati del progetto dedicato al lago Cecita, durante il convegno sono state illustrate anche alcune delle osservazioni ornitologiche più significative condotte negli ultimi anni sull’altopiano. L’attenzione si è concentrata in particolare sulle specie di uccelli che hanno raggiunto in Sila i limiti massimi altitudinali di riproduzione nel territorio italiano. Si tratta di informazioni di rilievo per la conoscenza dell’avifauna nazionale, perché documentano la presenza riproduttiva di determinate specie a quote particolarmente elevate. Il tema assume un interesse specifico nel quadro delle ricerche sugli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi montani. La distribuzione altitudinale degli uccelli costituisce infatti uno degli aspetti studiati dalla ricerca ecologica per comprendere le relazioni tra le specie, le condizioni ambientali e le trasformazioni degli habitat. Le osservazioni presentate dal Glc Lipu Sila contribuiscono ad ampliare le conoscenze scientifiche sul patrimonio faunistico dell’altopiano calabrese, senza che il raggiungimento di nuove quote riproduttive possa essere automaticamente attribuito, in assenza di specifiche analisi, al solo cambiamento climatico. La Sila, con la varietà dei suoi ambienti montani, forestali e acquatici, offre così ulteriori opportunità di approfondimento sul comportamento e sulla distribuzione delle specie ornitiche.
La ricerca della Lipu Sila sarà pubblicata sulla rivista scientifica Gli Uccelli D’Italia
Il lavoro presentato a Cotronei avrà anche un seguito editoriale nel settore della ricerca ornitologica. Lo studio U.MI.C. sarà infatti pubblicato integralmente sul numero 51 della rivista di ornitologia Gli Uccelli D’Italia, edita dalla Società Ornitologica Italiana. La pubblicazione consentirà di rendere disponibili i risultati delle attività condotte nella primavera scorsa, contribuendo alla diffusione delle conoscenze relative agli uccelli migratori del lago Cecita e al patrimonio ornitologico della Sila. Per il Gruppo Locale di Conservazione 121 Sila, la partecipazione al convegno e la prevista pubblicazione rappresentano due momenti importanti di valorizzazione delle attività di studio svolte sul territorio, attraverso la collaborazione con il mondo scientifico. Il gruppo di San Giovanni in Fiore ha inoltre espresso il proprio ringraziamento al Centro Studi KOS di Roma e, in particolare, alla professoressa Domenica Taruscio, presidente e responsabile scientifica del Centro, per l’invito a partecipare alla manifestazione. Taruscio, già direttrice del Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità e cittadina onoraria di Cotronei, è tra le figure di riferimento nell’organizzazione dell’iniziativa scientifica.
Sila Scienza a Cotronei: ambiente, acqua e biodiversità al centro del convegno
La terza edizione del Convegno Nazionale Sila Scienza è stata organizzata dal Centro Studi KOS – Scienza, Arte, Società, insieme al Comune di Cotronei, con un programma dedicato al rapporto tra ricerca, risorse naturali e sostenibilità. Il tema scelto per questa edizione, “Ambiente, acqua, capitale naturale e servizi ecosistemici”, ha permesso di affrontare differenti questioni legate alla conservazione degli ecosistemi e alla gestione delle risorse ambientali. La manifestazione ha riunito ricercatori, docenti universitari ed esperti dell’Istituto Superiore di Sanità e del Consiglio Nazionale delle Ricerche, offrendo un’occasione di confronto tra competenze scientifiche diverse. La prima giornata si è aperta con i saluti istituzionali del sindaco di Cotronei e presidente della Provincia di Crotone, Antonio Ammirati, e del presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Rocco Bellantone. I lavori sono successivamente proseguiti con interventi dedicati a numerose questioni scientifiche e ambientali, dall’impatto dell’intelligenza artificiale sulla sostenibilità alla genetica, fino alla prevenzione delle contaminazioni idriche e alla conoscenza e tutela della flora e della fauna della Sila. In questo contesto multidisciplinare si è inserita anche la relazione sull’avifauna silana, contribuendo ad approfondire il ruolo della biodiversità e della ricerca naturalistica nella conoscenza dei processi che interessano il territorio.
La Sila crotonese punta a diventare un laboratorio permanente di ricerca scientifica
Tra gli obiettivi principali della manifestazione figura la volontà di trasformare la Sila crotonese in un laboratorio permanente di ricerca, formazione e tutela ambientale. Il progetto si fonda su un’impostazione interdisciplinare che considera strettamente collegati lo stato di salute degli ecosistemi, la tutela delle specie animali e il benessere delle comunità umane. Il riferimento scientifico è l’approccio One Health, un modello che promuove una visione integrata della salute delle persone, degli animali e dell’ambiente. Questa impostazione permette di affrontare le questioni ambientali attraverso il contributo congiunto di numerose discipline, dalla medicina alle scienze naturali, dalla biologia alla gestione sostenibile delle risorse. La scelta di sviluppare queste attività in Sila valorizza il patrimonio naturale del territorio come contesto di osservazione, ricerca e formazione, favorendo il collegamento tra le conoscenze scientifiche e le iniziative locali di tutela ambientale.
Nasce la Sila Scienza International School-One Health: novità anche per Trepidò
Tra le novità annunciate nel corso del convegno figura l’avvio della Sila Scienza International School-One Health, un’iniziativa che si inserisce nel percorso di sviluppo delle attività scientifiche e formative legate al territorio silano. La scuola rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali gli organizzatori intendono rafforzare il ruolo della Sila come luogo di formazione e confronto interdisciplinare sui temi della salute e dell’ambiente. Un altro progetto riguarda il Percorso Salute di Trepidò, in Sila Piccola, per il quale è stato avviato un iter finalizzato al riconoscimento ufficiale, gestito con il coinvolgimento del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Le due iniziative si collocano nel più ampio programma di valorizzazione scientifica e ambientale promosso nell’ambito di Sila Scienza, con l’obiettivo di sviluppare nuove opportunità di ricerca e formazione attraverso la collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica e territorio.
Dalla ricerca sugli uccelli alla tutela degli ecosistemi: il futuro di Sila Scienza
La partecipazione del Glc Lipu Sila alla terza edizione del convegno ha introdotto un ulteriore ambito di approfondimento nel programma scientifico della manifestazione, portando l’attenzione sul ruolo degli uccelli nella conoscenza degli equilibri ambientali. Le ricerche sugli uccelli migratori del lago Cecita, insieme alle osservazioni sulle quote riproduttive raggiunte da alcune specie, arricchiscono il patrimonio di informazioni disponibili sulla biodiversità dell’altopiano e rappresentano una base per ulteriori approfondimenti scientifici. Il collegamento tra ornitologia, cambiamenti climatici, tutela delle acque e sostenibilità ambientale riflette l’impostazione interdisciplinare che caratterizza il progetto Sila Scienza, nel quale differenti settori della ricerca contribuiscono alla conoscenza del territorio. Con la conclusione della terza edizione, l’appuntamento è già rivolto al 2027, quando Cotronei ospiterà la quarta edizione del Convegno Nazionale Sila Scienza, proseguendo il percorso di confronto tra istituzioni, ricercatori ed esperti dedicato all’ambiente e allo sviluppo delle attività scientifiche in Sila.



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?