SpaceX ha lanciato per la seconda volta la sua misteriosa capsula di rientro, denominata “Starfall“. Starfall era uno dei 32 carichi utili a bordo della missione di lancio condiviso (rideshare) “Bandwagon-5“, partita alle 13:04 (ora italiana) di ieri, martedì 20 ottobre, dalla Cape Canaveral Space Force Station, in Florida, a bordo di un razzo Falcon 9. SpaceX ha mantenuto un certo riserbo su Starfall, che ha debuttato lo scorso giugno durante un lancio di un Falcon 9 sempre da Cape Canaveral. Il volo del 23 giugno è stato una missione dimostrativa dedicata a Starfall, concepita per dimostrare che la capsula è in grado di volare in modo controllato e di sopravvivere all’arduo rientro attraverso l’atmosfera terrestre.
Cos’è Starfall
Questi costituiranno, di fatto, i compiti principali di Starfall. Il veicolo “consentirà un accesso regolare e conveniente all’ambiente in microgravità per la ricerca scientifica e la produzione nello spazio“, ha dichiarato SpaceX in un post su X del 23 giugno – una delle poche prese di posizione pubbliche dell’azienda riguardo a Starfall. In effetti, la maggior parte dei dettagli noti sulla capsula proviene da una valutazione di impatto ambientale pubblicata a maggio dalla Federal Aviation Administration (FAA) statunitense. Secondo tale documento, Starfall – caratterizzata da una forma a disco – è alta circa 0,75 metri e ha un diametro di 3,1 metri. Il suo peso è di circa 2.100kg ed è in grado di riportare sulla Terra un carico utile di 1.000kg.

Lanciati altri 31 carichi utili
Starfall non è stata l’unica capsula di rientro a bordo della missione Bandwagon-5. Tra gli altri 31 carichi utili figurava infatti “W-Series 7”, la più recente “mini-fabbrica” orbitale realizzata e gestita dall’azienda californiana Varda Space Industries. Le capsule della serie W sono progettate sia per ospitare la produzione di beni di valore, come prodotti farmaceutici, sia per riportarli in sicurezza sulla Terra, ha dichiarato Varda.
Gli altri carichi utili a bordo della missione Bandwagon-5 consistono in un mix di “cubesat e microsat”, secondo la descrizione della missione fornita da SpaceX. Tra questi ultimi figura Pelican-12, un satellite per l’osservazione terrestre ad alta risoluzione realizzato dall’azienda Planet, con sede a San Francisco. I 32 carichi utili sono stati rilasciati nell’arco di due ore, a partire da circa 57 minuti dopo il lancio. Starfall è stato l’ultimo a separarsi, staccandosi dallo stadio superiore del Falcon 9 due ore e 48 minuti dopo il decollo.
Il rientro del primo stadio del Falcon 9
Nel frattempo, il primo stadio del Falcon 9 è rientrato sulla Terra come previsto durante la missione Bandwagon-5. È atterrato circa nove minuti dopo il lancio, posandosi nell’Oceano Atlantico sulla piattaforma autonoma di SpaceX denominata “A Shortfall of Gravitas”. Secondo l’azienda, si è trattato della diciannovesima missione per questo specifico propulsore.
Bandwagon è uno dei due programmi di lancio condiviso (rideshare) di SpaceX. L’altro, denominato Transporter, è stato più attivo, avendo effettuato finora 18 missioni. La prima missione Transporter, decollata nel gennaio 2021, ha trasportato 143 carichi utili nell’orbita terrestre: un record per singolo lancio che rimane tuttora imbattuto.


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