Tempesta geomagnetica in arrivo il 20 ottobre: possibili aurore boreali alle alte latitudini

Un flusso di vento solare è diretto verso la Terra. Secondo le previsioni, potrebbe provocare una tempesta geomagnetica di classe G1 e favorire la comparsa delle aurore polari

Un flusso di vento solare è in viaggio verso la Terra e potrebbe raggiungere il nostro pianeta il 20 ottobre. A segnalarlo sono i previsori dello Space Weather Prediction Center della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), l’agenzia statunitense che monitora le condizioni meteorologiche e ambientali, comprese quelle dello Spazio. Secondo le previsioni, l’arrivo della corrente potrebbe determinare una tempesta geomagnetica di classe G1, il livello più basso della scala utilizzata per classificare questi fenomeni. Sono inoltre possibili aurore alle alte latitudini, dove le interazioni tra le particelle provenienti dal Sole e il campo magnetico terrestre possono dare origine a spettacolari manifestazioni luminose nel cielo.

Che cos’è il vento solare?

Il vento solare è un flusso continuo di particelle cariche, principalmente elettroni e protoni, che vengono emesse dal Sole e si propagano nello spazio interplanetario. La nostra stella, infatti, non produce soltanto luce e calore, ma rilascia anche materia ed energia che raggiungono i pianeti del Sistema solare. La velocità, la densità e le proprietà magnetiche di questo flusso possono variare. In alcune circostanze, la Terra viene investita da correnti di vento solare più intense o veloci del normale, spesso associate a regioni particolarmente attive del Sole o a strutture presenti nella sua atmosfera esterna, la corona. Quando una di queste correnti è diretta verso il nostro pianeta, gli scienziati ne monitorano il percorso per stimare quando potrebbe arrivare e quali effetti potrebbe produrre. L’impatto dipende non soltanto dalla quantità di particelle in arrivo, ma anche dall’orientamento del campo magnetico trasportato dal vento solare.

Che cos’è una tempesta geomagnetica?

Una tempesta geomagnetica è una perturbazione del campo magnetico terrestre provocata dall’interazione tra la magnetosfera, cioè la regione dello spazio dominata dal campo magnetico della Terra, e il vento solare. Il nostro pianeta è infatti circondato da una sorta di scudo magnetico che devia gran parte delle particelle cariche provenienti dallo Spazio. Quando il vento solare trasferisce una quantità significativa di energia alla magnetosfera, questo sistema può subire alterazioni temporanee: si verifica così una tempesta geomagnetica.

La NOAA classifica questi eventi su una scala che va da G1 a G5, dal livello minore a quello estremo. Una tempesta di classe G1 è considerata debole. Può produrre lievi fluttuazioni della rete elettrica, effetti limitati sul funzionamento dei satelliti e possibili disturbi in alcuni sistemi radio, oltre a favorire la comparsa delle aurore a latitudini più basse rispetto a quelle in cui sono normalmente osservate. Gli effetti concreti dipendono dalle caratteristiche dell’evento e dalla sensibilità delle infrastrutture coinvolte. Una tempesta G1, in generale, non rappresenta un motivo di particolare allarme per la popolazione, ma viene comunque monitorata per valutare eventuali conseguenze tecnologiche.

Come si forma l’aurora boreale?

L’aurora boreale è uno dei fenomeni luminosi più affascinanti della natura. Si manifesta soprattutto nelle regioni vicine al Polo Nord magnetico, dove le particelle energetiche provenienti dallo Spazio possono essere guidate dal campo magnetico terrestre verso gli strati superiori dell’atmosfera. Qui le particelle entrano in collisione con atomi e molecole dei gas atmosferici, trasferendo loro energia. Quando questi gas rilasciano l’energia assorbita, emettono luce, dando origine a tende, archi e fasce luminose che possono apparire verdi, rosse, violacee o azzurre.

Il colore dipende principalmente dal tipo di gas coinvolto e dall’altitudine alla quale avvengono le interazioni. Il verde, per esempio, è spesso prodotto dall’ossigeno atomico, mentre alcune emissioni rosse sono associate all’ossigeno presente a quote più elevate. Nell’emisfero settentrionale il fenomeno prende il nome di aurora boreale; nell’emisfero meridionale è chiamato aurora australe. Entrambe sono manifestazioni dello stesso processo fisico e possono diventare più intense durante le tempeste geomagnetiche.

Sarà possibile osservare l’aurora il 20 ottobre?

La previsione di una tempesta geomagnetica G1 indica che potrebbero verificarsi aurore alle alte latitudini, soprattutto nelle regioni settentrionali di Europa, Nord America e altre aree vicine alla zona aurorale. Non significa, tuttavia, che il fenomeno sarà visibile ovunque. La possibilità di osservare l’aurora dipende dall’intensità effettiva della perturbazione, dalla posizione geografica, dalla presenza di nuvole e dall’oscurità del cielo. Anche l’inquinamento luminoso può rendere più difficile distinguere le emissioni più deboli.

Per chi si trova alle medie latitudini, comprese gran parte dell’Europa meridionale e l’Italia, una tempesta di classe G1 non offre normalmente condizioni favorevoli all’osservazione dell’aurora a occhio nudo. Eventuali possibilità dipenderebbero da un’intensificazione del fenomeno rispetto alle previsioni iniziali.