Un terremoto magnitudo 5.6 è stato registrato nelle Filippine. Secondo i dati ufficiali forniti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’evento tellurico si è verificato alle 10:08 ora italiana, le 17:08 ora locale. L’epicentro del sisma è stato localizzato direttamente nella porzione meridionale dell’isola di Mindanao, in prossimità della costa. La scossa si è originata ad una profondità ipocentrale di 80 km.
Perché la terra trema così spesso a Mindanao
L’area delle Filippine, e in modo particolare l’isola di Mindanao, si trova in una delle zone geologicamente più attive e complesse dell’intero pianeta. Questa costante e spesso violenta attività è dovuta alla continua interazione tra diverse placche tettoniche che si scontrano, scivolano e sprofondano inesorabilmente l’una sotto l’altra. A Est del grande arcipelago asiatico si inabissa la profonda Fossa delle Filippine, una linea di collisione dove la placca del Mare delle Filippine subduce costantemente sotto la placca euroasiatica. Contemporaneamente, lungo tutto il versante a Sud/Ovest dell’isola di Mindanao, agisce l’imponente Fossa di Cotabato, un’ulteriore e vastissima zona di subduzione sottomarina. Queste massicce frizioni crostali generano un gigantesco accumulo di tensione sotterranea che, quando supera il punto critico di rottura delle masse rocciose, si libera in superficie sotto forma di violenti terremoti. La profondità di 80 km registrata per questo specifico evento indica inequivocabilmente che la frattura è avvenuta all’interno di una porzione di placca litosferica oceanica che sta attualmente sprofondando e fondendosi nel mantello terrestre.
La sismicità storica di un territorio fragile
La complessa storia sismica della porzione a Sud delle Filippine è segnata da innumerevoli eventi catastrofici di inaudita gravità. La presenza delle grandi fosse oceaniche limitrofe rende l’intera regione tettonica capace di generare tremori di magnitudo estrema, talvolta superiori a 8.0, che causano inevitabilmente anche devastanti tsunami lungo le coste maggiormente esposte. Tra gli episodi di massima allerta si annovera il tristemente noto e violento terremoto del Golfo di Moro, avvenuto al largo della costa a Ovest di Mindanao, un disastro naturale che provocò all’epoca del suo verificarsi oltre 5mila vittime accertate. In queste aree altamente instabili, lo scorrimento continuo delle placche rilascia energia accumulata per decenni con violente scosse principali che vengono poi regolarmente seguite da sciami sismici prolungati e imprevedibili. L’attuale conformazione geologica impone quindi a questo territorio una convivenza obbligata e ininterrotta con il perenne rischio sismico locale.





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