Oggi, 23 ottobre 2026, una scossa di terremoto di magnitudo Mw 5.5 con epicentro nel Tirreno meridionale ha attivato tempestivamente la macchina dei soccorsi e del monitoraggio del rischio maremoto. Il Centro Allerta Tsunami dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (CAT-INGV) ha gestito l’evento dall’allerta iniziale alla cancellazione, segnando un importante traguardo operativo: l’esordio con esito positivo del nuovo metodo Probabilistic Tsunami Forecasting (PTF). In un articolo pubblicato sul blog INGVterremoti, gli esperti del CAT-INGV hanno spiegato come le procedure di emergenza e i sistemi di monitoraggio hanno risposto in tempo reale per garantire la sicurezza delle nostre coste.
A seguito del forte terremoto, il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’INGV ha inviato al DPC un messaggio di Informazione relativo al rischio tsunami alle 12:23. Il messaggio iniziale – spiegano dal CAT-INGV – si basava sul calcolo rapido della magnitudo e delle coordinate ipocentrali: la procedura operativa è orientata a inviare l’eventuale allerta tsunami nel più breve tempo possibile, compatibilmente con i dati a disposizione. In seguito, alle 12:29, il CAT ha inviato al DPC un messaggio di aggiornamento in cui il livello di allerta è passato ad “Advisory” (allerta arancione). Ciò significa che un maremoto di piccola entità – altezza onde inferiore a 50 centimetri e run-up atteso inferiore a 1 metro – si sarebbe potuto verificare, viene spiegato. I messaggi sono stati inviati anche ai Paesi del Mediterraneo che ricevono la messaggistica dal CAT-INGV, che agisce come Tsunami Service Provider per l’UNESCO in area mediterranea.
Il messaggio inviato alle autorità locali
Il DPC ha inviato il messaggio alle autorità locali e a tutte le componenti del sistema di protezione civile nazionale, come previsto dalle procedure del SiAM. Queste procedure prevedono che il CAT, tramite il personale in turno H24 nella Sala di Sorveglianza Sismica e Allerta Tsunami di Roma, verifichi poi l’eventuale presenza di uno tsunami nelle coste prossime all’epicentro del terremoto. Questa verifica, basata inizialmente sui mareografi di Strombolicchio e Ginostra appartenenti all’ISPRA, ha permesso di escludere che ci fosse uno tsunami in corso nel Tirreno meridionale. È stato così emesso un terzo messaggio di cancellazione dell’allerta alle 13:22, spiegano dal CAT-INGV.
Esordio del Probabilistic Tsunami Forecasting
Questo di oggi, 23 ottobre 2026, è il primo evento trattato dal CAT in area mediterranea da quando è operativa una nuova procedura per la stima delle allerte: il Probabilistic Tsunami Forecasting (PTF). Il PTF è un metodo probabilistico che stima la probabilità che un terremoto generi uno tsunami e valuta i suoi possibili effetti lungo le coste, tenendo conto delle incertezze legate al processo di generazione e propagazione delle onde. Le procedure interne al CAT di calcolo dei parametri del terremoto e del possibile impatto dello tsunami, come pure quelle di trasmissione dei messaggi al DPC e da questo al territorio, hanno funzionato molto bene. Questo evento può essere considerato come un test del sistema superato ottimamente, concludono gli esperti del CAT-INGV.


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