Terremoto nel Tirreno, lo sciame sismico non si ferma | DATI

Registrate ben 125 scosse (magnitudo superiore a 2) dal 20 ottobre, con l'ultima replica avvenuta alle 06:14 di questa mattina. Ieri il picco di magnitudo 5.5 ha fatto tremare il meridione

La terra continua a tremare senza sosta al largo delle coste italiane, alimentando la preoccupazione dei cittadini che da giorni convivono con l’incubo del terremoto. Prosegue ininterrottamente anche oggi lo sciame sismico che sta colpendo le profondità del Tirreno Meridionale, un’area da sempre caratterizzata da una dinamica geologica particolarmente complessa e costantemente monitorata. A partire dalla giornata del 20 ottobre, i sismografi hanno registrato 125 scosse di terremoto con magnitudo superiore a 2. L’ultimo evento sismico in ordine di tempo, al momento, è stato localizzato questa mattina alle 06:14 (magnitudo superiore a 2), a conferma di come la sequenza sia tuttora in pieno svolgimento e in continua evoluzione.

La scossa principale e l’allarme tsunami

Il momento di maggiore spavento si è registrato durante la giornata di ieri, quando alle ore 12:19 un violento sisma di magnitudo 5.5 ha scosso l’intero bacino. L’evento è stato avvertito in modo netto e diffuso in una vasta area, da Palermo fino a Reggio Calabria e Ragusa, spingendo molte persone spaventate a riversarsi immediatamente in strada. A seguito della violenta scossa, le autorità competenti hanno diramato un’allerta maremoto di livello arancione per le coste esposte, una misura cautelativa di prassi che è stata tempestivamente cancellata nei minuti successivi, dopo le attente e rigorose verifiche del Centro Allerta Tsunami. Diversi edifici pubblici e numerose scuole sono stati evacuati per precauzione, consentendo così alle squadre di soccorso e ai tecnici specializzati di avviare immediatamente i primi sopralluoghi per accertare le condizioni di sicurezza delle strutture.

La conta dei danni e i controlli sul territorio

Al momento le istituzioni locali rassicurano la cittadinanza confermando che non si registrano danni di rilievo a persone o cose, tuttavia l’intera macchina della protezione civile rimane in stato di massima allerta. Il monitoraggio costante dell’area in cui si sta verificando lo sciame sismico permette di raccogliere dati fondamentali per comprendere l’evoluzione del fenomeno e prevenire eventuali criticità. Gli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ricordano che queste specifiche sequenze possono avere durate variabili e che attualmente risulta impossibile prevedere con certezza quando l’attività sotterranea si esaurirà del tutto.