Terremoto nel Tirreno Meridionale: nuova scossa magnitudo 3.2, prosegue lo sciame sismico | DATI e MAPPE

Il sisma registrato in mattinata si inserisce in una sequenza che ha visto il suo picco venerdì scorso con un evento di magnitudo 5.5

  • terremoto tirreno oggi
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La terra continua a tremare al largo delle coste del Sud Italia, una sequenza sismica che non accenna a placarsi. Alle ore 11:00 di oggi 26 ottobre 2026, i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno registrato un nuovo terremoto magnitudo 3.2. L’epicentro dell’evento tellurico è stato localizzato nella zona del Tirreno Meridionale, in mare aperto. La scossa si è sprigionata ad una profondità superficiale di 10 km al di sotto del fondale marino. Questa nuova attivazione geologica rientra all’interno di uno sciame sismico molto più ampio e costantemente monitorato, ancora pienamente in corso oggi. L’intera sequenza ha raggiunto il suo apice di energia rilasciata durante la giornata di venerdì scorso, quando un potente terremoto magnitudo 5.5 ha fatto tremare tutta l’area costiera.

Le cause dei terremoti nel Tirreno meridionale

In questa specifica area geologica i fenomeni sismici sono una componente naturale e attesa. La causa principale risiede nel complesso processo di subduzione in atto nel bacino del Tirreno. In questo settore, una porzione della litosfera terrestre sprofonda costantemente sotto un’altra placca, generando enormi attriti e accumuli di tensione che si liberano periodicamente sotto forma di onde sismiche. Questo profondo meccanismo tettonico alimenta direttamente anche il vulcanismo attivo sottomarino e insulare, che è tipico dell’intero arco delle Eolie. Spesso le fratture e i relativi ipocentri si estendono a grandissime profondità, ma nel caso della scossa magnitudo 3.2 odierna l’energia si è liberata a soli 10 km dalla crosta. Questo rende l’evento odierno parte delle dinamiche crostali superficiali, le quali sono comunque intimamente collegate alla medesima macro-struttura di subduzione.

La sismicità storica dell’area

Analizzando i dati del passato, il bacino tirrenico si conferma come un’area ad elevata pericolosità sismica, caratterizzata da eventi storici di grande rilevanza. Tra i terremoti più significativi documentati figurano le forti scosse del 20 e 21 maggio 1957, che fecero registrare una magnitudo rispettivamente di 5.2 e 5.3. Alcuni anni dopo, esattamente il 28 maggio 1980, un altro intenso sisma di magnitudo 5.7 colpì duramente l’area, provocando danni sull’isola di Alicudi con effetti stimati fino al 7° grado della scala Mercalli. Più recentemente, il 5 maggio 2004, si è verificato un terremoto di magnitudo 5.3, con ipocentro localizzato a ben 255 km di profondità. La sequenza attuale rientra perfettamente in questo quadro storico ben noto, confermando la natura geologicamente irrequieta del tratto di mare situato a Ovest della Calabria.