A seguito dell’intenso sciame sismico in atto nel Tirreno meridionale, che ha prodotto anche una scossa di magnitudo 5.5 e una di magnitudo 5, la Protezione Civile regionale della Sicilia ha emanato il 2° Avviso Sismico, “con indicazione dell’area di maggiore risentimento sismico in cui attivare prioritariamente le misure raccomandate”. Nel pomeriggio, la Protezione Civile regionale aveva inviato il primo avviso alle province di Palermo e Messina, chiedendo controlli sulla sicurezza degli edifici, verifica delle aree di accoglienza e misure precauzionali per le strutture più vulnerabili, oltre a valutare la sospensione temporanea delle attività pubbliche nelle strutture non antisismiche ed a maggior rischio ovvero a maggior vulnerabilità ed esposizione.
“In considerazione del perdurare della sequenza sismica, si raccomanda la massima attenzione. Si invitano i Sindaci dei Comuni della costa tirrenica dell’isola, ad attivare idonei presidi di monitoraggio, anche notturni, lungo i litorali soggetti a rischio tsunami”, afferma il Dirigente Generale della Protezione Civile siciliana, Salvo Cocina.
Attività svolta e prima ricognizione dei danni
“Il Dirigente generale, la SOUR e i Servizi di questo Dipartimento hanno monitorato costantemente l’evolversi della situazione, mantenendosi in contatto con le strutture operative e i Comuni per verificare il risentimento. Il Dirigente Generale è in costante contatto con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile, il Presidente della Regione, i Prefetti di Palermo e Messina, i Sindaci di Palermo e Messina e con INGV. Non risultano evidenze di danni se non il crollo senza conseguenze di costoni rocciosi a Alicudi e Filicudi. Risultano in diversi comuni sospensioni delle attività ed evacuazioni poi rientrate; allarme nella popolazione; diverse ordinanze di chiusura strutture e di sospensione attività emanate dai sindaci in via precauzionale”, si legge nel documento.
Le raccomandazioni ai sindaci
Ai sindaci e ai responsabili delle strutture pubbliche e private è chiesto di verificarne la sicurezza prima dell’utilizzo, dando priorità a scuole, ospedali, municipi, caserme, cinema e teatri, ponti, viadotti e viabilità. Particolare attenzione dovrà essere riservata agli edifici già danneggiati o più vulnerabili e agli elementi non strutturali, come stucchi, lampadari e controsoffitti. Se necessario, dovranno essere disposte evacuazioni, sgomberi o sospensioni precauzionali delle attività. La Protezione Civile raccomanda anche di verificare la disponibilità e l’accessibilità delle aree destinate all’accoglienza e di controllare i piani di evacuazione, soprattutto nelle scuole.
Le procedure in caso di nuove scosse
In caso di nuove scosse di pari o maggiore intensità, dovranno essere attivate le procedure previste dai piani comunali di emergenza e i Centri operativi comunali, anche in forma ridotta, oltre ad allertare le associazioni di volontariato, valutare la sospensione temporanea delle attività pubbliche (in particolare quella scolastica) nelle strutture non antisismiche ed a maggior rischio ovvero a maggior vulnerabilità ed esposizione. “Porre particolare attenzione, in caso di evento sismico e /o di allerta tsunami, alle aree costiere a rischio maremoto adottando ogni provvedimento utile, anche di evacuazione, per la salvaguardia della incolumità delle persone”, si legge nel documento. I Comuni dovranno comunicare alla Protezione Civile regionale le attività avviate e le eventuali criticità, mantenendo informata la popolazione.


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