Terremoto Turchia, 4 scosse fanno tremare la zona di Adana

Terremoto in Turchia, tre scosse hanno interessato il distretto di Saimbeyli, nella provincia di Adana; una il distretto di Sumbas

Quattro scosse di terremoto hanno interessato un’area della Turchia meridionale vicino ad Adana, senza tuttavia causare feriti o danni. Lo riferisce su X l’Afad, l’agenzia governativa per la gestione delle emergenze. Tre delle scosse si sono verificate nell’arco di mezz’ora, mentre la quarta è avvenuta diverse ore più tardi. L’area interessata si trova a circa 150 chilometri dall’epicentro dei due violenti terremoti del febbraio 2023, che causarono la morte di almeno 53mila persone. Tre scosse hanno interessato il distretto di Saimbeyli, nella provincia di Adana: una di magnitudo 4.8 alle 14:19 locali, una seconda di magnitudo 4.9 alle 14:36 e una terza di magnitudo 4.4 alle 19, secondo quanto riportato dall’Afad. Un’ulteriore scossa di magnitudo 5.2 ha colpito il distretto di Sumbas, circa 80 chilometri più a sud, alle 14:43.

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La Turchia è attraversata da alcuni dei sistemi di faglia più attivi al mondo

La Turchia occupa una delle aree tettonicamente più complesse del Mediterraneo e dell’intero continente euroasiatico. Il Paese si trova in una zona di forte deformazione della crosta terrestre, dove interagiscono la placca anatolica, quella eurasiatica, la placca araba e il sistema africano-mediterraneo. Questa configurazione rende il territorio turco estremamente dinamico dal punto di vista sismico. L’Anatolia viene sottoposta a una forte pressione da sud-est e tende a spostarsi verso ovest, accumulando tensioni lungo grandi sistemi di faglie capaci di produrre terremoti anche molto violenti. Tra le strutture più importanti figura la Faglia Nord Anatolica, una delle più note e studiate al mondo. Attraversa la Turchia settentrionale per oltre un migliaio di chilometri ed è responsabile di numerosi grandi terremoti avvenuti nel corso del Novecento. Si tratta di una faglia trascorrente, lungo la quale due blocchi della crosta scorrono lateralmente l’uno rispetto all’altro. A sud-est si sviluppa invece la Faglia Est Anatolica, altro grande sistema sismogenetico che segna il confine tra la placca anatolica e quella araba. Anche questa struttura è in grado di generare terremoti molto forti e rappresenta uno dei principali elementi di rischio sismico del Paese.

Anatolia occidentale ed Egeo, una rete di faglie superficiali

La situazione è diversa, ma ugualmente complessa, nella Turchia occidentale e nell’area dell’Egeo. Qui prevalgono fenomeni di distensione della crosta, con numerose faglie normali distribuite in un territorio molto vasto. In queste zone sono frequenti terremoti con ipocentri relativamente superficiali, spesso entro le prime decine di chilometri della crosta. Province come Izmir, Manisa, Balıkesir e Muğla sono interessate da una sismicità diffusa, legata a un mosaico di faglie attive che interessa l’intera regione.

Il precedente devastante del 6 febbraio 2023

Il riferimento più drammatico degli ultimi anni resta il terremoto del 6 febbraio 2023, quando una violentissima sequenza sismica colpì la Turchia meridionale e la Siria. Due eventi di magnitudo superiore a 7 provocarono distruzioni su un’area vastissima e interessarono diversi segmenti di faglia. Fu una delle catastrofi sismiche più gravi della storia recente della regione, con conseguenze enormi sia in termini di vittime sia di danni alle infrastrutture e al patrimonio edilizio. Quella sequenza mostrò in maniera evidente quanto possa essere complesso il comportamento delle grandi faglie anatoliche e quanto rapidamente la rottura possa propagarsi lungo segmenti differenti.

I grandi terremoti storici della Turchia

La storia sismica turca è costellata da eventi molto forti. Uno dei più noti è il terremoto di Erzincan del 1939, che colpì duramente la Turchia orientale e rappresentò uno dei più potenti terremoti del Novecento nell’area anatolica. Nel corso dei decenni successivi si verificarono numerosi altri forti terremoti lungo la Faglia Nord Anatolica, spesso con una progressione verso ovest delle rotture. Particolarmente grave fu il terremoto di Izmit del 17 agosto 1999, che interessò una delle aree più industrializzate e popolose del Paese. Il sisma causò gravissime distruzioni e rappresentò uno dei momenti più drammatici della storia recente turca. Pochi mesi dopo, nel novembre dello stesso anno, un altro forte terremoto colpì la zona di Düzce, confermando l’elevata attività del sistema nord-anatolico. Anche la Turchia occidentale è stata interessata da eventi importanti. Nel 2020, un forte terremoto nel Mar Egeo provocò danni significativi nell’area di Izmir, mostrando ancora una volta la vulnerabilità delle città situate in prossimità delle principali strutture attive.