La corsa di SpaceX verso il 15° volo del gigantesco razzo Starship procede a ritmo serrato, con l’azienda che ha appena spuntato un’altra casella fondamentale sulla propria tabella di marcia. Nelle giornate del 26 e del 27 ottobre, il team di Elon Musk ha infatti condotto con successo i fondamentali test di accensione statica dello stadio superiore, noto come Ship 42, mantenendo il veicolo saldamente ancorato al suolo. Durante queste prove, i tecnici hanno simulato un’accensione completa di tutti e 6 i motori Raptor e, in una fase successiva, l’attivazione di un singolo propulsore per imitare la complessa manovra necessaria al rientro dall’orbita. Questi risultati arrivano a pochissima distanza dal perfetto collaudo dei 33 motori del Booster 22, il colossale primo stadio Super Heavy che accompagnerà la navicella in questa nuova e ambiziosa missione. Tutto sembra quindi procedere senza intoppi verso l’obiettivo fissato per il mese di novembre, quando il razzo tornerà a dominare il cielo.
Il tentativo di doppia cattura
Ogni lancio di Starship attira l’attenzione globale, tuttavia il prossimo appuntamento promette di essere uno dei più spettacolari e complessi di sempre. Elon Musk ha annunciato che, a condizione di ottenere il via libera dalle autorità di regolamentazione, SpaceX tenterà di catturare al volo sia la navicella Ship che il booster Super Heavy. L’audace manovra sarà affidata ai colossali bracci meccanici della torre di lancio, ribattezzati “chopstick“, situati presso la base operativa di Starbase nel Sud del Texas. L’azienda aerospaziale ha già dimostrato di poter recuperare il Super Heavy in 3 precedenti voli di prova, tuttavia non ha ancora mai tentato la cattura diretta dello stadio superiore. Se questa strategia dovesse avere successo, diventerà la norma per tutti i futuri lanci operativi, riducendo in modo drastico i tempi di preparazione tra una missione e l’altra e aumentando enormemente la frequenza dei voli. A differenza dei razzi Falcon 9 e Falcon Heavy, i cui stadi superiori si disintegrano dopo l’uso, l’architettura di Starship è progettata appositamente per garantire il riutilizzo totale di ogni componente hardware.
Da Starlink a Starmind: la rivoluzione digitale in orbita
Il programma spaziale ha già segnato un punto di svolta storico durante il 14° volo svoltosi lo scorso 28 settembre. In quell’occasione, il vettore ha raggiunto l’orbita terrestre per la 1ª volta in assoluto e ha rilasciato con successo 26 satelliti Starlink V3 di nuova generazione. Questo dispiegamento ha dato il via all’assemblaggio di una monumentale costellazione per la banda larga che, secondo i piani dell’azienda, arriverà a contare ben 100mila satelliti. Le missioni dedicate a questa infrastruttura rappresenteranno la quasi totalità dei lanci previsti nel prossimo futuro, garantendo una connettività globale sempre più veloce e capillare. I progetti di SpaceX per lo Spazio puntano a rivoluzionare anche settori ben lontani dalla semplice navigazione internet. L’enorme capacità di carico del razzo permetterà la costruzione di Starmind, una futuristica rete orbitale pensata per ospitare fino a 1 milione di satelliti destinati a fungere da centri dati per l’intelligenza artificiale, trasformando di fatto l’orbita terrestre nella spina dorsale di una nuova espansione tecnologica.


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