Le violente trombe d’aria che hanno colpito Marsala e il territorio trapanese, provocando feriti e danni, riaccendono il dibattito sulla sicurezza del territorio siciliano e sulla necessità di rafforzare le misure di prevenzione contro gli eventi meteorologici estremi. A intervenire sono Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale di Anci Sicilia, che esprimono preoccupazione per quanto accaduto e rivolgono un appello alla Regione affinché vengano accelerate le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici. La richiesta principale è quella di convocare con urgenza la cabina di regia regionale sui cambiamenti climatici, trasformandola in uno strumento di coordinamento permanente tra istituzioni, amministrazioni comunali, Protezione civile e comunità scientifica. L’obiettivo è individuare interventi concreti, risorse disponibili e responsabilità precise, superando una gestione delle criticità concentrata esclusivamente sulle fasi emergenziali.
Tornado a Marsala e nel Trapanese, la preoccupazione di Anci Sicilia
Le conseguenze degli eventi atmosferici che hanno interessato la Sicilia occidentale suscitano forte apprensione tra gli amministratori locali. La priorità indicata da Anci Sicilia riguarda innanzitutto la tutela delle persone coinvolte e il sostegno alle comunità chiamate ad affrontare i danni provocati dalle trombe d’aria. “Le trombe d’aria che hanno colpito Marsala e il territorio trapanese, provocando feriti e danni, destano profonda preoccupazione. Esprimiamo vicinanza alle persone coinvolte, ai sindaci e alle comunità colpite, e ringraziamo i soccorritori impegnati nell’emergenza”. Con queste parole Amenta e Alvano esprimono la solidarietà dell’associazione ai territori interessati, riconoscendo anche il lavoro svolto dagli operatori impegnati nelle attività di soccorso. L’episodio diventa inoltre l’occasione per richiamare l’attenzione sulle condizioni di vulnerabilità del territorio regionale, già interessato nel corso dell’anno da emergenze di diversa natura.
Dalle calamità agli incendi, Amenta: “la Sicilia sta affrontando emergenze di diversa natura”
Il presidente di Anci Sicilia collega quanto avvenuto nel Trapanese a una successione di criticità che, dalle calamità dei primi mesi dell’anno agli incendi estivi, hanno posto ripetutamente le amministrazioni locali davanti alla necessità di intervenire per proteggere popolazione e territorio. “Dalle calamità di inizio anno agli incendi estivi, fino agli eventi atmosferici di queste ore, la Sicilia sta affrontando emergenze di diversa natura che mettono in evidenza la fragilità del territorio – afferma Amenta –. La preoccupazione più grande riguarda l’incolumità delle persone, soprattutto dei bambini. È necessario imprimere un’accelerazione alle politiche di prevenzione, a partire dall’attuazioni dei decreti del 2023 in materia, e rafforzare gli interventi di adattamento ai cambiamenti climatici”. Il riferimento ai decreti del 2023 pone l’attenzione sull’attuazione delle disposizioni già previste in materia di prevenzione. Per Anci Sicilia, infatti, la risposta agli eventi estremi deve comprendere anche l’applicazione delle misure esistenti e il potenziamento delle strategie di adattamento. Particolare rilievo assume il richiamo alla sicurezza dei bambini, indicati da Amenta tra i soggetti per i quali occorre garantire la massima tutela in presenza di situazioni di pericolo.
Cambiamenti climatici in Sicilia, la richiesta urgente alla Regione
Uno dei punti centrali dell’intervento riguarda il funzionamento della cabina di regia sui cambiamenti climatici. Anci Sicilia chiede alla Regione siciliana di convocarla rapidamente e di garantire continuità alla sua attività, affinché il confronto istituzionale produca decisioni operative e interventi verificabili. “Chiediamo alla Regione siciliana di convocare con urgenza la cabina di regia sui cambiamenti climatici e di assicurarne un’attività costante – prosegue Amenta –. Occorre mettere attorno allo stesso tavolo Regione, Comuni, Protezione civile e istituzioni scientifiche, con un programma operativo che individui priorità, risorse, soggetti responsabili e scadenze. A questo lavoro deve accompagnarsi una verifica periodica degli interventi effettivamente realizzati”. La proposta punta a definire un sistema di coordinamento nel quale ciascun soggetto istituzionale abbia compiti individuati e tempi di attuazione stabiliti. Non soltanto incontri e programmazione, dunque, ma anche controlli periodici sui risultati effettivamente raggiunti. La verifica degli interventi realizzati viene indicata come parte integrante del percorso, insieme alla definizione delle priorità e all’individuazione delle risorse necessarie.
Protezione civile, Alvano: “i Comuni non possono affrontare responsabilità così rilevanti con risorse insufficienti”
Un altro elemento sollevato dall’associazione riguarda le condizioni operative delle amministrazioni comunali, chiamate a intervenire direttamente quando si verificano eventi meteorologici pericolosi. I Comuni siciliani rappresentano il primo livello istituzionale di riferimento per la popolazione durante le emergenze, ma devono confrontarsi con difficoltà organizzative, carenze di personale e disponibilità economiche limitate. “I Comuni sono il primo punto di riferimento per i cittadini nelle emergenze, ma non possono affrontare responsabilità così rilevanti con uffici impoveriti e risorse insufficienti – sottolinea Alvano –. Servono supporto tecnico e finanziamenti continuativi per aggiornare e rendere operativi i piani comunali di protezione civile, svolgere esercitazioni, migliorare la comunicazione delle allerte e organizzare l’assistenza alle persone più vulnerabili”.
La posizione del segretario generale di Anci Sicilia evidenzia la necessità di sostenere le amministrazioni non soltanto attraverso risorse straordinarie, ma mediante finanziamenti continuativi e assistenza tecnica. Tra gli obiettivi figurano l’aggiornamento dei piani comunali di Protezione civile, la loro effettiva applicazione, lo svolgimento di esercitazioni e il miglioramento delle procedure attraverso cui vengono diffuse le allerte meteorologiche. Un’attenzione specifica viene inoltre riservata all’organizzazione dell’assistenza alle persone più vulnerabili, affinché i sistemi comunali di gestione delle emergenze possano rispondere anche alle esigenze di chi necessita di maggiore supporto.
Rischio idrogeologico e sicurezza delle infrastrutture: gli interventi richiesti
La prevenzione, secondo Anci Sicilia, deve tradursi anche in un rafforzamento delle attività di controllo e manutenzione ordinaria sul territorio. Non basta disporre di piani di emergenza aggiornati: occorre intervenire sulle condizioni materiali che possono aumentare l’esposizione delle comunità ai rischi, soprattutto quando si verificano fenomeni atmosferici particolarmente intensi. “Va inoltre rafforzata la prevenzione sul territorio – aggiunge Alvano –: manutenzione delle reti di drenaggio, verifica delle condizioni degli edifici e delle infrastrutture pubbliche, individuazione delle situazioni di maggiore esposizione al rischio”. Le indicazioni comprendono dunque la manutenzione delle reti di drenaggio, il controllo delle condizioni degli edifici pubblici e delle infrastrutture, oltre all’identificazione delle aree e delle situazioni maggiormente esposte. Si tratta di attività che richiedono programmazione, capacità tecnica e risorse, elementi strettamente collegati alla richiesta di potenziamento degli uffici comunali e di sostegno finanziario agli enti locali. Il collegamento tra manutenzione, pianificazione e gestione delle allerte costituisce uno degli aspetti principali della posizione espressa dall’associazione, che richiama la necessità di agire sulle vulnerabilità del territorio prima che si manifestino nuove situazioni di emergenza.
Amenta chiede una svolta nella prevenzione: “occorre una marcia in più rispetto al passato”
Nelle conclusioni, il presidente di Anci Sicilia torna sulla necessità di un cambiamento nell’approccio istituzionale alla gestione dei rischi ambientali e meteorologici. Il nodo riguarda il passaggio da interventi concentrati prevalentemente sulle conseguenze delle calamità a una politica di prevenzione strutturale, sostenuta da risorse economiche e da una collaborazione continuativa tra i diversi livelli di governo. “Occorre una marcia in più rispetto al passato – conclude Amenta –. La sicurezza delle comunità si costruisce prima delle emergenze, con interventi verificabili e una collaborazione stabile tra Stato, Regione ed enti locali. La prevenzione deve diventare una priorità concreta dei bilanci e delle scelte sul territorio”. È proprio quest’ultima richiesta a sintetizzare la posizione di Anci Sicilia dopo i tornado di Marsala e del Trapanese: inserire stabilmente la prevenzione tra le priorità delle amministrazioni, destinandole risorse e traducendo gli impegni istituzionali in azioni verificabili. La convocazione urgente della cabina di regia regionale, il sostegno tecnico ed economico ai Comuni, l’aggiornamento dei piani di Protezione civile e la manutenzione delle infrastrutture rappresentano gli ambiti sui quali Amenta e Alvano sollecitano un intervento. Al centro rimane la protezione delle comunità siciliane, con l’obiettivo di rendere più efficace la preparazione del territorio di fronte alle emergenze e di rafforzare il coordinamento tra Stato, Regione ed enti locali.
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