Arrivano 197,7 milioni di euro per le imprese rimaste escluse dalle agevolazioni del Piano Transizione 5.0 relativo al biennio 2024-2025. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha firmato il decreto che disciplina l’erogazione delle nuove risorse a favore delle aziende che, pur avendo ricevuto dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) la comunicazione di regolarità tecnica dell’investimento realizzato, non hanno potuto beneficiare degli incentivi a causa dell’esaurimento dei fondi disponibili. Il provvedimento interviene quindi a sostegno delle imprese che avevano presentato investimenti in linea con i requisiti previsti dalla misura, ma che erano rimaste escluse dal precedente meccanismo di agevolazione per mancanza di risorse finanziarie. Il nuovo stanziamento consentirà di riconoscere contributi economici per alcune specifiche spese ammissibili, con particolare riferimento agli interventi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo e ai relativi sistemi di accumulo.
Transizione 5.0, il Mimit stanzia 197,7 milioni per le imprese escluse
La firma del decreto da parte del ministro Adolfo Urso definisce le modalità di accesso ai 197,7 milioni di euro destinati alle imprese escluse dal Piano Transizione 5.0 per esaurimento delle risorse. La misura riguarda le aziende che avevano ottenuto dal GSE una comunicazione attestante la regolarità tecnica dell’investimento, senza tuttavia riuscire a ricevere le agevolazioni previste dal programma per il periodo 2024-2025. Si tratta, dunque, di un intervento rivolto a una platea di imprese i cui progetti avevano superato la verifica tecnica, ma che non avevano trovato copertura finanziaria nell’ambito della precedente dotazione del Piano. Il nuovo decreto stabilisce le condizioni per distribuire le risorse aggiuntive e riconoscere un contributo economico sulle spese ammissibili. L’obiettivo del provvedimento è consentire alle aziende interessate di ottenere un sostegno per gli investimenti già effettuati, nel rispetto dei limiti e delle condizioni stabiliti dalla disciplina di Transizione 5.0. L’erogazione non sarà concentrata in un unico anno, ma seguirà una programmazione finanziaria distribuita su tre annualità, dal 2026 al 2028.
Quali investimenti possono beneficiare dei nuovi contributi Transizione 5.0
Il contributo riguarda specifiche categorie di spesa sostenute dalle imprese beneficiarie. In particolare, sono ammesse le spese per la realizzazione di impianti di autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, comprese quelle relative ai sistemi di accumulo. Rientrano tra le spese finanziabili anche quelle per le certificazioni previste dalla misura. Il sostegno economico si concentra quindi sugli investimenti legati alla produzione autonoma di energia da fonti rinnovabili e sugli strumenti di certificazione richiesti nell’ambito del Piano Transizione 5.0. Il riconoscimento del contributo sarà comunque subordinato ai criteri di ammissibilità stabiliti dal decreto. L’importo spettante a ciascuna impresa sarà determinato in proporzione alle spese ammissibili effettivamente sostenute e non potrà superare il limite dell’agevolazione che sarebbe stata riconoscibile per le stesse spese nell’ambito del precedente Piano Transizione 5.0.
Come saranno distribuiti i 197,7 milioni di euro tra il 2026 e il 2028
La dotazione finanziaria complessiva prevista dal decreto ammonta a 197,7 milioni di euro, suddivisi tra tre esercizi finanziari. La ripartizione stabilita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy prevede uno stanziamento di 57,7 milioni di euro per il 2026, 80 milioni per il 2027 e ulteriori 60 milioni per il 2028. La quota più consistente delle risorse sarà quindi disponibile nel 2027, anno per il quale è previsto uno stanziamento di 80 milioni di euro. Nel 2026 saranno invece destinati ai contributi 57,7 milioni, mentre i restanti 60 milioni saranno utilizzati nel 2028. La suddivisione delle risorse su tre annualità determina anche le modalità di erogazione degli aiuti. I contributi saranno infatti riconosciuti in più quote annuali, in proporzione alle disponibilità finanziarie previste per ciascun anno. La distribuzione terrà conto, dunque, della dotazione assegnata alle singole annualità e degli importi spettanti alle imprese ammesse al beneficio.
Contributi a fondo perduto: importi e limiti delle agevolazioni
Le somme riconosciute alle imprese avranno la forma di contributi a fondo perduto. L’importo non sarà uguale per tutte le aziende, ma verrà calcolato sulla base delle spese considerate ammissibili, rispettando il limite massimo dell’agevolazione che sarebbe spettata per gli stessi investimenti nell’ambito di Transizione 5.0. Il decreto stabilisce inoltre un trattamento fiscale specifico per le somme erogate. I contributi, infatti, non concorreranno alla formazione del reddito imponibile né alla determinazione della base imponibile IRAP. Si tratta di un aspetto rilevante per le imprese beneficiarie, poiché le somme ricevute non saranno considerate ai fini della formazione del reddito imponibile e dell’imposta regionale sulle attività produttive. Resta centrale il rapporto tra gli importi riconoscibili e le risorse effettivamente disponibili. Il provvedimento prevede infatti un meccanismo di riduzione proporzionale nel caso in cui la dotazione finanziaria non fosse sufficiente a coprire integralmente i contributi spettanti alle aziende. In questa eventualità, gli importi saranno ridotti proporzionalmente, così da adeguare l’erogazione ai fondi disponibili.
Elenco delle imprese beneficiarie e domanda di erogazione: cosa prevede il decreto
Per individuare le aziende che potranno accedere ai contributi, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy pubblicherà un apposito elenco delle imprese beneficiarie. La formazione dell’elenco avverrà sulla base delle informazioni trasmesse dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che aveva già comunicato alle aziende interessate la regolarità tecnica degli investimenti presentati. La pubblicazione dell’elenco rappresenterà un passaggio fondamentale per l’individuazione delle imprese ammesse al nuovo sostegno economico. Le aziende comprese nell’elenco dovranno successivamente presentare una specifica domanda di erogazione del contributo, seguendo le procedure previste dal Ministero. Le modalità operative, i termini per la presentazione delle richieste e le ulteriori indicazioni necessarie per ottenere le somme saranno definiti attraverso un successivo provvedimento direttoriale. Sarà quindi questo atto a stabilire le istruzioni per le imprese beneficiarie, completando il quadro delle procedure necessarie per l’erogazione degli aiuti.


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