La Sicilia si conferma al centro della ricerca sulle nuove tecnologie per la transizione energetica. A Milazzo è stato presentato ufficialmente NICE-Italy, un progetto nazionale che punta a rafforzare la collaborazione tra il mondo scientifico e quello industriale, favorendo il trasferimento alle imprese di soluzioni innovative per la sostenibilità ambientale e lo sviluppo energetico. L’iniziativa, coordinata dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), che proprio a Milazzo dispone di una delle sue sedi, ha riunito rappresentanti della comunità scientifica, del settore imprenditoriale e delle autorità locali. Al centro del progetto ci sono le tecnologie per la cattura, l’utilizzo, il trasporto e lo stoccaggio della CO₂, affiancate da due ambiti strategici per il futuro energetico nazionale: l’idrogeno e l’energia geotermica.
NICE-Italy rafforza il ruolo dell’Italia nella ricerca sulle tecnologie CCUS
Uno degli obiettivi principali di NICE-Italy è il consolidamento e il potenziamento del nodo italiano di ECCSEL ERIC, l’infrastruttura di ricerca europea dedicata alle tecnologie CCUS (Carbon Capture, Utilisation and Storage), che comprendono la cattura, l’utilizzo, il trasporto e lo stoccaggio dell’anidride carbonica. Il progetto intende rafforzare il ruolo strategico dell’Italia nello sviluppo di queste tecnologie e soprattutto nella loro applicazione industriale, creando un collegamento sempre più stretto tra i risultati della ricerca scientifica e le esigenze del sistema produttivo. La prospettiva è quella di favorire l’introduzione di soluzioni tecnologiche innovative e a basso impatto ambientale, capaci di contribuire alla transizione energetica e di sostenere contemporaneamente la competitività delle imprese italiane. A illustrare il percorso scientifico e tecnologico dell’iniziativa è Michela Vellico, dirigente tecnologo dell’OGS e responsabile scientifico del progetto. “Questo progetto si pone in continuità con iniziative precedenti che hanno favorito lo sviluppo e l’evoluzione delle tecnologie CCUS a livello nazionale ed europeo, introducendo al tempo stesso due nuovi ambiti strategici: energia geotermica e idrogeno. In linea con la più recente evoluzione della strategia di ECCSEL, NICE-Italy promuove tecnologie a basso impatto ambientale e sostiene una transizione energetica sostenibile”, racconta Michela Vellico.
Dalla ricerca alle imprese: l’obiettivo del trasferimento tecnologico
Un aspetto centrale di NICE-Italy riguarda la possibilità di rendere le innovazioni sviluppate nei laboratori scientifici concretamente accessibili al mondo industriale. Il progetto punta infatti a superare la distanza tra ricerca e applicazione produttiva, valorizzando le competenze scientifiche e tecnologiche presenti in Italia. Il trasferimento tecnologico alle imprese rappresenta quindi uno degli elementi fondamentali dell’iniziativa, con l’obiettivo di accompagnare il sistema produttivo nell’adozione di nuove soluzioni per la transizione energetica. “Uno degli obiettivi principali di NICE-Italy è trasformare i risultati della ricerca in soluzioni tecnologiche avanzate, facilmente trasferibili al sistema produttivo, per sostenere l’innovazione e la competitività delle imprese italiane”, prosegue Vellico. In questo percorso assume particolare importanza il ruolo dell’OGS, che rappresenta l’Italia all’interno dell’infrastruttura europea ECCSEL ERIC per conto del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e coordina il relativo Nodo Nazionale.
I laboratori di Panarea e Latera per studiare lo stoccaggio della CO2
Tra le infrastrutture scientifiche coinvolte nel sistema di ricerca coordinato dall’OGS figurano i laboratori ECCSEL NatLab Italy di Panarea e Latera, due laboratori naturali che permettono di approfondire aspetti fondamentali della sicurezza e del monitoraggio delle tecnologie di stoccaggio dell’anidride carbonica. Si tratta di ambienti nei quali è possibile studiare gli effetti di potenziali fuoriuscite di CO₂ dai siti di stoccaggio e sviluppare e sperimentare tecniche innovative per il loro monitoraggio. La possibilità di effettuare queste attività in laboratori naturali costituisce un elemento importante per la ricerca sulle tecnologie CCUS, soprattutto in relazione allo sviluppo di strumenti e metodologie per il controllo degli impianti e dei siti destinati allo stoccaggio. “L’OGS può svolgere un ruolo determinante in questo percorso: l’ente è representing entity in ECCSEL ERIC per conto del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e ne coordina il Nodo Nazionale italiano. Gestisce inoltre i laboratori ECCSEL NatLab Italy di Panarea e Latera, laboratori naturali nei quali è possibile studiare gli effetti di potenziali fuoriuscite di CO2 dai siti di stoccaggio e sviluppare e testare tecniche innovative per il loro monitoraggio”.
Idrogeno e geotermia offshore, nuove opportunità per il Mezzogiorno
Il progetto dedica un’attenzione particolare al Mezzogiorno, con l’obiettivo di rafforzarne le competenze e le capacità scientifiche e tecnologiche nei settori energetici emergenti. Accanto alle tecnologie per la gestione della CO₂, NICE-Italy promuove infatti lo sviluppo di nuovi ambiti strategici come la geotermia offshore e la filiera dell’idrogeno, individuati come settori cruciali per accompagnare l’intero Paese verso una transizione energetica sicura, efficiente e a basso impatto ambientale. La geotermia offshore rappresenta uno dei nuovi campi di interesse del progetto, mentre la filiera dell’idrogeno amplia ulteriormente l’orizzonte delle tecnologie energetiche sulle quali concentrare ricerca, sviluppo e trasferimento delle conoscenze. In questo contesto, il rafforzamento delle capacità scientifiche del Sud Italia costituisce una componente importante della strategia nazionale di innovazione promossa da NICE-Italy.
Una rete di sette istituzioni scientifiche italiane per l’innovazione energetica
La realizzazione di NICE-Italy si basa su un partenariato che riunisce sette importanti istituzioni della ricerca italiana, con competenze che spaziano dall’oceanografia alla geofisica, dall’ingegneria alle tecnologie energetiche e agli studi ambientali. Accanto all’OGS, che coordina l’iniziativa, partecipano l’Università di Bologna, il Politecnico di Milano, l’ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e la Stazione Zoologica Anton Dohrn. La collaborazione tra questi enti punta a integrare differenti competenze scientifiche e ingegneristiche, mettendole al servizio dello sviluppo di tecnologie innovative e della tutela dell’ambiente.
La CO₂ da scarto a risorsa: il modello di economia circolare di NICE-Italy
Tra gli indirizzi strategici dell’iniziativa figura anche la promozione di un modello industriale circolare, nel quale l’anidride carbonica non venga considerata esclusivamente uno scarto, ma possa diventare una risorsa attraverso l’applicazione delle tecnologie di cattura e utilizzo. È una prospettiva che collega la ricerca sulle tecnologie CCUS alla crescita sostenibile del sistema industriale, valorizzando l’interazione tra innovazione scientifica, sostenibilità ambientale e competitività economica. “Il partenariato, che riunisce eccellenze della ricerca italiana, costituisce un vero e proprio ecosistema nazionale dell’innovazione, capace di integrare scienza, ingegneria e tutela dell’ambiente. NICE-Italy promuove un modello industriale circolare che trasforma la CO₂ da scarto a risorsa, sostenendo la crescita sostenibile e la competitività”, conclude Michela Vellico.


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