Umbria, maxi esercitazione dei Vigili del Fuoco contro il rischio alluvioni: Prisco a Spoleto, nuovi investimenti per mezzi e tecnologie

Simulata un'emergenza alluvionale in tre punti strategici del territorio spoletino. Il sottosegretario all'Interno Emanuele Prisco: oltre 508mila interventi dei Vigili del Fuoco nel primo semestre 2026, in programma più di 3.300 nuove assunzioni nel 2027 e investimenti per potenziare il sistema di soccorso

Una grande esercitazione di Protezione Civile per affrontare le emergenze alluvionali e verificare l’efficacia del sistema di soccorso in situazioni particolarmente complesse. È quella che si è svolta oggi, sabato 17 ottobre 2026, nel territorio del Comune di Spoleto e presso il Centro Regionale di Protezione Civile di Foligno, con il coinvolgimento dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile regionale e degli enti locali. Un’importante attività di addestramento che ha permesso di mettere alla prova il coordinamento tra le diverse componenti operative, simulando le conseguenze di un evento alluvionale di forte impatto e concentrando gli interventi su alcune delle aree strategiche del territorio spoletino.

L’iniziativa, organizzata dalla Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco per l’Umbria in stretta collaborazione con il Servizio di Protezione Civile della Regione Umbria e gli enti locali, si inserisce nel programma della Settimana della Protezione Civile. Alla giornata ha partecipato anche il sottosegretario di Stato all’Interno Emanuele Prisco, che ha seguito le attività per verificare sul campo l’efficacia del dispositivo di risposta alle emergenze complesse. L’esercitazione ha rappresentato anche un’occasione per fare il punto sulle capacità operative del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e sugli investimenti previsti dal Governo per il rafforzamento degli organici, il rinnovo dei mezzi e l’innovazione tecnologica.

Rischio alluvioni a Spoleto, simulata un’emergenza ispirata all’evento del 1965

Lo scenario scelto per l’esercitazione ha preso spunto dallo storico evento alluvionale del 1965 in località Pontebari, utilizzato come riferimento per riprodurre una situazione di emergenza caratterizzata da forti criticità idrogeologiche. L’attenzione si è concentrata in particolare sulle problematiche connesse alla confluenza dei corsi d’acqua Marroggia, Marroggiolo e Tessino, un contesto che ha consentito di sviluppare una simulazione articolata e di verificare la capacità di intervento delle strutture coinvolte. Le operazioni sono state distribuite in tre siti strategici del territorio di Spoleto: il Lago di Azzano, la Residenza Protetta San Paolo, situata in via Pietro Falchi, e il Deposito per i beni culturali di Santo Chiodo, nella zona industriale.

La scelta di queste strutture ha permesso di articolare l’esercitazione su differenti contesti operativi, nell’ambito di un’unica simulazione di emergenza alluvionale. Le attività hanno coinvolto la Colonna Mobile della Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco per l’Umbria, all’interno di un dispositivo organizzato attraverso la collaborazione tra le istituzioni impegnate nella gestione delle emergenze. La simulazione ha avuto come obiettivo centrale la verifica delle procedure di intervento e del coordinamento operativo, elementi fondamentali per assicurare una risposta efficace quando un fenomeno alluvionale coinvolge contemporaneamente più aree e richiede l’impiego di differenti risorse di soccorso. L’integrazione tra Vigili del Fuoco, Protezione Civile ed enti locali costituisce infatti uno degli aspetti sui quali si è concentrata l’attività addestrativa, con particolare attenzione alla capacità delle diverse componenti di operare in maniera coordinata.

Prisco: “i cambiamenti climatici ci impongono una preparazione costante”

A margine dell’esercitazione, il sottosegretario Emanuele Prisco ha sottolineato l’importanza della formazione e delle attività di simulazione come strumenti per migliorare la qualità degli interventi e individuare eventuali criticità nelle procedure operative. “La formazione continua e le simulazioni servono ad elevare gli standard qualitativi degli interventi, ad aumentare la sinergia tra i moduli operativi delle diverse istituzioni e con il volontariato, correggendo eventuali storture che si dovessero verificare,” ha dichiarato Prisco, evidenziando il ruolo dell’addestramento nel consolidamento delle capacità di risposta del sistema di soccorso. Il sottosegretario ha quindi richiamato l’attenzione sulle nuove sfide determinate dall’evoluzione dei fenomeni meteorologici e sulla necessità di mantenere elevato il livello di preparazione delle strutture chiamate a intervenire nelle situazioni di emergenza. “I cambiamenti climatici e la perdita di stagionalità dei fenomeni meteorologici estremi ci impongono una preparazione costante e una perfetta sinergia tra Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Prefetture ed Enti locali. A testimonianza dell’enorme sforzo profuso quotidianamente, basti pensare che solo nel primo semestre del 2026 il Corpo Nazionale ha effettuato 508.182 interventi totali su tutto il territorio nazionale, di cui 17.857 specifici per danni idrici e dissesto idrogeologico e 767 dedicati ad attività dirette di protezione civile. Il Governo sta investendo molto per rafforzare la risposta operativa del Corpo,” ha proseguito Prisco.

Vigili del Fuoco, oltre 508mila interventi in sei mesi: i numeri dell’attività di soccorso

I dati illustrati dal sottosegretario fotografano l’intensità dell’attività svolta dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nel primo semestre del 2026. Complessivamente, tra gennaio e giugno, sono stati effettuati 508.182 interventi su tutto il territorio nazionale, un volume operativo che comprende le numerose tipologie di emergenza affrontate quotidianamente dal personale del Corpo. All’interno di questo totale, 17.857 interventi hanno riguardato specificamente danni idrici e dissesto idrogeologico, mentre 767 sono stati dedicati ad attività dirette di protezione civile. Si tratta di cifre richiamate da Prisco per evidenziare l’impegno richiesto al sistema nazionale di soccorso e l’importanza di un’organizzazione in grado di intervenire in scenari differenti, anche in presenza di emergenze particolarmente impegnative. Proprio il rischio idrogeologico è stato al centro dell’esercitazione umbra, costruita per riprodurre una situazione di forte impatto sul territorio. L’attività di simulazione si collega così alla necessità di mantenere costantemente aggiornate le competenze operative, rafforzando la collaborazione tra le istituzioni e il volontariato. Un’esigenza richiamata dal sottosegretario anche alla luce dei cambiamenti climatici e della perdita di stagionalità dei fenomeni meteorologici estremi, fattori che rendono particolarmente importante la preparazione delle strutture di emergenza.

Nuove assunzioni nei Vigili del Fuoco: oltre 3.300 ingressi programmati per il 2027

Accanto all’attività di prevenzione e addestramento, uno dei temi centrali affrontati da Prisco ha riguardato il potenziamento degli organici del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Il sottosegretario ha illustrato i risultati raggiunti sul fronte delle assunzioni e le prospettive previste per il prossimo anno, inserendo questi interventi in una strategia più ampia di rafforzamento delle capacità operative. “Stiamo portando avanti una strategia chiara che punta sul potenziamento degli organici, sul rinnovo dei mezzi e sull’innovazione tecnologica. Dal 2022 allo scorso giugno abbiamo garantito 6.897 assunzioni, ottenendo un saldo positivo di circa 2.600 unità rispetto al turn-over, e abbiamo già programmato oltre 3.300 nuovi ingressi per il 2027. A questo affianchiamo investimenti imponenti, con oltre 600 milioni dedicati alle nuove tecnologie e, non da ultimo, le risorse per la digitalizzazione: circa 2 milioni di euro per la migrazione in cloud delle sale operative al Polo Strategico Nazionale e 40 milioni di euro stanziati dal 2027 per l’aggiornamento di 50 Sale Operative del Corpo Nazionale. Dietro questi numeri ci sono donne e uomini pronti a intervenire in ogni scenario, sia in Italia sia nelle missioni internazionali,” ha concluso Prisco. Secondo i dati forniti dal sottosegretario, dal 2022 a giugno 2026 sono state garantite 6.897 assunzioni, con un saldo positivo di circa 2.600 unità rispetto al turn-over. A queste si aggiunge la programmazione di oltre 3.300 nuovi ingressi nel 2027, nell’ambito del percorso di rafforzamento del personale. Il potenziamento degli organici viene affiancato dal rinnovo dei mezzi e dall’introduzione di nuove tecnologie, con l’obiettivo dichiarato di migliorare ulteriormente la risposta operativa del Corpo.

Investimenti per oltre 600 milioni nelle nuove tecnologie e digitalizzazione delle sale operative

Un altro capitolo rilevante della strategia illustrata da Prisco riguarda l’innovazione tecnologica dei Vigili del Fuoco, per la quale sono previsti investimenti superiori a 600 milioni di euro. Si tratta di risorse indicate dal sottosegretario nell’ambito del programma di modernizzazione del Corpo, che comprende anche interventi specifici per la digitalizzazione delle infrastrutture utilizzate nella gestione delle emergenze. Tra le misure richiamate figurano circa 2 milioni di euro destinati alla migrazione in cloud delle sale operative al Polo Strategico Nazionale, un intervento inserito nel percorso di aggiornamento digitale. A questo si aggiungono 40 milioni di euro stanziati a partire dal 2027 per l’aggiornamento di 50 Sale Operative del Corpo Nazionale, con un investimento rivolto alle strutture impegnate nel coordinamento e nella gestione degli interventi di soccorso. Il rafforzamento tecnologico si affianca dunque a quello del personale e dei mezzi, secondo la strategia delineata dal sottosegretario. Le risorse destinate all’aggiornamento delle sale operative rappresentano una componente specifica degli investimenti annunciati, in un quadro che punta a consolidare le capacità di intervento dei Vigili del Fuoco sia sul territorio nazionale sia nell’ambito delle missioni internazionali.

Esercitazione tra Spoleto e Foligno, il confronto finale sulle procedure di emergenza

La giornata di attività si è conclusa con un debriefing operativo congiunto tra tutte le componenti del sistema di soccorso coinvolte nell’esercitazione. L’incontro finale è stato dedicato alla validazione delle procedure adottate, completando il percorso addestrativo avviato attraverso la simulazione dell’emergenza alluvionale. L’esercitazione organizzata dalla Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco per l’Umbria, in collaborazione con il Servizio di Protezione Civile regionale e gli enti locali, ha così riunito sul campo le diverse strutture chiamate a intervenire in caso di calamità. Dalla simulazione delle criticità idrogeologiche nelle aree di Spoleto alle verifiche operative svolte congiuntamente, l’attività si è concentrata sulla preparazione alle emergenze e sul coordinamento delle risorse di soccorso. Il confronto conclusivo ha rappresentato l’ultima fase dell’iniziativa inserita nella Settimana della Protezione Civile, con l’obiettivo di verificare le procedure utilizzate e rafforzare il lavoro congiunto tra le istituzioni. Un’attività che si colloca nel quadro della preparazione operativa del sistema di soccorso, mentre prosegue il programma nazionale di potenziamento dei Vigili del Fuoco attraverso nuove assunzioni, investimenti tecnologici e aggiornamento delle strutture operative.