L’uragano Vance si è rapidamente intensificato fino a raggiungere la 2ª categoria della scala Saffir-Simpson, mentre si avvicinava alla costa pacifica del Messico. A riferirlo è il National Hurricane Center (NHC) di Miami, secondo cui il sistema presenta venti sostenuti massimi di 177 km/h. Al momento dell’ultimo bollettino, il ciclone si trovava a circa 620 km a Sud/Sud-Ovest di Acapulco, procedendo sulle acque del Pacifico con caratteristiche tali da avvicinarlo alla soglia di un uragano maggiore, classificazione riservata ai sistemi di 3ª categoria o superiore.
Vance vicino alla 3ª categoria, ma è atteso un indebolimento
Secondo le previsioni del National Hurricane Center, Vance avrebbe potuto raggiungere la soglia di un uragano maggiore prima di andare incontro a un graduale indebolimento a partire da sabato. L’evoluzione del sistema resta comunque legata alle condizioni atmosferiche e oceaniche che ne regolano l’intensità. Nel frattempo, le bande esterne del ciclone stanno già influenzando il Golfo di Tehuantepec, dove si registrano venti di burrasca e condizioni marine particolarmente agitate. Si tratta di effetti che possono rappresentare un rischio per la navigazione e per le attività marittime, anche nelle aree più distanti dal centro dell’uragano.
Pacifico, una stagione degli uragani eccezionalmente intensa
L’evoluzione di Vance si inserisce in una stagione ciclonica particolarmente attiva nell’Oceano Pacifico, caratterizzata dalla formazione ravvicinata di numerosi sistemi tropicali nelle aree comprese tra il Messico e le vicinanze delle Hawaii. Vance è il 7° uragano maggiore consecutivo della stagione, dopo Nolo, Odalys, Polo, Rachel, Simon e Trudy. Una successione che evidenzia la notevole frequenza con cui si sono sviluppati sistemi tropicali di forte intensità nel bacino pacifico. Tra i fattori climatici figurano le condizioni associate a El Niño, che modifica la circolazione atmosferica e le caratteristiche degli oceani.
Dalle piogge estreme alla siccità: un quadro climatico complesso
La stagione si sviluppa in un contesto meteorologico più ampio, segnato da fenomeni estremi in diverse aree del continente americano. Negli Stati Uniti sud-occidentali, la settimana è stata caratterizzata da gravi allagamenti e tornado, mentre il cosiddetto Corridoio Secco dell’America Centrale continua a fare i conti con una siccità prolungata.


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