Venti estremi e calore infernale: il telescopio Webb svela il mistero di WASP-17b

Grazie al telescopio JWST, un nuovo metodo svela la vera forma asimmetrica dell'atmosfera del rovente esopianeta WASP-17b, rivoluzionando le nostre conoscenze sui mondi alieni

Fino ad oggi, gli astronomi e i ricercatori hanno sempre immaginato le atmosfere incandescenti dei mondi alieni come strutture geometriche perfettamente circolari, tracciando contorni regolari e simmetrici attorno a questi esopianeti. Una nuova ricerca internazionale ha tuttavia smentito categoricamente questa convinzione, rivelando che la vera forma dell’involucro gassoso di tali corpi celesti assomiglia a una sfera fortemente deformata e irregolare. Lo studio pionieristico, guidato dalla Cornell University negli Stati Uniti e dall’Università di Bristol nel Regno Unito, ha applicato per la prima volta un metodo chiamato stringhe di trasmissione. Sfruttando l’enorme potenza del telescopio spaziale JWST, gli scienziati hanno analizzato i contorni esatti del gioviano caldo WASP-17b, situato a 1.300 anni luce di distanza dal nostro pianeta, scoprendo asimmetrie sorprendenti provocate da venti e calore estremi.

L’autrice principale della ricerca Lili Alderson della Cornell University ha avviato l’indagine all’Università di Bristol. Commentando l’importanza del traguardo raggiunto, ha dichiarato: “Questa è la prova di concetto che i pianeti sono di fatto oggetti 3D e che, coerentemente, mentre orbitano attorno alla loro stella, ciò che prevediamo debba accadere sta accadendo. Andare oltre le simulazioni computazionali e vederlo per davvero è un’altra cosa“. I dati raccolti descrivono in modo coerente i cambiamenti di temperatura e la composizione chimica dell’atmosfera di WASP-17b, offrendo un parametro di confronto cruciale per gli oltre 6mila esopianeti confermati fino ad ora.

La tecnica innovativa per studiare lo Spazio

La professoressa associata in astrofisica all’Università di Bristol e coautrice dello studio Hannah Wakeford ha evidenziato le difficoltà di questo tipo di osservazioni, spiegando: “I pianeti sono capricciosi, le loro atmosfere complesse e caotiche. Il fatto che tutti questi numeri si siano allineati e ci abbiano mostrato questa immagine dinamica e molto strutturata di questo mondo gigante a oltre 1.000 anni luce di distanza è stato semplicemente davvero emozionante“.

Il metodo delle stringhe di trasmissione traccia il pianeta mentre attraversa il disco della stella, analizzando la luce proveniente dai margini dell’atmosfera da angolazioni multiple. In merito al funzionamento della tecnica, Alderson ha precisato: “Invece di presumere che l’atmosfera sia un cerchio con lo stesso raggio per tutto il perimetro, la nostra tecnica consente di estrarre diverse distanze dal centro al bordo del pianeta. Siamo in grado di aggirare il bordo. Quindi, siamo passati da un anello a capire dove si trovano le gemme sull’anello, per così dire“.

WASP-17b atmosfera
Credit Credit: Engine House and Hannah Wakeford

Venti estremi e differenze di temperatura

Le osservazioni hanno individuato una deformazione specifica sul lato serale dell’equatore del pianeta. Qui, enormi correnti di vento trasportano il calore dal lato diurno perennemente illuminato verso il lato notturno oscuro, causando un notevole rigonfiamento rispetto al lato mattutino. Confermando i modelli meteorologici extraplanetari, Alderson ha aggiunto: “La teoria prevede che il lato del mattino e quello della sera debbano avere una forte differenza di temperatura, e WASP-17b si adatta davvero bene a questa tendenza: praticamente esattamente come pensavamo che fosse“.

I risultati aprono un nuovo capitolo nella comprensione del clima extraterrestre. Concludendo l’analisi, Wakeford ha affermato: “Avere questo modello matematico molto robusto che possiamo applicare a questi dati all’avanguardia è incredibilmente entusiasmante. I risultati sono una dimostrazione davvero meravigliosa delle dinamiche in atto in questi mondi multidimensionali e sfaccettati“. L’intero studio è stato finanziato dalla NASA e dai principali istituti di ricerca del Regno Unito, consolidando il ruolo del JWST come strumento essenziale per l’esplorazione dell’universo profondo.