Un viaggio attraverso oltre 4.500 anni di storia, alla scoperta delle opere monumentali che hanno segnato l’evoluzione delle civiltà e testimoniato la straordinaria capacità dell’umanità di trasformare l’ingegno in meraviglia. È questo il cuore di “7 Wonders of the World”, la nuova mostra immersiva e multisensoriale che debutta per la prima volta in Italia allo Spazio Ventura di Milano, nel quartiere Lambrate, dove resterà allestita fino al 21 aprile 2027. L’esposizione, prodotta da Exhibition Hub in collaborazione con Fever, piattaforma dedicata all’intrattenimento dal vivo, propone un percorso alla scoperta delle 7 Meraviglie del mondo antico e delle 7 Meraviglie del mondo moderno, combinando ricostruzioni visive, tecnologie digitali, realtà virtuale e installazioni interattive. Un’esperienza che permette di esplorare monumenti e luoghi simbolo della storia, alcuni dei quali non esistono più, attraverso una narrazione che intreccia conoscenza, emozione e scoperta. Dalla Grande Piramide di Giza, unica delle sette Meraviglie dell’antichità ancora esistente, alla città di Petra, tra le più celebri Meraviglie del mondo moderno, il percorso ricostruisce storie, misteri e imprese ingegneristiche che continuano ad affascinare a distanza di secoli e millenni. Al centro dell’iniziativa si trova il rapporto tra l’essere umano e le grandi opere che, in epoche e contesti differenti, hanno rappresentato la volontà di superare i limiti delle conoscenze e delle possibilità tecniche del proprio tempo.
Exhibition Hub torna a Milano dopo i successi di Titanic, Monet e Van Gogh
Con “7 Wonders of the World”, Exhibition Hub torna allo Spazio Ventura dopo le esperienze espositive dedicate a Titanic, Monet e Van Gogh, consolidando la propria attività nella produzione, cura e distribuzione di mostre immersive che utilizzano le nuove tecnologie per raccontare arte, storia e cultura. Le precedenti iniziative hanno registrato un’importante partecipazione di pubblico nel capoluogo lombardo. In particolare, oltre un milione di visitatori ha preso parte complessivamente a “Van Gogh: The Immersive Experience” e a “Titanic: An Immersive Voyage”, due produzioni che hanno già portato a Milano un modello espositivo basato sul coinvolgimento diretto e sulla spettacolarità delle ricostruzioni digitali. La nuova mostra internazionale amplia questa impostazione, concentrandosi sui monumenti che hanno assunto un significato universale nella storia dell’umanità. Non soltanto opere dalle dimensioni eccezionali, ma testimonianze delle conoscenze scientifiche, delle capacità costruttive, delle credenze religiose e degli ideali estetici delle civiltà che le hanno realizzate. A spiegare il significato culturale dell’esposizione è Fabio Di Gioia, curatore della versione italiana della mostra: “la mostra internazionale “7 Wonders of the World” non è semplicemente un’occasione per vivere da vicino le opere attraverso le quali l’umanità ha cercato di trascendere sé stessa, anche nel desiderio di avvicinarsi al divino – Le 7 Meraviglie del mondo antico, ad esempio, continuano ad affascinare dopo millenni perché, oltre allo straordinario prodigio della loro costruzione, considerate le tecniche disponibili all’epoca, celano misteri profondi che la storia fatica ancora a risolvere. Sono opere così monumentali che ci si chiede tuttora se alcune di esse siano realmente esistite e, in caso affermativo, dove sorgessero esattamente, come nel caso dei leggendari Giardini Pensili di Babilonia”.
Le 7 Meraviglie del mondo antico: dalla Piramide di Giza ai Giardini Pensili di Babilonia
Una parte fondamentale della mostra è dedicata alle 7 Meraviglie del mondo antico, considerate tra le più straordinarie realizzazioni architettoniche e artistiche delle civiltà del passato. Il percorso permette di approfondire le vicende di monumenti che hanno attraversato i secoli attraverso testimonianze storiche, racconti e interrogativi ancora aperti. Tra le protagoniste figura la Grande Piramide di Giza, l’unica delle sette opere dell’antichità giunta fino ai nostri giorni. Accanto a essa trovano spazio i leggendari Giardini Pensili di Babilonia, la cui effettiva esistenza e collocazione continuano a essere oggetto di interrogativi storici, e il Tempio di Artemide a Efeso, espressione della monumentalità dell’architettura religiosa antica. Il viaggio comprende anche la Statua di Zeus a Olimpia, il Mausoleo di Alicarnasso, il Colosso di Rodi e il Faro di Alessandria. Sette opere accomunate dalla capacità di rappresentare, ciascuna nel proprio contesto storico, una realizzazione eccezionale per dimensioni, complessità e significato simbolico. L’esposizione affronta anche i misteri che circondano alcune di queste costruzioni, a partire dai dubbi sulla loro reale configurazione e dalle difficoltà di ricostruire con precisione tecniche e modalità costruttive. Il Colosso di Rodi, in particolare, è al centro di racconti e interrogativi che continuano ad alimentare l’immaginario collettivo. La ricostruzione immersiva consente così di avvicinarsi a opere che, pur non essendo più fisicamente visibili, hanno conservato un ruolo centrale nella storia della cultura e nella rappresentazione delle grandi imprese umane.
Dalla Grande Muraglia al Colosseo: le 7 Meraviglie del mondo moderno
La seconda parte del percorso è dedicata alle 7 Meraviglie del mondo moderno, un insieme di monumenti che raccontano epoche, culture e tradizioni differenti, offrendo un confronto con le grandi realizzazioni dell’antichità. La mostra conduce idealmente dalla Grande Muraglia Cinese alla città di Petra, passando per Chichén Itzá, il Cristo Redentore, il Colosseo, Machu Picchu e il Taj Mahal. Luoghi e monumenti che rappresentano alcune delle più celebri espressioni del patrimonio architettonico e culturale mondiale. Attraverso il confronto tra le opere antiche e quelle moderne, l’esposizione approfondisce il modo in cui le società hanno espresso i propri valori, ideali e canoni estetici mediante la costruzione di monumenti destinati ad assumere un significato collettivo. Tra gli aspetti affrontati figurano anche le conoscenze astronomiche legate a Chichén Itzá e le competenze tecniche e ingegneristiche che hanno reso possibili realizzazioni di eccezionale complessità. Ogni ambiente combina un racconto visivo di forte impatto con contenuti di carattere storico e scientifico, mettendo in relazione le caratteristiche delle opere con le civiltà che le hanno concepite. Il percorso evidenzia inoltre come alcune di queste costruzioni siano riuscite a resistere per secoli a battaglie, inondazioni, invasioni, incendi e conquiste, mentre altre continuino a sopravvivere esclusivamente attraverso la memoria storica e le testimonianze tramandate.
Proiezioni immersive a 360 gradi e realtà virtuale: come si sviluppa il percorso espositivo
Uno degli elementi centrali di “7 Wonders of the World” a Milano è l’impiego delle tecnologie immersive per ricreare la sensazione di trovarsi nei luoghi in cui sono state realizzate le grandi opere dell’umanità. La visita comincia in una sala immersiva con proiezioni a 360 gradi, progettata per trasportare virtualmente il pubblico negli ambienti che ospitavano le Meraviglie del mondo antico. Le immagini avvolgenti e la narrazione visiva permettono di esplorare scenari e monumenti che appartengono a epoche lontane, ricostruendone la dimensione monumentale e il contesto storico. L’esperienza prosegue con gli ambienti dedicati alle Meraviglie moderne, nei quali le installazioni interattive diventano parte integrante della visita. Gli schermi digitali consentono di approfondire le caratteristiche dei monumenti, le tecniche utilizzate per costruirli e il significato che hanno assunto per le rispettive società. Una particolare attenzione è riservata alla realtà virtuale, attraverso un’esperienza sviluppata dai digital designer di Exhibition Hub con tecniche di elaborazione delle immagini altamente realistiche. La tecnologia consente di approfondire ulteriormente l’esplorazione delle Meraviglie, offrendo una modalità di conoscenza basata sulla ricostruzione degli spazi e sull’immersione visiva. Il risultato è un percorso che unisce intrattenimento e divulgazione, attraverso il modello dell’edutainment, nel quale l’apprendimento si sviluppa anche mediante la partecipazione diretta e l’interazione con gli ambienti espositivi.
Il ruolo della tecnologia e il coinvolgimento delle nuove generazioni
La dimensione tecnologica rappresenta anche uno degli aspetti attraverso i quali Exhibition Hub intende sviluppare nuove forme di coinvolgimento culturale, in particolare nei confronti delle generazioni più abituate ai linguaggi digitali. La mostra utilizza infatti esperienze immersive, realtà virtuale e strumenti interattivi per trasformare la scoperta di monumenti storici in un’attività partecipativa, nella quale la componente emozionale accompagna l’approfondimento dei contenuti. Su questo aspetto interviene Roberta Saldi, Corporate Marketing Manager di Exhibition Hub: “ancora una volta, l’arte immersiva riesce a ribaltare le proporzioni e a creare un’interazione emozionale con i nostri visitatori – Non sorprende che l’approfondimento di un argomento attraverso la tecnologia, il metaverso, la realtà virtuale e le esperienze immersive, in un’epoca dominata dai social media in cui l’attenzione viene concessa per soli 60 secondi, possa rappresentare un richiamo così forte per la Gen Z e i Millennial”. La combinazione tra ricerca storica, strumenti digitali e linguaggi visivi contemporanei costituisce dunque una delle caratteristiche distintive dell’esposizione, che propone una modalità di fruizione culturale diversa da quella tradizionale, fondata sulla possibilità di interagire con le ricostruzioni e di esplorare le opere attraverso prospettive differenti.
Wonder Wall e laboratori interattivi: le attività per famiglie e bambini
Accanto alle ricostruzioni digitali e agli approfondimenti storici, “7 Wonders of the World” comprende una serie di attività progettate per stimolare la creatività e favorire la partecipazione di persone di età differenti. Tra le installazioni figura il “Wonder Wall”, uno spazio interattivo attraverso il quale è possibile disegnare o scrivere messaggi ispirati alle Meraviglie del mondo. L’attività introduce una dimensione personale nel percorso, consentendo di esprimere attraverso parole e immagini le suggestioni suscitate dall’esposizione. Le proposte comprendono inoltre “Create Your Own Wonder” e “Build Your Own Pyramid”, due attività pensate per tutta la famiglia, che incoraggiano l’esplorazione, l’immaginazione e la creatività attraverso il coinvolgimento diretto. Il percorso include anche installazioni scenografiche dedicate alla fotografia. Tra queste spicca un faro monumentale alto tre metri, affiancato dal Trono di Zeus, che offre una particolare prospettiva su un tempio infinito. Due elementi che ampliano la componente visiva e partecipativa della mostra, offrendo ambientazioni nelle quali realizzare selfie e fotografie.
Dove si trova la mostra “7 Wonders of the World” a Milano e fino a quando è aperta
La prima italiana di “7 Wonders of the World” è ospitata allo Spazio Ventura, nel cuore del quartiere Lambrate a Milano, in via Privata Giovanni Ventura 15. L’esposizione, realizzata da Exhibition Hub in collaborazione con Fever, ha ottenuto il Patrocinio del Municipio 3 del Comune di Milano e resterà in programma fino al 21 aprile 2027. La sede è raggiungibile attraverso diversi collegamenti del trasporto pubblico milanese. Con la metropolitana è possibile utilizzare la Linea Verde MM2, scendendo alla fermata Lambrate, mentre per chi arriva in treno il riferimento è la Stazione FS Milano Lambrate. Tra le altre possibilità di collegamento figurano il Tram 33, con fermata in piazzale Rimembranze di Lambrate, e la Linea Autobus 54, utilizzando le fermate di via Pitteri o Lambrate FS. La durata della visita è di circa 60 minuti, durante i quali il percorso attraversa idealmente millenni di storia, dalle grandi costruzioni delle civiltà antiche ai monumenti del mondo moderno, alternando proiezioni immersive, realtà virtuale, approfondimenti storico-scientifici e attività interattive.


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