Allerta Meteo Sardegna, torna lo Scirocco: nuovo peggioramento con temporali prefrontali, possibili piogge intense sui settori orientali

La circolazione richiamerà aria più mite e umida sul Mediterraneo occidentale e potrà favorire rovesci e temporali sulla Sardegna, con particolare attenzione alle aree orientali e nord-orientali

Il vortice depressionario Agneta si sta spostando verso la Grecia e la Penisola Balcanica, dove tenderà gradualmente a indebolirsi, ma il suo allontanamento non coinciderà con un ritorno stabile su tutto il Mediterraneo. Le mappe mostrano infatti una nuova evoluzione, legata alla presenza di un robusto campo anticiclonico sulle alte latitudini europee e all’isolamento di una circolazione più fredda in quota in prossimità della Penisola Iberica.

La carta al suolo del modello DWD, valida per mercoledì 4 novembre, evidenz⁵ia un massimo di pressione di circa 1035 hPa tra le Isole Britanniche e il Mare del Nord. La posizione dell’anticiclone favorisce, lungo il suo margine meridionale, un flusso retrogrado di masse d’aria provenienti dall’Europa orientale, cioè una circolazione che procede da est verso ovest rispetto alla traiettoria più consueta delle perturbazioni atlantiche. Una parte dell’aria più fredda in quota viene così spinta verso l’Europa occidentale e tende a isolarsi nei pressi della Penisola Iberica.

Carta sinottica DWD 4 novembre

La mappa ECMWF a 500 hPa, riferita alle prime ore di giovedì 5 novembre, mostra la circolazione ciclonica in quota tra la Spagna e il Golfo di Biscaglia, con un nucleo di geopotenziali più bassi e un’area di vorticità ciclonica sul settore occidentale europeo. Questa struttura, quando si separa dal flusso principale, viene comunemente chiamata goccia fredda: non si tratta di una perturbazione che avanza rapidamente seguendo una traiettoria ben definita, ma di un vortice che può muoversi lentamente e rendere più incerta la collocazione dei fenomeni, soprattutto sul Mediterraneo.

La depressione richiama aria mite e umida verso la Sardegna

Mentre la circolazione in quota si approfondirà tra la Penisola Iberica e il Golfo di Biscaglia, nei bassi strati si svilupperà una blanda area depressionaria sul Mediterraneo occidentale, destinata a spostarsi lentamente verso nord-nord-est. La posizione del minimo e la pressione più elevata presente sull’Europa centrale e settentrionale favoriranno un richiamo di correnti meridionali e sud-orientali verso la Sardegna, con Scirocco in rinforzo e un aumento delle temperature.

Il vento trasporterà sull’isola aria più mite e umida, aumentando il contenuto di vapore acqueo disponibile per lo sviluppo delle nubi. In una prima fase, le precipitazioni potranno presentarsi in modo irregolare, mentre i fenomeni più significativi potrebbero svilupparsi davanti al fronte freddo, quando il flusso caldo e umido di Scirocco interagirà con la circolazione depressionaria e con le correnti presenti nei bassi strati.

Questa distinzione è importante perché il passaggio del fronte non rappresenta necessariamente la fase più piovosa in ogni zona. In alcune situazioni, le precipitazioni più persistenti si formano prima del fronte, quando l’aria umida viene sollevata gradualmente o costretta a salire lungo i rilievi, mentre il fronte vero e proprio può produrre rovesci più discontinui e distribuiti in modo meno uniforme.

Perché i settori orientali e nord-orientali possono essere più esposti

Considerando la probabile posizione della depressione al suolo, i settori orientali e nord-orientali della Sardegna appaiono tra quelli maggiormente esposti al flusso prefrontale. Le correnti di Scirocco, scorrendo dal mare verso le coste orientali, potranno incontrare i rilievi e venire sollevate, favorendo la condensazione del vapore acqueo e la formazione di nubi più sviluppate. Il sollevamento orografico, tuttavia, non è l’unico elemento da considerare.

Un ruolo importante potrebbe essere svolto anche dall’incontro tra le correnti sud-orientali e venti di componente nord-orientale nei bassi strati. Lungo la zona di contatto tra masse d’aria che si muovono da direzioni diverse può formarsi una linea di convergenza, cioè una fascia in cui l’aria tende ad accumularsi e a salire. Se questa linea dovesse restare a lungo sulla stessa area, potrebbe sostenere la rigenerazione dei rovesci e dei temporali, producendo accumuli localmente più elevati rispetto alle zone vicine.

A favorire l’organizzazione delle celle temporalesche potrà contribuire anche lo shear verticale del vento, vale a dire la variazione della direzione e della velocità del vento con la quota. Quando lo shear è sufficientemente marcato, le correnti in quota possono spostare le nubi temporalesche rispetto alle correnti che le alimentano nei bassi strati, rendendo possibile una maggiore organizzazione dei fenomeni. Se le celle dovessero poi seguire traiettorie simili o rigenerarsi lungo la stessa linea di convergenza, le precipitazioni potrebbero insistere per un periodo più lungo su alcune aree, anche in prossimità delle coste.

EFI ECMWF Sardegna 4 novembre

Il segnale di ECMWF e i limiti della previsione

La carta dell’Extreme Forecast Index (EFI) dell’ECMWF per le precipitazioni complessive tra giovedì 5 e venerdì 6 novembre mostra un segnale significativo su alcune zone del Mediterraneo, compresa la Sardegna. L’indice confronta la previsione con la climatologia del modello e mette in evidenza le situazioni in cui i fenomeni attesi risultano insoliti rispetto a quanto normalmente previsto per quel periodo dell’anno.

L’EFI, però, non indica direttamente quanti millimetri di pioggia cadranno in una località e non va interpretato come una previsione certa di accumuli elevati su tutta l’isola. Segnala piuttosto che lo scenario pluviometrico previsto potrebbe risultare anomalo e merita quindi di essere seguito con attenzione. Per stimare la quantità e la distribuzione delle precipitazioni sarà necessario valutare anche le successive uscite dei modelli, le mappe di dettaglio e, quando l’evento sarà più vicino, le osservazioni radar e i dati delle stazioni.

La fase più delicata potrebbe dunque svilupparsi tra mercoledì e giovedì, ma la posizione esatta dei fenomeni dipenderà dalla traiettoria del minimo depressionario e da dove si formeranno le convergenze nei bassi strati. Le mappe attuali suggeriscono un rischio di rovesci e temporali localmente intensi, soprattutto sui settori orientali e nord-orientali, senza indicare una distribuzione uniforme delle piogge sull’intera Sardegna.

In conclusione, l’elemento da seguire non sarà soltanto il passaggio del fronte freddo, ma soprattutto il richiamo prefrontale di Scirocco, che potrà fornire umidità e alimentare i fenomeni lungo i rilievi e le zone di convergenza. Gli accumuli più consistenti potrebbero concentrarsi su aree circoscritte, anche vicino alle coste, qualora i temporali dovessero organizzarsi o insistere sulle stesse zone. Le prossime emissioni dei modelli saranno importanti per affinare la tempistica e individuare con maggiore precisione i settori più esposti.