Alto Adige, famiglia con due bambini dispersa in montagna: maxi esercitazione di soccorso con 80 operatori ed elicottero

Simulata la ricerca di quattro escursionisti tra Aldino e il Corno Bianco con il coinvolgimento del Soccorso alpino di Alto Adige e Trentino, Guardia di finanza, Vigili del fuoco e Protezione civile

Una famiglia composta da quattro escursionisti, due genitori e due bambini di circa dieci anni, dispersa in montagna e un’imponente operazione di ricerca che ha mobilitato 80 operatori, unità cinofile e un elicottero della Guardia di finanza. È lo scenario al centro della grande esercitazione congiunta di soccorso alpino che si è svolta sabato 31 ottobre nella zona compresa tra Aldino e il Corno Bianco, nei pressi di Malga Schönrast, al confine tra Alto Adige e Trentino. Una simulazione organizzata per mettere alla prova il coordinamento e l’operatività delle diverse organizzazioni impegnate nelle attività di ricerca delle persone disperse in ambiente montano.

Famiglia dispersa tra Aldino e il Corno Bianco: la simulazione di soccorso

Al centro dell’esercitazione è stata ricostruita una situazione di emergenza che prevedeva la scomparsa di una famiglia di quattro persone durante un’escursione in montagna. Lo scenario ipotizzato riguardava due adulti e due bambini di circa dieci anni, di cui si erano perse le tracce nell’area montana situata tra Aldino e il Corno Bianco, in prossimità di Malga Schönrast. La scelta di un’area al confine tra Alto Adige e Trentino ha consentito di sviluppare un’attività congiunta tra le organizzazioni di soccorso dei due territori, chiamate a verificare le rispettive modalità operative in uno scenario condiviso. L’obiettivo principale era infatti quello di testare la collaborazione e il coordinamento delle squadre di ricerca, attraverso una simulazione che riproducesse le esigenze organizzative di un intervento per persone disperse.

Ottanta operatori impegnati nelle ricerche: coinvolti Soccorso alpino, Guardia di finanza e Vigili del fuoco

La mobilitazione ha coinvolto complessivamente 80 operatori appartenenti a diverse strutture di soccorso e di emergenza. Hanno partecipato il Soccorso alpino dell’Alto Adige e del Trentino, il Soccorso alpino della Guardia di finanza di Merano e di Silandro, con le rispettive unità cinofile, i Vigili del fuoco volontari di Aldino e la Protezione civile. Alle attività ha preso parte anche l’elicottero della Guardia di finanza di Bolzano, dotato di IMSI Catcher, inserito nel dispositivo di ricerca predisposto per l’esercitazione. La presenza del mezzo aereo, accanto alle squadre operative e alle unità cinofile, ha caratterizzato una simulazione che ha riunito differenti risorse e competenze nell’ambito di un’unica attività di addestramento. La partecipazione delle organizzazioni provenienti da entrambi i territori ha rappresentato uno degli aspetti centrali dell’iniziativa, finalizzata a verificare la capacità di lavorare insieme e ad avvicinare le differenti metodologie impiegate durante le operazioni di ricerca in montagna.

Esercitazione di soccorso alpino: operazioni dalle 9 al primo pomeriggio

Le attività sono iniziate alle ore 9 di sabato 31 ottobre e si sono concluse nel primo pomeriggio. Nell’arco della giornata, le organizzazioni coinvolte hanno preso parte alla simulazione della ricerca della famiglia dispersa, con l’obiettivo di verificare sul campo il coordinamento e l’impiego delle risorse disponibili. L’esercitazione ha avuto una finalità operativa precisa: consentire a squadre appartenenti a organizzazioni diverse di confrontarsi sulle metodologie di ricerca e sulle modalità di collaborazione, in un contesto addestrativo condiviso. La possibilità di svolgere queste attività al di fuori di una reale situazione di emergenza costituisce uno degli elementi sottolineati dagli stessi responsabili del Soccorso alpino.

Soccorso alpino Alto Adige, Borile: “allineare le metodologie di ricerca tra organizzazioni diverse”

Al termine dell’esercitazione, Alberto Borile, responsabile del gruppo ricerca CNSAS Alto Adige, ha espresso soddisfazione per lo svolgimento delle attività, evidenziando soprattutto il valore della preparazione congiunta e della conoscenza reciproca tra gli operatori. “Siamo soddisfatti dello svolgimento di questa esercitazione congiunta, soprattutto per il fatto che provare l’emergenza in “tempo di pace” ci permette di allineare le metodologie di ricerca tra organizzazioni diverse, di conoscerci e di avvicinarci così sempre di più al grado ottimale di impiego delle risorse disponibili, per il bene di chi ha bisogno del nostro aiuto”, dichiara Alberto Borile, responsabile gruppo ricerca CNSAS Alto Adige. Le parole di Borile mettono in evidenza il significato dell’iniziativa: migliorare l’integrazione tra le organizzazioni di soccorso e favorire un utilizzo sempre più efficace delle risorse umane e operative disponibili. L’esperienza condivisa tra Alto Adige e Trentino si inserisce così nelle attività di preparazione necessarie per affrontare gli interventi di ricerca e soccorso in ambiente montano, con particolare attenzione al coordinamento tra le diverse strutture chiamate a operare in caso di emergenza.