In Veneto, permane un marcato deficit pluviometrico su gran parte del territorio regionale, con importanti ripercussioni sulle falde acquifere, sui deflussi dei fiumi e sulle riserve nivali. Il quadro emerge dal Rapporto sulla risorsa idrica in Veneto e dal Bollettino di ottobre, diffusi oggi dall’Arpav. Nel mese di ottobre 2026 sono caduti mediamente in Veneto 60mm di pioggia, a fronte di una media storica (1991-2020) di 125mm (mediana 121mm). L’apporto mensile risulta decisamente inferiore alla norma (-52%, inferiore al 25/o percentile), per un volume di acqua stimato in circa 1.106 milioni di mc. Le massime precipitazioni sono state registrate dalle stazioni Arpav di Castana (Vicenza) con 212mm, Agno a Recoaro Terme (Vicenza) con 184mm e Soffranco (Longarone, Belluno) con 180mm. All’opposto, i quantitativi minimi si sono rilevati a Sant’Apollinare (Rovigo) e Agna (Padova) con 13mm, e a Castelnovo Bariano (Rovigo) con 16.
Deficit pluviometrici sui bacini idrografici
Tutti i bacini idrografici evidenziano deficit pluviometrici rilevanti rispetto alla media 1991-2020. I valori più critici si registrano sul Fissero-Tartaro-Canal Bianco (-66%), sul Bacino Scolante (-63%), sul Brenta (-56%) e sull’Adige (-54%). Scarti negativi anche su Sile (-50%), Po (-48%), Piave (-42%), Livenza (-39%) e Tagliamento (-24%). L’anomalia di ottobre (-65mm) fa salire il deficit dell’anno solare in corso a -178mm (736mm caduti dall’1 gennaio contro una media storica di 914mm, pari al -19%), aggravando il quadro complessivo dopo che l’anno idrologico 2025-2026 si era già chiuso a settembre con un ammanco cumulato di 257mm.
Falde e portate dei fiumi
La scarsità di pioggia ha mantenuto i livelli della falda in alta pianura su valori eccezionalmente bassi per la stagione, confrontabili o peggiori rispetto a quelli dell’autunno 2022. Nonostante i temporanei incrementi registrati nella terza decade del mese, le portate dei principali fiumi veneti rimangono nettamente inferiori alle medie storiche: il deflusso medio mensile di ottobre risulta inferiore al quinto percentile su quasi tutti i corsi d’acqua principali.
Temperature
Sulla montagna veneta oltre i 2000 metri, ottobre è stato il settimo mese consecutivo con temperature superiori alla norma, evidenziando uno scarto di +1/+2°C rispetto al trentennio 1991-2020. Lo zero termico ha oscillato tra un minimo di 1.490 metri il 24 ottobre e un massimo di 3.890 metri il 16 ottobre. A seguito della fusione quasi completa dell’esigua copertura nevosa nell’ultima settimana del mese, la risorsa idrica stoccata nella neve (SWE) risulta praticamente assente.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?