Negli Stati Uniti cresce la protesta contro i grandi data center destinati ad alimentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, ma una piccola cittadina del North Dakota ha deciso di andare controcorrente. Si chiama Harwood, conta appena 845 abitanti ed è l’unica località americana ad aver espresso, durante le consultazioni elettorali della scorsa settimana, un orientamento favorevole alla realizzazione di queste gigantesche infrastrutture tecnologiche. Una scelta maturata di fronte alla prospettiva di ospitare un investimento da 3 miliardi di dollari, destinato alla costruzione di un impianto di oltre 167mila metri quadrati alle porte del centro abitato. Il risultato assume particolare rilevanza nel quadro di un’ondata di opposizione che sta attraversando numerose comunità americane. Mentre altrove gli elettori hanno sostenuto nuove restrizioni e candidati contrari all’espansione delle infrastrutture digitali, ad Harwood la maggioranza ha respinto una proposta per introdurre maggiori controlli sui grandi insediamenti industriali. Il progetto è stato considerato soprattutto un’occasione per rafforzare le finanze comunali, favorire l’occupazione e assicurare alla cittadina i benefici economici di una trasformazione territoriale ritenuta comunque inevitabile.
Data center negli Stati Uniti, il 76% degli elettori non vuole nuovi impianti nella propria comunità
Il caso di Harwood si inserisce in un contesto nazionale segnato da una crescente diffidenza nei confronti dei data center per l’intelligenza artificiale. Durante l’ultimo ciclo elettorale si sono svolte almeno 40 consultazioni referendarie in 10 Stati che avrebbero potuto introdurre limitazioni allo sviluppo di queste infrastrutture. In decine di città e comuni, gli elettori si sono espressi a larga maggioranza a favore delle restrizioni, premiando anche candidati che avevano impostato le proprie campagne elettorali sull’opposizione ai grandi gruppi tecnologici. Un orientamento che trova riscontro nei dati raccolti a livello nazionale. Secondo gli exit poll delle emittenti televisive americane, il 76% degli elettori si è dichiarato contrario alla costruzione di un nuovo data center nella propria comunità. La contrarietà alle infrastrutture si accompagna a una valutazione più generale sulle conseguenze della diffusione dell’intelligenza artificiale: il 57% degli intervistati ritiene infatti che questa tecnologia provocherà alla società più danni che benefici. Una posizione condivisa anche da quasi due terzi degli elettori democratici. In questo scenario, la decisione di Harwood rappresenta un’eccezione significativa. Gli abitanti hanno affrontato un dibattito simile a quello sviluppatosi in molte altre comunità, arrivando però a una conclusione diversa sulle opportunità economiche legate all’insediamento tecnologico.
Harwood vota contro maggiori controlli: la proposta di un ingegnere informatico
Il confronto locale è nato anche dall’iniziativa di Michael Swartz, residente a Harwood e ingegnere informatico, che ha manifestato una posizione critica nei confronti del progetto. Come riportato dal Washington Post, Swartz si era convinto che gli amministratori locali avessero ceduto alle pressioni di un grande promotore immobiliare interessato a sfruttare le opportunità economiche offerte dal boom dell’intelligenza artificiale. Per questo motivo si è mobilitato affinché gli elettori potessero pronunciarsi su una proposta finalizzata a rafforzare le verifiche sui grandi progetti industriali. L’iniziativa prevedeva revisioni indipendenti e audizioni pubbliche per i nuovi insediamenti, estendendo tali procedure anche alle eventuali modifiche o agli ampliamenti delle strutture già esistenti. La consultazione si è conclusa con una netta bocciatura della proposta. Gli elettori di Harwood hanno infatti votato contro l’introduzione dei nuovi controlli con un margine di circa tre a uno. Un risultato che ha confermato l’orientamento favorevole della maggioranza della comunità nei confronti dello sviluppo del data center.
Il progetto di Applied Digital da 3 miliardi di dollari e la disputa territoriale con Fargo
La società protagonista dell’investimento è Applied Digital, azienda con sede in Texas che, al momento dell’annuncio del progetto, aveva già stipulato contratti relativi a 900 acri di terreno. L’operazione ha assunto rapidamente anche una dimensione amministrativa, legata alla definizione della giurisdizione sul territorio destinato a ospitare l’infrastruttura. Sia Harwood che Fargo hanno infatti rivendicato il diritto di annettere l’area interessata. La questione ha avuto un peso particolare per una cittadina di dimensioni così ridotte, che avrebbe potuto vedere realizzare l’impianto nelle proprie vicinanze senza beneficiare direttamente delle entrate fiscali connesse all’insediamento. Harwood viene descritta dai suoi stessi abitanti come una comunità prevalentemente residenziale, una sorta di città dormitorio. Le attività presenti sono limitate, con un paio di bar e un silos per il grano tra gli elementi caratteristici del centro abitato. Molti residenti si spostano quotidianamente per lavorare a Fargo, la città più popolosa del North Dakota, oppure nelle altre località della sua area metropolitana. La vicinanza a Fargo e la competizione per il controllo amministrativo del territorio hanno contribuito a rendere centrale il tema dei vantaggi economici per Harwood. Una parte della comunità ha considerato il data center non soltanto come un grande progetto industriale, ma anche come un’opportunità per ottenere risorse finanziarie difficilmente raggiungibili attraverso le entrate ordinarie del Comune.
Il sindaco di Harwood: dal data center 1,65 milioni di dollari all’anno in tasse
A spiegare le ragioni economiche alla base della scelta è stato il sindaco Blake Hankey, secondo il quale l’impianto sarebbe stato comunque realizzato nell’area individuata, indipendentemente dall’amministrazione che ne avesse ottenuto la giurisdizione. “Sarebbe stato comunque costruito più o meno nella stessa zona in cui si trova ora”, ha dichiarato Hankey. “Dato che il data center sorgerà comunque in quest’area, tanto vale che siamo noi a beneficiarne in termini di vantaggi fiscali e gettito tributario”. Secondo le stime del primo cittadino, una volta completato, il progetto dovrebbe garantire a Harwood 1,65 milioni di dollari ogni anno attraverso le imposte sugli immobili. Si tratta di una somma pari a circa sei volte l’intero gettito tributario incassato dalla cittadina nel 2024. È proprio questo rapporto tra le dimensioni dell’investimento e quelle dell’economia comunale a spiegare il peso assunto dal progetto nel dibattito locale. Per un centro di appena 845 abitanti, le entrate fiscali previste rappresentano una prospettiva economica particolarmente rilevante.
Data center e occupazione: previsti almeno 200 posti di lavoro a tempo pieno
Accanto al gettito tributario, un altro elemento considerato favorevolmente riguarda le ricadute occupazionali. Applied Digital ha comunicato che il nuovo data center dovrebbe generare almeno 200 posti di lavoro a tempo pieno, un dato significativo se rapportato alla popolazione di Harwood. L’azienda ha inoltre già destinato risorse economiche a favore dei vigili del fuoco e dell’amministrazione comunale. Tra gli interventi finanziati figura anche la realizzazione di un nuovo rifugio riscaldato in un parco locale. Questi contributi si aggiungono alle prospettive di sviluppo economico associate al progetto e hanno rappresentato un elemento concreto del rapporto tra la società tecnologica e il territorio, nel quadro di un confronto che ha coinvolto direttamente gli abitanti.
Consumi energetici dei data center, i dubbi dei residenti e il ruolo della cooperativa elettrica
La prospettiva di ospitare una struttura destinata alle attività legate all’intelligenza artificiale ha comunque sollevato preoccupazioni nella comunità, soprattutto riguardo ai possibili effetti sui costi dell’energia elettrica. Tra i cittadini inizialmente perplessi figurava Mark Kerkvliet, residente a Harwood da 40 anni. Il suo timore era che l’arrivo del grande impianto potesse determinare un aumento delle bollette. Una preoccupazione che lo ha portato a confrontarsi direttamente con i responsabili dell’azienda locale di servizi pubblici, organizzata come una cooperativa di proprietà dei soci. Dopo aver ricevuto chiarimenti sugli aspetti energetici del progetto, Kerkvliet ha cambiato posizione e si è convinto della convenienza dell’investimento per la cittadina. “Una volta chiariti gli aspetti legati al consumo energetico, mi sono convinto”, ha affermato. “Non perché io abbia una particolare passione per i data center, per l’intelligenza artificiale o cose del genere, ma perché si tratta di un’opportunità molto positiva per la città di Harwood”. La sua esperienza evidenzia uno degli aspetti centrali del confronto locale: la valutazione degli effetti del progetto sulla vita quotidiana e sull’economia del territorio. Nel caso di Kerkvliet, le spiegazioni ricevute dalla cooperativa elettrica hanno contribuito a superare le preoccupazioni iniziali, lasciando prevalere il giudizio positivo sulle opportunità offerte dall’insediamento.
Applied Digital dopo il voto: la soddisfazione per il sostegno della comunità
L’esito della consultazione elettorale è stato accolto positivamente dai vertici di Applied Digital. Dopo la bocciatura della proposta di maggiori controlli, il presidente dell’azienda, Jason Zhang, ha pubblicato sui social media un messaggio di soddisfazione per il risultato ottenuto. “Siamo orgogliosi di costruire a Harwood”, ha scritto Zhang. “La fiducia della comunità si conquista essendoci, ascoltando e passando ai fatti. Grazie agli abitanti di Harwood per aver sostenuto un investimento a lungo termine nel Nord Dakota”. La vicenda di Harwood mette così in evidenza il contrasto tra due orientamenti emersi durante le consultazioni elettorali americane. Da una parte, la crescente opposizione alla diffusione dei grandi data center e la richiesta di maggiori restrizioni; dall’altra, la scelta di una piccola comunità che ha attribuito un peso decisivo ai benefici fiscali, agli investimenti sul territorio e alle prospettive occupazionali. Per Harwood, il voto ha segnato il prevalere di quest’ultima valutazione, in un momento in cui il rapporto tra sviluppo dell’intelligenza artificiale, infrastrutture tecnologiche e comunità locali è diventato uno dei temi più controversi del dibattito pubblico negli Stati Uniti.


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