L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo ha superato la soglia del 50% di mortalità. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istituto congolese di Sanità pubblica, organismo del Ministero della Salute pubblica, dell’Igiene e del Benessere sociale, i casi confermati in laboratorio sono 10.414, a fronte di 5.372 decessi. Il tasso di mortalità si attesta così al 51,6%, in aumento rispetto al 48,6% comunicato la settimana precedente. Le autorità sanitarie precisano, tuttavia, che l’incremento della percentuale non è riconducibile a un improvviso peggioramento dell’epidemia. L’aumento dei decessi riportati è infatti il risultato di una revisione retrospettiva dei dati, condotta congiuntamente dal gruppo locale incaricato dell’elaborazione delle informazioni e dal team di risposta all’emergenza nella provincia di Ituri.
L’attuale epidemia, iniziata il 15 maggio nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo e in Uganda, ha interessato finora 8 province congolesi. Per numero di vittime, è diventata la 2ª epidemia di Ebola più letale nella storia del continente africano. A destare particolare preoccupazione è anche l’agente patogeno responsabile: il virus Bundibugyo, una variante del virus Ebola per la quale è ancora in fase di sviluppo un vaccino. L’assenza di un vaccino specifico rappresenta una delle principali sfide nella gestione dell’emergenza sanitaria.


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