Il fenomeno climatico El Niño torna a preoccupare il Sudamerica, con Perù e Bolivia alle prese con emergenze legate a eventi meteorologici estremi. Da una parte le precipitazioni torrenziali che stanno interessando il Nord del Perù, dall’altra la grave siccità che colpisce ampie aree della Bolivia: 2 manifestazioni opposte dello stesso fenomeno, che rischia di raggiungere un’intensità straordinaria. In Perù, il presidente Keiko Fujimori ha lanciato l’allarme per l’intensificarsi delle piogge, presiedendo una riunione di emergenza presso il Centro operativo nazionale per le emergenze (Coen). L’attenzione si concentra in particolare sui dipartimenti settentrionali di Tumbes e Piura, dove nelle ultime ore sono stati registrati oltre 100 mm di precipitazioni. Secondo il Servizio nazionale di meteorologia e idrologia (Senamhi), si tratta di quantitativi senza precedenti per questo periodo dell’anno.
La situazione potrebbe ulteriormente peggiorare nei prossimi giorni. La responsabile del Senamhi, Grinia Ávalos Roldán, ha infatti annunciato una nuova ondata di precipitazioni intense tra il 5 e il 7 novembre, con fenomeni particolarmente abbondanti attesi il 7 e l’8 novembre. Le conseguenze sono già significative: a Zarumilla, nel dipartimento di Tumbes, le piogge hanno provocato circa 700 sfollati e l’allagamento di 150 abitazioni. Per fronteggiare l’emergenza, il governo ha mobilitato l’esercito e la protezione civile, incaricati di distribuire aiuti umanitari e intervenire nelle aree maggiormente colpite, come riferisce il quotidiano El Comercio.
Parallelamente, anche la Bolivia ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per affrontare gli effetti di El Niño. Il presidente Rodrigo Paz ha formalizzato la decisione attraverso il decreto supremo 5759, che consentirà di mobilitare risorse umane ed economiche, rafforzare le squadre di soccorso e coordinare gli interventi con le autorità locali e gli organismi di cooperazione internazionale. Nel Paese la siccità ha già prodotto conseguenze pesanti. Secondo gli ultimi dati del viceministero della Difesa civile, oltre 78mila famiglie sono state colpite dalla carenza di precipitazioni in sei dei nove dipartimenti boliviani. Si contano inoltre più di 75mila capi di bestiame perduti e 63 comunità che hanno dichiarato lo stato di emergenza a causa della scarsità d’acqua. Il presidente Paz ha avvertito che il fenomeno potrebbe determinare conseguenze particolarmente gravi, alternando lunghi periodi di siccità a precipitazioni intense e inondazioni.
A preoccupare ulteriormente è la prospettiva di un episodio di El Niño particolarmente intenso. Anche le Nazioni Unite hanno segnalato il rischio che il fenomeno raggiunga livelli eccezionali, con possibili ripercussioni su vaste aree del continente.


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