El Niño rinvia il picco a gennaio e spinge il jet stream verso valori record: inverno più tempestoso negli Stati Uniti?

L’ultimo aggiornamento ECMWF prevede un’anomalia di circa +4,1 °C nell’indice Niño 3.4 a gennaio 2027 e mostra venti eccezionalmente intensi in quota sul Pacifico e lungo la fascia meridionale degli Stati Uniti

Le nuove mappe stagionali ECMWF delineano uno scenario di forte attività del getto subtropicale tra dicembre e marzo. La fascia di venti in quota sul Pacifico si estenderebbe verso il Nord America e attraverserebbe gli Stati Uniti meridionali, con valori previsti insolitamente elevati da un mese all’altro e segnali da record soprattutto tra gennaio e marzo. La prospettiva è coerente con l’influenza attesa di un El Niño molto intenso, che può modificare la circolazione atmosferica su vaste aree del pianeta.

Le mappe mostrano i venti zonali a 200 hPa, a circa 12 chilometri di quota, e confrontano la previsione con le simulazioni retrospettive, o hindcast, del periodo 1981-2025. Il giallo identifica le aree oltre il 90° percentile, l’arancione quelle oltre il 95° percentile e il porpora i valori record rispetto a quella serie di riferimento. Il confronto descrive quindi un segnale eccezionale nella climatologia del modello: non si tratta di record già osservati al suolo e non significa che la posizione e l’intensità di ogni futura perturbazione siano prevedibili con mesi di anticipo.

El Niño sposta il massimo previsto a gennaio

L’ultimo aggiornamento ECMWF ha spostato a gennaio 2027 il picco atteso dell’evento, con un’anomalia di circa +4,1°C nell’indice Niño 3.4, che misura lo scarto della temperatura superficiale del Pacifico equatoriale centrale rispetto alla media. Nella precedente proiezione il massimo era atteso circa un mese prima: il cambiamento riflette l’aggiornamento delle simulazioni, non un picco già osservato, e il valore resta soggetto a incertezza. La proiezione indica comunque un El Niño eccezionalmente intenso, destinato a restare influente anche dopo il massimo del riscaldamento oceanico.

Jet stream winds December

Tra i fattori che possono sostenere il riscaldamento figurano le anomalie dei venti occidentali lungo l’equatore, che favoriscono lo spostamento verso est delle acque calde accumulate nel Pacifico. Il fenomeno nasce dall’interazione tra oceano e atmosfera: venti e temperature marine si influenzano reciprocamente e possono contribuire a mantenere o intensificare l’evento. NOAA indica una probabilità elevata che El Niño rimanga forte o molto forte almeno fino al trimestre gennaio-marzo 2027, pur sottolineando che gli effetti attesi non sono garantiti in ogni regione o stagione.

Come il riscaldamento tropicale può intensificare il jet

Quando le acque del Pacifico equatoriale si scaldano, cambiano anche la distribuzione e l’intensità delle aree temporalesche. La convezione più profonda libera calore negli strati alti dell’atmosfera e contribuisce a modificare la circolazione tropicale e il contrasto di temperatura tra tropici e medie latitudini. Questo può rafforzare il getto subtropicale o modificarne la posizione, mentre le onde atmosferiche su scala planetaria concorrono a definire dove il flusso diventa più intenso. Il legame fisico è ben conosciuto, ma la risposta non è identica in ogni evento di El Niño e dipende anche da altri elementi della circolazione.

Jet stream winds January

Durante gli inverni influenzati da El Niño, il ramo del jet stream sul Pacifico tende spesso a spingersi più a est e a disporsi più a sud. Una corrente più estesa e intensa può guidare le perturbazioni verso la fascia meridionale degli Stati Uniti, dal Sud-Ovest in direzione del Golfo del Messico e della costa atlantica. Per questo le proiezioni suggeriscono una stagione potenzialmente più dinamica e piovosa in alcune aree occidentali, meridionali e orientali del Paese. Anche l’outlook NOAA per l’inverno 2026-2027 favorisce precipitazioni stagionali sopra la media in una parte del Sud, dal Sud-Ovest al Sud-Est, e lungo la costa orientale.

Un segnale stagionale, non la previsione di tempeste continue

Un jet stream più forte non significa che ogni Stato interessato avrà lo stesso tempo o che le tempeste si susseguiranno senza interruzione. La corrente può ondulare, accelerare in alcuni tratti e rallentare in altri; la traiettoria delle perturbazioni dipende dalla configurazione della pressione, dalla disponibilità di aria fredda e umida e dalle condizioni locali. Le mappe descrivono quindi una predisposizione stagionale a una circolazione più attiva, non indicano quando si formerà una specifica tempesta, dove passerà o quanta pioggia cadrà in una determinata città.

Jet stream winds February

Anche il rischio di alluvioni non si può dedurre direttamente dall’anomalia del jet: dipenderà dagli episodi concreti, dalla loro durata e dalla risposta dei bacini idrografici e del territorio. Una stagione con precipitazioni superiori alla media può comprendere periodi asciutti alternati a singoli eventi intensi, con conseguenze molto diverse da zona a zona.

La possibile influenza sull’Europa

L’evoluzione del Pacifico può ripercuotersi anche sull’Atlantico e sull’Europa attraverso grandi onde atmosferiche che collegano regioni molto lontane. In alcuni inverni El Niño è associato a una circolazione occidentale più intensa sull’Europa occidentale, ma la risposta cambia nel corso della stagione e non può essere ricavata direttamente dalle mappe del jet sugli Stati Uniti. Entrano in gioco anche l’oscillazione nord-atlantica, la circolazione stratosferica e gli eventuali blocchi atmosferici; per valutare gli effetti sul nostro continente servono quindi le proiezioni specifiche per il settore euro-atlantico e i loro aggiornamenti.

Il nuovo rinvio del picco di El Niño a gennaio rende plausibile che le sue teleconnessioni restino influenti nella seconda parte dell’inverno e all’inizio della primavera. È un elemento coerente con le mappe ECMWF, che indicano venti eccezionalmente intensi sul Pacifico e lungo la fascia meridionale degli Stati Uniti per più mesi. La previsione stagionale offre un quadro di probabilità e tendenze su larga scala: il comportamento reale dell’atmosfera, e gli effetti sulle singole regioni, andranno verificati con gli aggiornamenti dei prossimi mesi.