Il Giappone accelera i propri investimenti nella sicurezza spaziale e punta a sviluppare razzi di piccole dimensioni capaci di portare rapidamente in orbita satelliti sostitutivi, nel caso in cui quelli operativi vengano attaccati o smettano di funzionare. Il Ministero della Difesa ha avviato una raccolta di proposte di ricerca rivolta alle aziende private, mettendo a disposizione circa 70 milioni di yen, equivalenti a 400mila euro, per l’anno fiscale in corso. La selezione terrà conto dei costi di sviluppo, delle tecniche produttive e dei tempi necessari alla realizzazione dei vettori. L’individuazione del contraente è prevista entro il prossimo febbraio.
“Da un punto di vista della sicurezza, è fondamentale ripristinare rapidamente la funzionalità dei satelliti, soprattutto nelle emergenze“, ha dichiarato il Ministro della Difesa Shinjiro Koizumi, evidenziando l’importanza di garantire un accesso rapido allo Spazio. La strategia risponde anche alla necessità di ridurre la dipendenza tecnologica dall’estero: secondo il governo, circa la metà dei lanci satellitari giapponesi si affida attualmente a razzi stranieri. Tokyo dispone inoltre di una piccola costellazione di satelliti per il monitoraggio degli obiettivi, mentre crescono le preoccupazioni per lo sviluppo, da parte di Cina e Russia, di satelliti cosiddetti “killer”, potenzialmente in grado di attaccare e disabilitare le infrastrutture spaziali di altri Paesi. Oltre a rafforzare la sicurezza nazionale, il progetto punta a stimolare l’innovazione delle imprese private e a sostenere l’industria spaziale, considerata dal governo del premier Sanae Takaichi un settore strategico per la crescita economica e tecnologica del Paese.


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