Giappone, record di nascite da genitori stranieri: superata quota 23mila nel 2025

Per il terzo anno consecutivo cresce il numero dei bambini nati da residenti stranieri, mentre le nascite da genitori giapponesi scendono al minimo storico

Il Giappone si trova ad affrontare una trasformazione demografica sempre più evidente. Nel 2025 le nascite da genitori giapponesi sono scese a 671.270, il livello più basso mai registrato, mentre quelle da residenti stranieri hanno superato quota 23mila, segnando un nuovo record per il terzo anno consecutivo. È quanto emerge dai dati del ministero della Salute, elaborati dall’emittente pubblica Nhk, secondo cui Tokyo è la prefettura con il maggior numero di nascite da stranieri, oltre 4.100, seguita da Aichi e Saitama.

La presenza dei nuovi nati stranieri è in aumento anche a livello locale. Secondo l’analisi condotta da Nhk su 815 città e circoscrizioni, nel 2019 erano appena dieci i comuni in cui questi bambini rappresentavano più del 10% delle nascite complessive. Nel 2025 il numero è salito a 31. A livello nazionale la quota supera di poco il 3%, ma in alcune aree raggiunge percentuali ben più elevate: ad Atami, nella prefettura di Shizuoka, sfiora il 25%, mentre a Joso, in Ibaraki, arriva al 22,5% e a Warabi, nel Saitama, al 21,2%.

Tra le principali ragioni del fenomeno vi è l’aumento dei lavoratori stranieri che risiedono in Giappone con permessi che consentono il ricongiungimento familiare. Una presenza destinata ad assumere un ruolo sempre più importante in un Paese alle prese con il declino demografico e la carenza di manodopera.

Secondo Kondo Atsushi, professore all’Università di Meijo, i minori stranieri cresciuti in Giappone potrebbero diventare una risorsa fondamentale per le comunità locali. Per questo, ha sottolineato all’emittente Nhk, è necessario garantire condizioni e opportunità di crescita e sviluppo paritarie a tutti i bambini, indipendentemente dalla loro origine.

Il cambiamento avviene tuttavia in un contesto politico caratterizzato da un crescente irrigidimento delle norme sull’immigrazione. Alla fine del 2025 i cittadini stranieri residenti nel Paese erano circa 4,12 milioni, pari al 3,36% della popolazione totale. Il governo della premier Sanae Takaichi ha intanto rafforzato le restrizioni per ottenere la residenza permanente: da ottobre sono stati innalzati i requisiti reddituali, con una soglia aumentata di quasi una volta e mezza rispetto ai parametri precedenti, e introdotti criteri più severi in materia di previdenza e conoscenza della lingua giapponese.

Un doppio scenario che mette in evidenza le contraddizioni della sfida demografica giapponese: mentre il Paese registra sempre meno nascite tra la popolazione autoctona, cresce il contributo delle famiglie straniere. Una realtà che potrebbe rivelarsi decisiva per il futuro delle comunità locali e per la tenuta sociale ed economica del Giappone.