Idroelettrico, il Piemonte conquista il primato italiano: 1.106 impianti e una nuova frontiera per le rinnovabili

Legambiente premia il progetto Edison di Montalto Dora che produce energia pulita sfruttando infrastrutture già esistenti senza aumentare i prelievi d’acqua, con una produzione annua sufficiente per circa 2.800 famiglie e 5.000 tonnellate di CO₂ evitate

Il Piemonte è la prima regione italiana per numero di impianti idroelettrici e si conferma uno dei territori di riferimento nella produzione di energia rinnovabile attraverso lo sfruttamento della risorsa idrica. Con 1.106 impianti e una potenza complessiva di 3.909 MW, la regione concentra oltre il 22% delle installazioni presenti sul territorio nazionale, contribuendo a coprire il 26,8% dei consumi elettrici regionali. Un primato che si accompagna a esperienze innovative nel settore del piccolo idroelettrico, come quella della centrale Montalto 2 di Edison, a Montalto Dora, in provincia di Torino, riconosciuta da Legambiente come una delle migliori pratiche nazionali di transizione ecologica. Il riconoscimento arriva nell’ambito della campagna nazionale “I cantieri della transizione ecologica”, che ha raggiunto la sua 49ª tappa proprio a Montalto Dora, con un’iniziativa realizzata insieme a Edison. L’impianto, entrato in funzione nel 2024, è il primo esempio di mini-idroelettrico censito dalla campagna e rappresenta un’esperienza di particolare interesse per la capacità di recuperare il potenziale energetico di infrastrutture già esistenti, senza aumentare i prelievi d’acqua dal fiume e prestando attenzione alle caratteristiche ambientali del territorio.

Idroelettrico in Piemonte, il primato nazionale con oltre 1.100 impianti

I dati elaborati da Terna e riferiti al 2025 evidenziano il peso del Piemonte nel panorama idroelettrico italiano. Dei 4.953 impianti presenti complessivamente nel Paese, ben 1.106 si trovano sul territorio piemontese, considerando sia il grande sia il piccolo idroelettrico. Si tratta di una quota superiore al 22% del totale nazionale, che colloca la regione al primo posto della graduatoria italiana per numero di installazioni. Alle spalle del Piemonte si posizionano il Trentino-Alto Adige, con 906 impianti, e la Lombardia, con 766. La potenza idroelettrica installata in Piemonte raggiunge complessivamente i 3.909 MW, mentre la produzione da questa fonte è in grado di soddisfare il 26,8% dei consumi elettrici regionali. Numeri che restituiscono la rilevanza di una tecnologia consolidata, ma ancora al centro di progetti di innovazione finalizzati a migliorare l’efficienza delle infrastrutture e a valorizzare le risorse disponibili. In questo contesto si inserisce la scelta di Legambiente di dedicare una tappa della propria campagna nazionale alla centrale Montalto 2, individuata come esempio concreto di come la produzione di energia pulita possa essere sviluppata anche attraverso il recupero e l’ottimizzazione di opere idrauliche già presenti sul territorio.

Montalto 2, la centrale Edison che produce energia senza aumentare i prelievi d’acqua

La caratteristica principale della centrale idroelettrica Montalto 2 riguarda il suo rapporto con un’infrastruttura storica. L’impianto utilizza infatti la derivazione idraulica realizzata nel 1934 per la centrale di Montalto Dora, recuperandone il potenziale energetico attraverso una nuova soluzione tecnologica. Il progetto sfrutta le stesse portate d’acqua del fiume Dora Baltea precedentemente utilizzate dall’impianto esistente, senza incrementarle o modificarle. Questo consente di ottenere ulteriore energia rinnovabile attraverso un sistema già operativo, senza introdurre variazioni complessive al regime delle portate derivate per il sistema idroelettrico. La nuova centrale è stata progettata puntando sull’innovazione tecnologica, sull’efficienza energetica e sull’integrazione con il paesaggio naturalistico circostante. L’intervento ha permesso di valorizzare un asset storico di Edison attraverso un’infrastruttura caratterizzata da un ingombro superficiale ridotto, limitando l’alterazione della percezione dei luoghi. Proprio la possibilità di recuperare energia da infrastrutture esistenti senza aumentare lo sfruttamento della risorsa idrica costituisce uno degli elementi che hanno portato Legambiente a inserire Montalto 2 tra le migliori esperienze nazionali individuate dalla propria campagna itinerante, avviata nel 2023 e sviluppata attraverso tappe in diverse aree del Paese.

Come funziona la centrale Montalto 2: energia elettrica da un salto d’acqua di 3,35 metri

Dal punto di vista tecnico, Montalto 2 è un impianto idroelettrico ad acqua fluente, progettato per utilizzare un salto idraulico di appena 3,35 metri. Una differenza di quota contenuta, ma sufficiente a consentire la produzione di energia elettrica attraverso una tecnologia specificamente adatta alle caratteristiche dell’infrastruttura. Il funzionamento si basa sulla trasformazione dell’energia dell’acqua in elettricità. Il salto idraulico permette di azionare una turbina Kaplan ad asse orizzontale, che converte l’energia dell’acqua in energia meccanica. Quest’ultima viene successivamente trasformata in energia elettrica attraverso un generatore collegato alla turbina. Una volta attraversato il sistema di produzione, l’acqua viene restituita alla Dora Baltea attraverso il tratto terminale del canale. Il processo avviene senza modificare complessivamente le portate derivate dal fiume per il sistema idroelettrico, consentendo di migliorare l’utilizzo energetico della derivazione storica. Secondo i dati forniti da Edison, la centrale presenta una producibilità media di circa 7,7 GWh all’anno, una quantità di energia elettrica rinnovabile in grado di soddisfare il fabbisogno di circa 2.800 famiglie. La produzione permette inoltre di evitare l’emissione di circa 5.000 tonnellate di CO₂, contribuendo alla riduzione dei gas serra rispetto a una produzione elettrica equivalente ottenuta da fonti fossili.

La tutela della Dora Baltea e il monitoraggio del deflusso ecologico

Accanto alla produzione energetica, il progetto Montalto 2 prevede un’attività di monitoraggio delle condizioni idrologiche ed ecologiche, finalizzata a favorire una gestione attenta dell’infrastruttura e del contesto territoriale in cui è inserita. Il monitoraggio rientra in una sperimentazione più ampia dedicata al deflusso ecologico della Dora Baltea, che coinvolge anche la Regione, l’area metropolitana di Torino e l’Arpa. Le attività interessano l’intero tratto del corso d’acqua fino alla sua confluenza con il Po, con l’obiettivo di approfondire le condizioni idrologiche ed ecologiche del sistema fluviale. La gestione della risorsa idrica costituisce infatti uno degli aspetti centrali nella valutazione della sostenibilità degli impianti idroelettrici. La produzione di elettricità da fonte rinnovabile deve confrontarsi con le esigenze di conservazione degli ecosistemi acquatici e con le caratteristiche dei territori attraversati dai corsi d’acqua. L’esperienza di Montalto Dora si distingue per l’utilizzo di una derivazione già esistente e per l’attenzione dedicata al controllo delle condizioni ambientali. Un approccio che associa il miglioramento dell’efficienza energetica alla gestione responsabile dell’acqua, senza incrementare i volumi derivati dal fiume.

Legambiente: “un esempio replicabile nei canali artificiali e irrigui”

La centrale piemontese è stata scelta come protagonista della 49ª tappa della campagna “I cantieri della transizione ecologica”, attraverso la quale Legambiente sta censendo dal 2023 le esperienze più significative legate alla trasformazione sostenibile del sistema produttivo ed energetico nazionale. Il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, sottolinea l’importanza dell’idroelettrico nel percorso di sviluppo delle fonti rinnovabili, richiamando allo stesso tempo la necessità di valutare attentamente gli effetti ambientali delle infrastrutture. “Nel panorama delle fonti rinnovabili l’idroelettrico – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – rappresenta un asset importante nel nuovo sistema energetico basato sulle fonti pulite su cui occorre prestare attenzione analizzando sia le potenzialità sia le criticità. Le centrali idroelettriche trasformano l’energia dell’acqua in energia elettrica ed è importante che tengano conto dell’ambiente e del territorio circostante. Da questo punto di vista la centra mini-idroelettrica Montalto 2 al centro della nostra 49esima tappa della nostra campagna itinerante tra i cantieri della transizione ecologica ben racconta come sia possibile coniugare produzione da fonti pulite con un basso impatto sul territorio. Per questo a nostro avviso rappresenta un esempio che si può replicare in corrispondenza di canali artificiali sia idroelettrici che irrigui, e in grado di utilizzare piccoli salti d’acqua per la produzione rinnovabile”. Il riferimento alla replicabilità del modello riguarda in particolare le opportunità offerte dai canali artificiali, sia idroelettrici sia irrigui, nei quali la presenza di piccoli salti d’acqua può rappresentare una possibilità di produzione energetica. La valorizzazione delle opere già realizzate viene così indicata come una delle strade percorribili per sviluppare nuova capacità rinnovabile attraverso interventi capaci di contenere l’impatto sul territorio.

Edison punta sull’innovazione idroelettrica e sulla valorizzazione degli impianti storici

Per Edison, il progetto Montalto 2 si inserisce in una tradizione industriale che risale alla fine dell’Ottocento, quando la società realizzò alcune delle prime centrali idroelettriche italiane. Un percorso che prosegue oggi attraverso interventi finalizzati a migliorare l’efficienza delle infrastrutture e a sviluppare soluzioni maggiormente integrate nell’ambiente. L’amministratore delegato di Edison, Nicola Monti, evidenzia il valore strategico della produzione idroelettrica e la necessità di coniugare l’utilizzo della risorsa acqua con il rispetto degli ecosistemi. “L’idroelettrico è un settore di grande importanza strategica: è la prima fonte rinnovabile al mondo e valorizza una risorsa come l’acqua, il cui utilizzo richiede competenze specifiche e un forte senso di responsabilità. Edison vanta una lunga tradizione in questo settore, avendo realizzato le prime centrali del Paese sul finire dell’Ottocento, e ancora oggi continua a puntare sull’innovazione, valorizzando le infrastrutture esistenti e realizzando impianti sempre più integrati nell’ambiente, come Montalto 2. Vogliamo contribuire a una ‘transizione energetica diffusa’, capace di rendere protagonisti i territori e di coniugare produzione di energia rinnovabile, uso efficiente delle risorse e rispetto degli ecosistemi”, ha dichiarato Nicola Monti, amministratore delegato di Edison. La strategia descritta da Edison attribuisce un ruolo centrale alla valorizzazione delle infrastrutture idroelettriche esistenti, attraverso soluzioni capaci di incrementarne l’efficienza e favorire una produzione energetica distribuita sul territorio. Nel caso di Montalto 2, questa impostazione si traduce nell’integrazione di una nuova centrale all’interno di un sistema di derivazione realizzato quasi un secolo fa.

Gli effetti sul territorio tra energia rinnovabile, occupazione e riqualificazione ambientale

La realizzazione della centrale Montalto 2 ha prodotto ricadute positive sul territorio sotto il profilo economico, occupazionale e ambientale. Il progetto ha consentito di sviluppare una nuova produzione locale di elettricità da fonte rinnovabile, valorizzando al tempo stesso una risorsa già utilizzata per finalità energetiche. Tra gli elementi qualificanti dell’intervento figura la scelta di un’infrastruttura con ridotto ingombro superficiale, progettata per integrarsi nel contesto paesaggistico e contenere le modifiche alla percezione dei luoghi. La realizzazione dell’impianto è stata inoltre accompagnata da attività di riqualificazione e ripristino delle aree interessate dai lavori. Sotto il profilo ambientale, il contributo della centrale riguarda la produzione di energia elettrica senza ricorrere a fonti fossili e la conseguente riduzione delle emissioni climalteranti. A questo risultato si affianca la gestione della risorsa idrica attraverso un sistema che non richiede l’incremento delle portate già derivate dalla Dora Baltea. Le attività di monitoraggio idrologico ed ecologico completano il quadro degli interventi associati alla centrale, contribuendo alla gestione sostenibile dell’infrastruttura nel tempo. Il riconoscimento assegnato da Legambiente colloca così Montalto 2 tra i progetti nazionali di riferimento per il mini-idroelettrico, in una regione che già detiene il primato italiano per diffusione degli impianti e nella quale la valorizzazione del patrimonio idroelettrico esistente rappresenta una componente importante della produzione di energia rinnovabile.