Il 1° novembre 1962, nel pieno della competizione tecnologica tra Stati Uniti e Unione Sovietica, venne lanciata Mars 1, la prima sonda spaziale a intraprendere con successo un viaggio interplanetario in direzione di Marte. A portare avanti la missione fu l’Unione Sovietica, impegnata in quegli anni in una serrata corsa allo Spazio con gli Stati Uniti. Dopo i primi successi ottenuti con i satelliti artificiali e le missioni lunari, l’obiettivo delle due superpotenze era ormai quello di raggiungere i pianeti del Sistema Solare.
La sonda Mars 1 era stata progettata per avvicinarsi al Pianeta Rosso, fotografarne la superficie e raccogliere preziose informazioni scientifiche. Tra gli obiettivi figuravano lo studio del campo magnetico marziano, delle radiazioni cosmiche, delle particelle presenti nello spazio interplanetario e delle caratteristiche dell’ambiente circostante il pianeta. Il lancio avvenne regolarmente e la sonda riuscì a lasciare l’orbita terrestre, iniziando il suo lungo viaggio verso Marte. Tuttavia, fin dalle prime fasi emersero alcuni problemi tecnici. Un’anomalia nel sistema di controllo dell’orientamento rese necessario ricorrere a un sistema giroscopico di riserva, limitando anche la possibilità di effettuare successive correzioni di traiettoria.
Nonostante le difficoltà, Mars 1 riuscì a trasmettere alla Terra numerosi dati scientifici, contribuendo alla conoscenza dello Spazio interplanetario. Per diversi mesi i tecnici sovietici continuarono a ricevere i segnali della sonda, seguendone il percorso a milioni di chilometri dal nostro pianeta. Poi, il 21 marzo 1963, arrivò l’interruzione definitiva delle comunicazioni. In quel momento Mars 1 si trovava a circa 106 milioni di km dalla Terra. Il collegamento radio era andato perduto, probabilmente a causa di un malfunzionamento del sistema di orientamento, e da quel momento non fu più possibile controllare la missione né ricevere ulteriori informazioni.
La sonda, tuttavia, non si fermò. Proseguì il suo viaggio nello Spazio e il 19 giugno 1963 transitò nelle vicinanze di Marte, passando a circa 197mila km dal pianeta. L’avvicinamento avvenne però senza alcuna possibilità di comunicazione con la Terra e senza trasmettere immagini o dati scientifici relativi al sorvolo. Dal punto di vista degli obiettivi principali, la missione fu dunque un insuccesso. Eppure, il suo valore storico e scientifico rimase significativo: Mars 1 dimostrò che era possibile inviare una sonda oltre l’orbita terrestre e mantenerla operativa per mesi durante un viaggio interplanetario. Per assistere al primo sorvolo di Marte coronato da successo e alla trasmissione delle prime immagini ravvicinate del pianeta bisognerà attendere il 14 luglio 1965, quando la sonda statunitense Mariner 4 riuscirà nell’impresa, inviando alla Terra 21 fotografie.


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