Il Giappone accelera gli investimenti tecnologici nel Sud-est asiatico, puntando su intelligenza artificiale, semiconduttori e formazione di personale altamente specializzato per rafforzare la cooperazione economica con i Paesi della regione. A dieci anni dal lancio della strategia per un Indo-Pacifico libero e aperto, Tokyo consolida i rapporti con i partner asiatici attraverso progetti industriali e programmi di sviluppo delle competenze, in un’area che sta assumendo un’importanza sempre maggiore nelle catene globali di approvvigionamento delle tecnologie avanzate. Tra le iniziative più significative figurano la realizzazione di un campus di data center da 290 megawatt in Malesia, sviluppato dalla società giapponese Ntt Data, e il sostegno alla formazione di nuovi specialisti dei semiconduttori in Vietnam, dove il governo punta a preparare 50mila professionisti entro il 2030. Due progetti che rappresentano aspetti complementari della strategia giapponese: da una parte il rafforzamento delle infrastrutture digitali, dall’altra la costruzione di competenze professionali necessarie allo sviluppo delle industrie tecnologiche.
Giappone e Sud-est asiatico, la strategia per rafforzare la cooperazione tecnologica
La politica di cooperazione del Giappone con il Sud-est asiatico si inserisce nella strategia Free and Open Indo-Pacific (Foip), presentata nell’agosto 2016 dall’allora primo ministro giapponese Shinzo Abe durante la sesta Conferenza internazionale di Tokyo sullo sviluppo dell’Africa, la Ticad VI, organizzata a Nairobi. L’iniziativa nasce attorno ai principi di libertà, apertura, inclusività, diversità e rispetto dello Stato di diritto, con l’obiettivo di favorire condizioni di stabilità, crescita economica e prosperità condivisa nell’area indo-pacifica. Nel corso del decennio, la strategia ha progressivamente ampliato l’attenzione verso la collaborazione con i partner regionali, attribuendo un ruolo centrale ai rapporti con l’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean). In questo quadro, gli investimenti industriali e la collaborazione tecnologica diventano strumenti attraverso i quali Tokyo intende contribuire allo sviluppo delle economie locali e, contemporaneamente, consolidare le proprie relazioni con i Paesi asiatici. La cooperazione non riguarda soltanto la realizzazione di infrastrutture, ma comprende anche la formazione di professionisti, il trasferimento di competenze e il rafforzamento delle relazioni tra istituzioni, università e imprese.
Intelligenza artificiale e semiconduttori, perché il Sud-est asiatico è sempre più strategico
Uno degli ambiti principali della cooperazione riguarda le tecnologie digitali e la filiera dei semiconduttori, settori nei quali il Sud-est asiatico sta acquisendo un peso crescente nell’economia internazionale. L’espansione delle applicazioni legate all’intelligenza artificiale e la crescente importanza dei chip stanno contribuendo a rafforzare il ruolo della regione nelle strategie industriali delle aziende tecnologiche globali. Alla base di questa evoluzione c’è anche la necessità, per numerose imprese internazionali, di diversificare le catene di approvvigionamento e ridurre la dipendenza dalla Cina. Il Sud-est asiatico rappresenta quindi un’area di crescente interesse per lo sviluppo di nuove infrastrutture digitali e per la costruzione di un sistema industriale capace di sostenere la domanda di tecnologie avanzate. Il Giappone si inserisce in questo processo attraverso investimenti e programmi di collaborazione che coinvolgono diversi Paesi dell’Asean, valorizzando le opportunità offerte dalle economie locali e contribuendo alla crescita delle competenze necessarie per accompagnare l’evoluzione tecnologica della regione.
Malesia, Ntt Data realizza un campus di data center da 290 megawatt a Johor
Uno degli esempi più rilevanti dell’espansione tecnologica nel Sud-est asiatico arriva dalla Malesia, dove lo Stato di Johor, situato al confine con Singapore, sta diventando un importante polo per lo sviluppo dei data center. La disponibilità di terreni, i costi energetici relativamente più contenuti e l’afflusso di investimenti internazionali hanno contribuito a rendere quest’area particolarmente interessante per le aziende impegnate nella realizzazione di infrastrutture destinate all’elaborazione e alla gestione di grandi quantità di dati. Tra le società presenti figura la giapponese Ntt Data, impegnata nello sviluppo di un campus di data center con una capacità energetica prevista di 290 megawatt. Il progetto rappresenta un investimento nelle infrastrutture digitali della regione e si inserisce nella crescente domanda di capacità di elaborazione legata all’evoluzione dei sistemi informatici e dell’intelligenza artificiale. Secondo il programma previsto, il primo edificio del campus dovrebbe entrare in funzione nell’aprile 2027. L’infrastruttura sarà caratterizzata anche dall’impiego di tecnologie di raffreddamento a liquido, una soluzione pensata per rispondere alle esigenze dei sistemi di intelligenza artificiale, che richiedono capacità di elaborazione sempre maggiori. Il progetto di Johor evidenzia il ruolo assunto dalla Malesia nello sviluppo delle infrastrutture digitali del Sud-est asiatico e la presenza delle aziende giapponesi in un settore considerato centrale per la trasformazione tecnologica dell’economia regionale.
Vietnam, l’obiettivo è formare 50mila professionisti dei semiconduttori entro il 2030
Accanto agli investimenti nelle infrastrutture, un altro pilastro della cooperazione giapponese riguarda lo sviluppo delle competenze nel settore dei semiconduttori. In questo ambito assume particolare importanza il Vietnam, che ha fissato l’obiettivo di formare 50mila professionisti specializzati entro il 2030. La preparazione di personale qualificato costituisce un elemento fondamentale per sostenere la crescita del comparto e favorire la costruzione di un ecosistema industriale dei semiconduttori nel Paese. La strategia vietnamita punta infatti a rafforzare le competenze disponibili a livello locale, accompagnando lo sviluppo delle attività tecnologiche e industriali. Il Giappone contribuisce al raggiungimento di questo obiettivo attraverso la Vietnam Japan University, che nell’ottobre 2025 ha avviato un programma specificamente dedicato alla formazione di specialisti del settore. Il percorso formativo ha già coinvolto due gruppi di partecipanti: 106 studenti nel primo corso e 107 nel secondo. L’iniziativa si inserisce nella collaborazione tra Giappone e Vietnam per lo sviluppo di professionalità in grado di operare in un comparto tecnologico di crescente rilevanza internazionale.
Semiconduttori, università e aziende internazionali al centro della collaborazione tra Tokyo e Hanoi
Il programma sostenuto dal Giappone attraverso la Vietnam Japan University non si limita alla preparazione accademica, ma si colloca in una più ampia strategia di rafforzamento delle competenze industriali e tecnologiche vietnamite. La cooperazione mira infatti a favorire lo sviluppo di un sistema capace di collegare la formazione specialistica alle necessità delle imprese, anche attraverso la collaborazione con le aziende internazionali presenti in Vietnam. L’obiettivo è contribuire alla disponibilità di personale qualificato e sostenere la crescita delle attività legate ai semiconduttori. Un ulteriore elemento riguarda la possibilità di creare opportunità professionali in Giappone e negli altri Paesi della regione, favorendo la circolazione delle competenze e il consolidamento dei rapporti tra i diversi sistemi economici. La formazione rappresenta così uno strumento attraverso il quale la collaborazione tra Tokyo e Hanoi può contribuire non soltanto allo sviluppo dell’industria vietnamita, ma anche alla costruzione di legami professionali e istituzionali destinati a rafforzare le relazioni tra i due Paesi.
La strategia Indo-Pacifico del Giappone punta su investimenti, formazione e relazioni tra i Paesi dell’Asean
A dieci anni dalla presentazione della Free and Open Indo-Pacific, il Giappone continua dunque a sviluppare una strategia che associa la cooperazione economica alla crescita tecnologica e alla valorizzazione delle risorse umane. Gli investimenti nei data center in Malesia e i programmi di formazione nel settore dei semiconduttori in Vietnam mostrano come la collaborazione con il Sud-est asiatico si stia articolando attorno a esigenze differenti ma strettamente collegate: potenziare le infrastrutture necessarie all’economia digitale e preparare professionisti capaci di sostenere l’evoluzione delle industrie avanzate. In questa prospettiva, Tokyo attribuisce un’importanza particolare anche alle relazioni tra le persone, considerate essenziali per costruire una cooperazione stabile e duratura. La formazione, gli scambi professionali e la collaborazione tra realtà industriali e accademiche diventano quindi parte integrante del percorso di rafforzamento dei rapporti con l’Asean. La strategia giapponese punta così a contribuire alla crescita economica e alla prosperità condivisa del Sud-est asiatico, consolidando il ruolo della cooperazione tecnologica e dello sviluppo delle competenze nelle relazioni tra il Giappone e i suoi partner regionali.


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