Oggi uno dei principali telescopi spaziali della NASA è precipitato sulla Terra, ponendo fine a una missione durata 22 anni dedicata allo studio delle più grandi esplosioni dell’Universo. La U.S. Space Force ha confermato il rientro dell’Osservatorio Swift nei pressi dell’Indonesia, dopo averne monitorato la progressiva perdita di quota, causata dall’intensa attività solare degli ultimi anni. Non è ancora chiaro quanta parte del veicolo, dal peso di una tonnellata e mezza, sia bruciata durante l’ingresso nell’atmosfera; la NASA ipotizza che alcuni dei componenti più densi possano essere sopravvissuti.
La missione di salvataggio fallita
La fine dell’Osservatorio Swift è giunta a meno di tre mesi dal fallimento di un audace tentativo di salvataggio. La NASA aveva incaricato un’azienda privata di organizzare una manovra per innalzare l’orbita del satellite, ma il veicolo robotico a tre bracci, sviluppato da Katalyst Space, ha riscontrato problemi dopo il lancio a luglio, finendo per precipitare a settembre.
Una missione molto più lunga del previsto
Swift era stato lanciato in orbita nel 2004 per una missione che, inizialmente, avrebbe dovuto durare due anni e concentrarsi sullo studio dei lampi di raggi gamma e dell’esplosione di stelle. Nel corso di una missione durata undici volte più del previsto, ha osservato migliaia di questi fenomeni, fungendo da “primo soccorritore” per altri telescopi in grado di condurre analisi più approfondite.
Anche Hubble ha bisogno di un salvataggio
Attualmente, la NASA sta valutando l’interesse del settore privato verso una possibile missione di salvataggio per un altro osservatorio, la cui orbita è compromessa dalle tempeste solari: il telescopio spaziale Hubble. Lanciato nel 1990, secondo analisi recenti, Hubble è destinato a precipitare sulla Terra entro la metà degli anni ’30. L’agenzia spaziale sta raccogliendo proposte da aziende private su come intervenire: innalzare l’orbita di Hubble, aggiornarne i sistemi, guidarne un rientro controllato, o una combinazione di queste opzioni. Un’eventuale missione di questo tipo dovrebbe essere realizzata entro il 2032.
A differenza del tentativo per Swift, organizzato in tempi stretti, la NASA dispone di un margine di tempo maggiore per esplorare le opzioni per salvare Hubble, ha spiegato Nicky Fox, responsabile delle missioni scientifiche della NASA. “Hubble ha ancora davanti a sé importanti obiettivi scientifici”, ha dichiarato l’amministratore della NASA Jared Isaacman, “ed è nostro dovere valutare ogni concreta opportunità per consentirgli di continuare a fornire risultati il più a lungo possibile“.
