La stagione influenzale 2026-2027 è già entrata nel vivo, con un aumento delle infezioni respiratorie e una stima che supera i 500mila casi settimanali in Italia. A delineare il quadro è il virologo Fabrizio Pregliasco, che, sulla base degli ultimi dati disponibili in Lombardia, ha elaborato una proiezione nazionale in un momento in cui manca ancora un monitoraggio ufficiale aggiornato dell’andamento dei contagi nel Paese. I virus respiratori stanno circolando sempre più diffusamente, anche se l’influenza vera e propria non ha ancora assunto un ruolo predominante. A essere maggiormente colpiti sono soprattutto i bambini sotto i 5 anni, mentre l’avanzare della stagione fredda potrebbe favorire un ulteriore incremento delle infezioni. Il quadro epidemiologico si inserisce in una situazione particolare per il sistema sanitario italiano. Da otto mesi, infatti, non viene pubblicato il bollettino settimanale RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità, lo strumento che permetteva di seguire la diffusione dell’influenza, del Covid-19, del virus respiratorio sinciziale e degli altri agenti responsabili delle infezioni respiratorie acute. Una situazione che potrebbe sbloccarsi nei prossimi giorni, dopo l’annuncio del ministro della Salute Orazio Schillaci.
Influenza 2026-2027, Pregliasco stima oltre 500mila infezioni respiratorie a settimana
In assenza di dati nazionali aggiornati, l’analisi dell’andamento delle infezioni si basa sulle informazioni raccolte a livello regionale. Interpellato dall’Adnkronos Salute, Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’università Statale di Milano, ha preso come riferimento l’ultimo rapporto Influnews della Regione Lombardia. “Considerando che l’ultimo rapporto Influnews della Regione Lombardia indica circa 84.500 casi settimanali di infezione respiratoria acuta, proporzionando il dato lombardo su scala nazionale possiamo pensare a oltre 500mila casi in Italia”, calcola il virologo. Si tratta dunque di una stima ottenuta proiettando su scala nazionale i dati lombardi, non di un conteggio ufficiale dei casi rilevati in tutta Italia. Il dato riguarda inoltre l’insieme delle infezioni respiratorie acute e non esclusivamente quelle provocate dai virus influenzali. “Le infezioni respiratorie stanno aumentando”, osserva Pregliasco, precisando però che “l’influenza non ha ancora raggiunto una circolazione predominante”. Secondo l’esperto, “è ragionevole attendersi un’ulteriore crescita delle infezioni con l’avanzare della stagione fredda, anche se non possiamo prevedere con precisione quando arriverà il picco”. Nel corso dell’incontro promosso a settembre da Assosalute, l’Associazione nazionale farmaci di automedicazione, il virologo aveva ipotizzato una stagione influenzale “meno pesante degli ultimi anni”, ma comunque caratterizzata da “almeno 12-14 milioni di casi attesi”. Una previsione ancora “da profilare meglio in funzione dell’andamento delle temperature”.
Virus respiratori in aumento, i dati della Lombardia e il confronto con il 2025
Gli ultimi dati disponibili per la Lombardia mostrano una crescita delle infezioni già nelle prime settimane della stagione autunnale. Nella 44ª settimana del 2026, compresa tra il 26 ottobre e il 1° novembre, sono stati stimati 84.552 casi di infezioni respiratorie acute, con un’incidenza pari a 8,4 casi ogni mille abitanti. Il valore risulta in aumento rispetto alla settimana precedente e superiore al dato nazionale registrato nello stesso periodo del 2025, quando il bollettino RespiVirNet indicava un’incidenza di 7,28 casi ogni mille abitanti nella settimana compresa tra il 27 ottobre e il 2 novembre. Il confronto mette in relazione il dato lombardo del 2026 con quello nazionale dell’anno precedente e non consente, da solo, di misurare l’effettivo incremento dei contagi sull’intero territorio italiano. Resta tuttavia significativo il segnale di una circolazione già consistente dei virus respiratori. “Siamo ancora in una fase di intensità basale”, osserva Pregliasco, sottolineando che i virus stanno comunque già circolando e provocando numerosi episodi di malattia.
Influenza nei bambini, sotto i 5 anni incidenza tre volte superiore alla media
Una delle informazioni più rilevanti riguarda la diffusione delle infezioni respiratorie tra i più piccoli. In Lombardia, nella fascia di età inferiore ai 5 anni, l’incidenza ha raggiunto i 25 casi ogni mille assistiti, un valore circa tre volte superiore rispetto a quello generale. Il dato conferma come i bambini piccoli rappresentino una delle fasce maggiormente interessate dalla circolazione dei virus respiratori in questa fase della stagione. Pregliasco richiama però l’attenzione anche sulla necessità di distinguere le diverse infezioni, perché i sintomi respiratori più comuni non sono necessariamente riconducibili all’influenza stagionale. “Siamo entrati nella stagione dei virus respiratori, ma attenzione: non tutto quello che chiamiamo influenza è davvero influenza”, precisa il virologo.
Rhinovirus, parainfluenza, Covid e adenovirus: quali virus stanno circolando
Le analisi effettuate sui campioni raccolti dai medici sentinella in Lombardia permettono di identificare i principali responsabili delle infezioni respiratorie attualmente in circolazione. Il virus individuato più frequentemente è il rhinovirus, identificato nel 35,3% dei campioni analizzati. Seguono i virus parainfluenzali, presenti nel 23,5% dei campioni, e gli adenovirus, rilevati nell’11,8%. Risultano inoltre presenti i coronavirus stagionali e il Sars-CoV-2, responsabile del Covid-19, entrambi identificati nel 5,9% dei campioni. La sorveglianza condotta nei Pronto soccorso conferma una circolazione importante di rhinovirus ed enterovirus, mentre i virus influenzali rappresentano ancora una componente minoritaria. In particolare, l’influenza A è stata riscontrata nel 2,1% dei tamponi effettuati nei Pronto soccorso e l’influenza B nello 0,7%. “Questi dati ci spiegano perché tante persone abbiano tosse, raffreddore e mal di gola senza necessariamente avere l’influenza”, evidenzia Pregliasco. L’influenza stagionale è quindi già presente, ma non costituisce ancora la causa principale delle infezioni respiratorie osservate. Il quadro è caratterizzato dalla contemporanea diffusione di diversi virus, capaci di provocare manifestazioni cliniche simili.
Non solo influenza: circolano anche i virus gastrointestinali
Accanto alle infezioni respiratorie, in questa fase si registrano anche malattie provocate da virus gastrointestinali, tra cui i norovirus, che possono causare vomito, diarrea e crampi addominali. Si tratta di infezioni differenti da quelle respiratorie, ma che possono manifestarsi nello stesso periodo, soprattutto all’interno delle famiglie e nelle comunità. La coesistenza di più agenti virali contribuisce a rendere complesso il quadro sanitario stagionale. La presenza di febbre, malessere generale o disturbi gastrointestinali non permette infatti di attribuire automaticamente i sintomi all’influenza.
Bollettino RespiVirNet fermo da otto mesi, Schillaci annuncia la ripartenza
Mentre aumentano le infezioni, resta aperta la questione del monitoraggio nazionale dei virus respiratori. La stagione 2026-2027 è cominciata senza il consueto aggiornamento settimanale RespiVirNet, diffuso ogni venerdì dall’Istituto superiore di sanità nel periodo compreso tra l’autunno e la primavera. L’ultimo bollettino risale al 6 marzo 2026, quando Regioni e Province autonome avevano sospeso il flusso dei dati destinato ad alimentare il sistema di sorveglianza “in attesa di una regolamentazione in linea con quanto previsto dalle norme vigenti per la gestione dei dati personali”. Da allora la pubblicazione è rimasta bloccata per le questioni legate alla tutela della privacy, lasciando il Paese senza un quadro ufficiale aggiornato della diffusione nazionale dell’influenza e degli altri virus respiratori. La sospensione ha suscitato preoccupazione nella comunità medico-scientifica e sollecitazioni rivolte al ministero della Salute per ripristinare il sistema di sorveglianza, considerato uno strumento importante per seguire l’evoluzione delle infezioni e individuare le fasi di maggiore circolazione virale. Una possibile svolta è arrivata dalle dichiarazioni del ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha annunciato il lavoro condotto dal ministero insieme all’Istituto superiore di sanità per consentire la ripresa delle pubblicazioni. “Il ministero della Salute ha lavorato insieme all’Istituto superiore di sanità” per far ripartire la sorveglianza RespiVirNet, ha dichiarato Schillaci, aggiungendo: “e a breve ci sarà il bollettino con una tempistica non molto diversa da quella degli anni precedenti. Spero veramente che nel giro di una settimana ci sarà il primo bollettino”. Un passaggio istituzionale è previsto per lunedì 9 novembre, quando si terrà una riunione finalizzata a superare lo stallo. Secondo quanto appreso dall’Adnkronos Salute, all’incontro parteciperanno rappresentanti dell’Autorità Garante per la privacy, del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità.
Influenza e raffreddore, Pregliasco spiega come gestire i primi sintomi
In attesa del ripristino della sorveglianza nazionale, Pregliasco invita ad affrontare la diffusione dei virus con attenzione, evitando sia allarmismi sia comportamenti che possano favorire complicazioni. “I virus sono già arrivati e non dobbiamo né allarmarci né sottovalutarli”, sottolinea il virologo. La fase attuale viene descritta come un periodo iniziale della stagione respiratoria, nel quale l’influenza non ha ancora raggiunto la massima diffusione ma è già necessario adottare comportamenti appropriati. Per quanto riguarda la gestione di tosse, raffreddore e febbre, il medico raccomanda innanzitutto riposo, un’adeguata idratazione e il ricorso ai farmaci sintomatici soltanto quando necessario. “La prima regola è non avere fretta di guarire: il nostro organismo ha bisogno di tempo per reagire. Per tosse, raffreddore e febbre sono importanti il riposo, una buona idratazione e l’uso appropriato di farmaci sintomatici, quando necessari. La tosse può continuare anche dopo la scomparsa degli altri sintomi. Non significa automaticamente che sia comparsa una bronchite batterica o che serva un antibiotico”, chiarisce Pregliasco. La persistenza della tosse dopo la scomparsa degli altri sintomi, quindi, non costituisce di per sé una ragione sufficiente per iniziare una terapia antibiotica.
Vomito e diarrea, come prevenire la disidratazione durante le infezioni intestinali
Nel caso delle gastroenteriti virali, l’attenzione deve concentrarsi soprattutto sulla perdita di liquidi provocata da vomito e diarrea. Il rischio di disidratazione è particolarmente importante nei bambini piccoli e nelle persone anziane. Pregliasco consiglia di bere frequentemente, anche assumendo piccole quantità di liquidi alla volta, e di utilizzare quando necessario soluzioni reidratanti orali. Non sono invece richiesti digiuni prolungati o regimi alimentari particolarmente restrittivi. L’alimentazione può essere ripresa gradualmente, in base alla tolleranza individuale e all’evoluzione dei sintomi. Una maggiore prudenza è necessaria per le persone fragili, gli anziani e chi convive con patologie croniche, categorie nelle quali le conseguenze delle infezioni possono richiedere una valutazione medica più tempestiva.
Febbre persistente, difficoltà respiratorie e dolore toracico: quando rivolgersi al medico
Sebbene la maggior parte delle infezioni respiratorie e gastrointestinali di origine virale si risolva spontaneamente, esistono alcuni segnali che richiedono particolare attenzione. Una febbre che continua per un periodo prolungato o ricompare dopo un miglioramento, una tosse associata a difficoltà respiratoria, la comparsa di dolore toracico oppure un peggioramento delle condizioni generali rendono necessaria una valutazione medica. Per le infezioni gastrointestinali, invece, i principali segnali di possibile disidratazione comprendono la riduzione della quantità di urina, una marcata debolezza e l’incapacità di assumere o trattenere liquidi. Pregliasco raccomanda alle persone fragili di rivolgersi precocemente al proprio medico, senza attendere necessariamente un peggioramento importante della sintomatologia. In presenza di grave difficoltà respiratoria o di alterazione dello stato di coscienza, è invece necessaria un’assistenza urgente.
Vaccino antinfluenzale 2026-2027, Pregliasco: è il momento giusto per vaccinarsi
Un ruolo centrale nella gestione della stagione influenzale è affidato alla prevenzione. Pregliasco richiama l’importanza della campagna vaccinale, soprattutto per le categorie maggiormente esposte alle possibili conseguenze dell’infezione. “Questo è il momento giusto per vaccinarsi contro l’influenza, soprattutto per anziani, persone fragili e categorie per le quali la vaccinazione è raccomandata”, sottolinea il virologo. Accanto alla vaccinazione antinfluenzale, restano importanti le misure quotidiane per limitare la trasmissione dei virus: il lavaggio frequente delle mani, una corretta aerazione degli ambienti e la riduzione dei contatti nei luoghi affollati quando si è malati. Particolare attenzione va riservata alla protezione delle persone più vulnerabili, anche attraverso l’utilizzo della mascherina quando necessario.
Antibiotici, paracetamolo e antinfiammatori: gli errori da evitare con i virus stagionali
Uno degli aspetti sui quali Pregliasco insiste maggiormente riguarda l’uso corretto dei farmaci durante le infezioni virali. Il primo comportamento da evitare è il ricorso agli antibiotici alla comparsa dei sintomi respiratori. “Il primo errore”, spiega lo specialista, “è ricorrere agli antibiotici al primo colpo di tosse. Gli antibiotici non combattono i virus e non abbreviano la durata di raffreddore, influenza o gastroenterite virale”. Un secondo rischio riguarda l’assunzione contemporanea di diversi medicinali destinati ad alleviare i sintomi influenzali. Prodotti differenti possono infatti contenere lo stesso principio attivo, con il pericolo di assumerne quantità eccessive. Pregliasco richiama in particolare l’attenzione sul paracetamolo, che può essere presente in più preparazioni utilizzate nello stesso periodo, con possibili conseguenze anche importanti in caso di doppia assunzione. Prudenza è necessaria anche nell’utilizzo degli antinfiammatori, soprattutto quando l’organismo è disidratato a causa di vomito o diarrea. Un’ulteriore attenzione riguarda i farmaci antidiarroici.
Il tentativo di bloccare immediatamente la diarrea, senza valutare il quadro clinico, può rappresentare un comportamento inappropriato. In particolare, in presenza di febbre elevata, sangue nelle feci o nei bambini, questi medicinali richiedono maggiore cautela. Anche gli sciroppi contro la tosse non devono essere considerati tutti equivalenti, perché una tosse secca e una tosse produttiva richiedono valutazioni differenti e non necessariamente lo stesso trattamento. L’indicazione conclusiva del virologo è quella di evitare l’accumulo di medicinali nel tentativo di accelerare la guarigione, privilegiando invece un trattamento proporzionato ai sintomi e alle effettive necessità. “La regola è semplice: curare i sintomi quando necessario, ma senza trasformare un malanno virale in una gara a chi prende più farmaci”, conclude Pregliasco.

