Un drammatico spiaggiamento di globicefali ha interessato la costa di Ngawi, nei pressi di Cape Palliser, il punto più meridionale dell’Isola del Nord della Nuova Zelanda. Secondo quanto riferito dal Dipartimento per la Conservazione neozelandese, almeno 20 cetacei sono stati trovati sulla spiaggia. Le autorità locali, insieme ai volontari, sono impegnate nelle operazioni di soccorso per tentare di riportare in mare gli esemplari sopravvissuti. Il bilancio potrebbe essere ancora più grave. Secondo quanto riportato da Radio New Zealand, gli abitanti della zona avrebbero segnalato fino a 50 globicefali spiaggiati lungo la costa durante la notte. La maggior parte degli animali non sarebbe sopravvissuta alle ferite riportate.
Le operazioni di recupero vedono la collaborazione del Dipartimento per la Conservazione, della comunità Māori locale e di Project Jonah, un’organizzazione specializzata nel salvataggio dei cetacei. Finora, due balene sono state riportate con successo in mare, mentre i soccorritori stanno cercando di mantenere in vita gli altri esemplari, fornendo loro acqua con secchi e mantenendo umida la pelle con asciugamani bagnati. In un aggiornamento pubblicato su Facebook, Project Jonah ha comunicato che 4 balene risultavano ancora vive. I volontari avrebbero tentato di riportarle in mare durante l’alta marea, nella speranza che le condizioni fossero favorevoli al loro ritorno in acqua.
Gli spiaggiamenti di globicefali sono relativamente frequenti in Nuova Zelanda e nella vicina Australia, territori circondati da acque profonde in cui vivono numerose popolazioni di questi cetacei. Le cause del fenomeno, tuttavia, non sono ancora conosciute con certezza. Mentre proseguono gli interventi lungo la costa di Ngawi, le speranze sono concentrate sui pochi esemplari ancora in vita. Per i soccorritori, ogni ora può rivelarsi decisiva.


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