Reggio Calabria, l’astrofisico Alessandro De Angelis torna nella sua terra per un incontro su Galileo al Museo Archeologico

Venerdì 6 novembre un viaggio tra geometria greca e nascita della scienza moderna con il professore dell'Università di Padova originario di Brancaleone e la partecipazione di Fabrizio Sudano e Angela Misiano

Un appuntamento di grande interesse scientifico e culturale porterà a Reggio Calabria uno dei suoi illustri conterranei, il professor Alessandro De Angelis, astrofisico e titolare della cattedra di Fisica sperimentale all’Università di Padova, originario di Brancaleone. Venerdì 6 novembre 2026, alle ore 17:00, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ospiterà l’incontro dal titolo “Galileo parlava greco. Il capolavoro della geometria, tra figure antiche e la nascita della scienza moderna”, dedicato al rapporto tra le conoscenze geometriche dell’antichità e lo sviluppo della scienza moderna. L’iniziativa offrirà un’occasione di approfondimento sul patrimonio scientifico della civiltà greca e sul percorso storico e culturale che conduce alla rivoluzione scientifica di Galileo Galilei, attraverso una conversazione affidata a uno studioso impegnato nel campo dell’astrofisica e della fisica sperimentale.

Alessandro De Angelis a Reggio Calabria: l’astrofisico originario di Brancaleone protagonista dell’incontro

La presenza del professor Alessandro De Angelis rappresenta uno degli elementi di maggiore rilievo dell’appuntamento in programma al Museo Archeologico Nazionale. Astrofisico e docente dell’Università di Padova, dove è titolare della cattedra di Fisica sperimentale, De Angelis è originario di Brancaleone, nel territorio metropolitano di Reggio Calabria. Il suo ritorno in Calabria sarà legato a un tema che attraversa la storia della conoscenza scientifica, mettendo in relazione la geometria elaborata nel mondo antico con le trasformazioni che hanno caratterizzato la nascita della scienza moderna. La conversazione, intitolata “Galileo parlava greco”, pone al centro il ruolo delle figure geometriche e del sapere matematico antico, proponendo un percorso che collega due momenti fondamentali della storia del pensiero scientifico: l’elaborazione della geometria nella civiltà greca e l’affermazione del metodo scientifico nell’età di Galileo.

“Galileo parlava greco”: dalla geometria dell’antica Grecia alla scienza moderna

Il titolo scelto per l’incontro richiama il rapporto tra Galileo Galilei e la tradizione scientifica greca, con particolare attenzione al ruolo della geometria nella comprensione dei fenomeni naturali. Il tema, espresso nel sottotitolo “Il capolavoro della geometria, tra figure antiche e la nascita della scienza moderna”, individua nella storia del pensiero geometrico il filo conduttore della conversazione. La geometria costituisce uno dei contributi più importanti della cultura greca alla storia della conoscenza. Attraverso lo studio delle figure, delle proporzioni e delle relazioni matematiche, il pensiero antico ha sviluppato strumenti concettuali che hanno assunto un ruolo fondamentale anche nella successiva evoluzione della fisica e dell’astronomia. In questo quadro si inserisce la figura di Galileo Galilei, protagonista della rivoluzione scientifica moderna, il cui lavoro ha contribuito a consolidare il rapporto tra osservazione dei fenomeni naturali, ragionamento matematico e verifica sperimentale. L’incontro al Museo Archeologico Nazionale si concentrerà proprio su questo legame tra eredità scientifica dell’antichità e nascita della scienza moderna, attraverso il contributo di Alessandro De Angelis.

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ospita il dialogo tra archeologia, matematica e astronomia

A fare da cornice all’iniziativa sarà il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, uno dei principali luoghi di conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico della Magna Grecia. La scelta del Museo assume un particolare significato rispetto all’argomento dell’appuntamento. Un luogo dedicato alla testimonianza materiale delle civiltà antiche ospiterà infatti una riflessione sull’eredità intellettuale e scientifica del mondo greco, mettendo in relazione la storia della matematica con quella dell’astronomia e della fisica. Il tema della conferenza si inserisce così in un contesto culturale nel quale la conoscenza del passato incontra le discipline scientifiche contemporanee. Il riferimento alla geometria greca e alla figura di Galileo consente di affrontare la storia della scienza attraverso un percorso che unisce epoche differenti e mette in evidenza il valore delle conoscenze matematiche nello sviluppo del pensiero scientifico.

Fabrizio Sudano e Angela Misiano all’incontro con Alessandro De Angelis

Il programma dell’appuntamento prevede la partecipazione di rappresentanti del mondo museale e della divulgazione scientifica. Ad aprire l’incontro saranno i saluti del dottor Fabrizio Sudano, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. L’introduzione sarà affidata alla professoressa Angela Misiano, responsabile scientifico del Planetarium Pythagoras, realtà legata alla divulgazione dell’astronomia e delle discipline scientifiche. Seguirà la conversazione con il professor Alessandro De Angelis, astrofisico e titolare della cattedra di Fisica sperimentale all’Università di Padova, che approfondirà il tema centrale dell’iniziativa. L’appuntamento vede il coinvolgimento del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, della Città Metropolitana di Reggio Calabria, del Planetarium Pythagoras e della Società Astronomica Italiana, i cui loghi figurano nella locandina dell’evento. L’incontro “Galileo parlava greco. Il capolavoro della geometria, tra figure antiche e la nascita della scienza moderna” si terrà venerdì 6 novembre 2026, alle ore 17:00, presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. La partecipazione all’evento è a ingresso libero.

Galileo parlava greco locandina