Quando il Sole esaurirà il suo combustibile nucleare tra circa 5 miliardi di anni, il destino del nostro Sistema Solare subirà una trasformazione letale. Fino a poco tempo fa, l’ipotesi dominante suggeriva che i 4 pianeti giganti più esterni, ovvero Giove, Saturno, Urano e Nettuno, sarebbero sopravvissuti illesi, mantenendo le loro orbite per centinaia di miliardi di anni. Tuttavia, una recente ricerca pubblicata su The Astrophysical Journal Letters ha ribaltato questa prospettiva svelando uno scenario cosmico inedito. Le nuove simulazioni indicano che i giganti andranno incontro a un caos distruttivo molto prima del previsto. Le loro traiettorie muteranno radicalmente, portandoli a incrociarsi e ad annientarsi a vicenda attraverso scontri titanici nello Spazio entro 3 miliardi di anni dalla fine della nostra stella.
La trasformazione in gigante rossa e l’impatto sui pianeti
Durante la 1ª fase della sua fine, la nostra stella si gonfierà fino a diventare una gigante rossa, raggiungendo dimensioni 100 volte superiori a quelle attuali. Questo rigonfiamento violento, che genererà un’espansione del plasma a temperature di circa 3.000°C, inghiottirà Mercurio, Venere e molto probabilmente anche la Terra. Successivamente, l’astro collasserà formando una nana bianca. Fino ad oggi, basandosi su uno studio del 1998, si riteneva che i gas espulsi avrebbero semplicemente spinto i pianeti esterni in avanti, raddoppiando in modo del tutto pacifico il raggio delle loro orbite. L’unica vera minaccia presa in considerazione era l’impatto gravitazionale di altre stelle di passaggio, un evento rarissimo stimato 1 volta ogni miliardo di miliardi di anni.
Il fenomeno del contraccolpo e l’alterazione della gravità
Queste vecchie previsioni poggiavano sull’assunto che l’espulsione di massa stellare avvenisse in modo fluido e costante nel tempo. Recenti osservazioni astronomiche hanno invece dimostrato che le stelle perdono massa in modo molto più brusco e violento, espellendo gigantesche nubi di gas che agiscono in modo simile a enormi proiettili di plasma. Ogni blocco espulso spinge la stella all’indietro per il principio del contraccolpo stellare. Sebbene ogni singola spinta modifichi la velocità del corpo celeste di pochi km/h, l’accumulo di queste perturbazioni nel tempo conferisce un enorme calcio gravitazionale, capace di alterare la velocità dell’astro di svariate centinaia di km/h. Questa variazione di movimento va a sconvolgere irrimediabilmente l’attrazione gravitazionale esercitata su tutto il Sistema Solare esterno.
Il caos finale e la fine dei mondi giganti
Per determinare l’impatto reale di questa perdita di massa irregolare, i ricercatori hanno sviluppato 672 modelli informatici al fine di analizzare 3 diversi scenari evolutivi. I risultati hanno svelato che se la massa stellare viene espulsa a blocchi distinti, i giganti gassosi vengono letteralmente gettati in un vortice di caos gravitazionale. Le orbite si deformano diventando fortemente ovali e i corpi celesti si scambiano di posto. Nel 96% delle simulazioni che prevedono le espulsioni di massa più pesanti, i pianeti si distruggono schiantandosi l’uno contro l’altro. Questi cataclismi si verificherebbero in tempi cosmicamente molto rapidi, alterando per sempre anche la moderna concezione dell’astronomia riguardo la stabilità e la possibile abitabilità degli esopianeti attorno alle nane bianche nello Spazio profondo.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?