Space Economy, Marsiaj (Confindustria): “l’Italia ha una filiera competitiva, ma servono regole certe per non frenare la crescita”

Dal 6 al 15 dicembre le imprese italiane negli Stati Uniti con ICE Agenzia e il coordinamento dell'Ambasciata a Washington, mentre il settore spaziale nazionale cresce da 1,9 a 3,1 miliardi di fatturato e sfiora i 9mila occupati

L’industria spaziale italiana guarda agli Stati Uniti per rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali e accedere alle grandi catene globali del valore. Dal 6 al 15 dicembre è in programma una missione industriale negli USA, organizzata con ICE Agenzia e in coordinamento con l’Ambasciata italiana a Washington, con l’obiettivo di favorire l’ingresso delle imprese nazionali nelle catene di fornitura americane del settore aerospaziale. Ad annunciare l’iniziativa è stato Giorgio Marsiaj, vicepresidente di Confindustria per l’aerospazio, intervenuto agli Stati Generali della Space Economy, ospitati alla Farnesina. Al centro del suo intervento il ruolo della diplomazia industriale nello sviluppo delle collaborazioni internazionali e la necessità di creare nuove opportunità per una filiera italiana che negli ultimi anni ha registrato una crescita significativa.

Quattro ecosistemi industriali americani per le imprese spaziali italiane

La missione coinvolgerà quattro ecosistemi industriali statunitensi: Washington e Maryland, Arizona, Indiana e North Carolina. L’iniziativa punta a rafforzare i collegamenti tra il sistema produttivo italiano e quello americano, favorendo l’inserimento delle aziende nazionali nelle supply chain degli Stati Uniti. Durante il suo intervento alla Farnesina, Marsiaj ha sottolineato il legame tra le relazioni diplomatiche e la capacità delle imprese di affermarsi sui mercati internazionali: “la diplomazia spaziale è anche diplomazia industriale e si misura nella capacità delle nostre imprese di costruire alleanze internazionali e accedere alle grandi catene globali del valore”. Il vicepresidente di Confindustria ha quindi illustrato la prossima iniziativa negli Stati Uniti: “dobbiamo trasformare questo patrimonio in nuove opportunità: dal 6 al 15 dicembre saremo negli Stati Uniti con Ice Agenzia, in coordinamento con l’Ambasciata italiana a Washington, in quattro ecosistemi industriali – Washington e Maryland, Arizona, Indiana e North Carolina – per favorire l’ingresso delle imprese italiane nelle supply chain americane”.

Industria spaziale italiana in crescita: fatturato a 3,1 miliardi e quasi 9mila addetti

La prospettiva di una maggiore presenza italiana nelle filiere internazionali si inserisce in una fase di espansione dell’industria spaziale nazionale. I dati illustrati da Marsiaj evidenziano un aumento sia del fatturato sia dell’occupazione nel periodo compreso tra il 2021 e il 2024. In particolare, il fatturato delle imprese spaziali mappate è passato da 1,9 miliardi di euro nel 2021 a 3,1 miliardi nel 2024, con un incremento di 1,2 miliardi, pari a circa il 63%. Nello stesso periodo, il numero degli addetti è cresciuto da circa 5.900 a quasi 9.000, registrando un aumento vicino alle 3.100 unità. Una dinamica che evidenzia il rafforzamento della capacità produttiva e occupazionale del comparto e che, secondo Confindustria, rappresenta una base sulla quale costruire ulteriori opportunità di collaborazione industriale. Lo stesso Marsiaj ha evidenziato il peso economico della filiera italiana, affermando: “ha una filiera competitiva: tra il 2021 e il 2024, il fatturato delle imprese spaziali mappate è cresciuto da 1,9 a 3,1 miliardi di euro e gli addetti sono passati da circa 5.900 a quasi 9.000”.

Confindustria chiede regole certe e coordinamento tra istituzioni e industria

Accanto alle opportunità di crescita internazionale, il vicepresidente di Confindustria ha richiamato l’attenzione sulle condizioni necessarie per sostenere la competitività dell’industria aerospaziale italiana. L’espansione verso i mercati esteri richiede infatti, nella posizione espressa da Marsiaj, un rapporto stabile tra istituzioni e mondo produttivo, insieme a un quadro normativo favorevole alla cooperazione. Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla necessità di garantire norme nazionali ed europee chiare e coerenti, evitando che il sistema regolatorio diventi un ostacolo per le collaborazioni industriali. Da qui l’avvertimento di Marsiaj: “ma – avverte – servono anche un coordinamento stabile tra istituzioni e industria, sicurezza degli approvvigionamenti e regole nazionali ed europee certe e coerenti, che non frenino la cooperazione e la competitività”. Il tema assume particolare rilievo nel quadro della diplomazia spaziale, intesa non soltanto come strumento di relazioni internazionali, ma anche come leva per sostenere le attività industriali e l’accesso delle aziende italiane alle filiere produttive globali. La missione negli Stati Uniti di dicembre rappresenta quindi il prossimo appuntamento operativo di questa strategia: mettere in relazione la crescita della filiera nazionale con nuove possibilità di integrazione industriale, attraverso la collaborazione tra imprese, istituzioni e organismi impegnati nella promozione internazionale del sistema produttivo italiano.