SpaceX annuncia l’epico 15° volo di Starship: sarà il 1° recupero completo di un sistema orbitale

Il prossimo lancio è fissato per il 13 novembre e prevede il primo recupero completo di un sistema orbitale. A bordo anche 26 satelliti Starlink V3

L’attesa è quasi finita per il 15° volo di Starship. SpaceX ha fissato il lancio per venerdì 13 novembre, in una finestra di 75 minuti a partire dalle 16:45 CT (le 23:45 ora italiana), in attesa dell’approvazione finale da parte delle autorità di regolamentazione. Questo lancio non sarà una semplice routine, in quanto l’azienda di Elon Musk tenterà un’impresa mai provata prima nella storia dell’esplorazione dello Spazio. L’obiettivo primario della missione è infatti quello di riportare al sito di lancio e afferrare al volo sia il booster Super Heavy sia la navicella Starship. Qualora l’operazione dovesse andare a buon fine, assisteremo al primo recupero completo di un sistema di lancio orbitale, un passo fondamentale per rendere Starship un veicolo rapido, affidabile e totalmente riutilizzabile.

I dettagli della missione orbitale

Il profilo di volo prevede che la navicella raggiunga un’orbita a circa 275 km di altitudine sopra la superficie terrestre. Durante la missione, che avrà una durata complessiva superiore alle 22 ore, Starship completerà circa 14 orbite intorno al pianeta. Esattamente come avvenuto durante la precedente missione orbitale, la traiettoria è stata studiata per garantire la massima sicurezza, consentendo l’inserimento in un percorso suborbitale passivamente sicuro oppure un rientro controllato in specifiche aree predeterminate sopra l’oceano. Il ritorno al sito di lancio, che si trova nel Sud-Est del Texas, avverrà solo se il team di controllo volo confermerà la perfetta salute dei sistemi critici del veicolo, essenziali per le manovre di rientro e per l’avvicinamento finale alla torre di cattura.

Il debutto del Super Heavy V3 e il carico record

Per quanto riguarda il primo stadio, la missione vedrà il debutto del razzo Super Heavy V3 in un tentativo di rientro e cattura. In passato, SpaceX era riuscita ad afferrare con successo 3 razzi della precedente generazione V1, dimostrando l’efficacia del meccanismo di recupero. Questa volta la sfida raddoppia, poiché anche il secondo stadio dovrà tornare alla base.

Oltre alle manovre di volo, Starship avrà il compito di rilasciare nello Spazio ben 26 satelliti Starlink V3. Questo carico enorme mira ad espandere drasticamente la capacità e la velocità della rete internet satellitare globale. Ogni singolo satellite aggiungerà 1 Terabit di capacità alla costellazione, rendendo questo singolo lancio equivalente a circa 10 missioni del razzo Falcon 9 cariche di satelliti V2 Mini.

Scudo termico migliorato e occhi elettronici

Una volta rilasciati, i satelliti dispiegheranno le loro antenne e i pannelli solari, stabilendo i primi contatti radio e laser con la rete esistente e iniziando a innalzare la propria orbita tramite i propulsori di bordo. Un dettaglio affascinante riguarda proprio 3 di questi 26 satelliti, i quali sono stati modificati e dotati di una speciale suite di telecamere. Il loro scopo sarà quello di scansionare lo scudo termico di Starship e trasmettere le immagini agli operatori a terra, fornendo dati vitali per autorizzare il rientro alla base. Lo scudo termico stesso ha subito importanti aggiornamenti rispetto al 14° volo, integrando meccanismi di ritenzione aggiuntivi per le piastrelle nelle aree a maggior rischio di distacco durante la salita. Gran parte della protezione termica sarà inoltre dotata di un design curvo, una soluzione che ha già dimostrato di poter bloccare il passaggio del plasma rovente e ridurre in modo significativo il riscaldamento negli spazi vuoti.