Visita a Sos Enattos: Governo, Sardegna e Sassonia insieme per l’Einstein Telescope

Visita alla miniera di Sos Enattos a Lula per l’Einstein Telescope, Todde: “il lavoro di squadra con il governo porta risultati”

La partita per la candidatura dell’Einstein Telescope entra nel vivo all’insegna del lavoro di squadra e della cooperazione internazionale. Durante la visita alla miniera di Sos Enattos a Lula (Nuoro), il Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, il Ministro della Ricerca Anna Maria Bernini e il Ministro per la Scienza della Sassonia Sebastian Gemkow hanno ribadito l’importanza della diplomazia scientifica e del coinvolgimento del territorio. Un impegno corale che unisce l’alta tecnologia alla rigenerazione dei territori e dei comuni coinvolti. Tra infrastrutture in fase di sviluppo, progetti di rigenerazione urbana e una visione condivisa che travalica i confini nazionali, l’isola si prepara a cogliere un’opportunità unica di rilevanza globale.

Todde: “lavoro di squadra con governo porta risultati”

”La Regione ha dimostrato, insieme al Ministro Bernini e al Governo, che quando si fa lavoro di squadra i risultati arrivano”, ha detto il Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, in merito al valore della collaborazione istituzionale e scientifica per sostenere la candidatura dell’Einstein Telescope. ”Abbiamo dimostrato che, lavorando insieme e portando avanti questa candidatura, promuovendo la Regione, promuovendo il territorio, ma anche, giustamente, con la diplomazia governativa e scientifica che il MinistrO ha portato avanti, i risultati si possono raggiungere”, ha affermato Todde.

Il Presidente della Sardegna ha quindi ribadito l’importanza di superare le competizioni territoriali e rafforzare la cooperazione tra le comunità scientifiche. Sul ruolo della Regione, Todde ha indicato come priorità il coinvolgimento delle comunità locali e gli interventi necessari ad accompagnare il progetto. ”Siamo già partiti con la rigenerazione urbana”, ha ricordato, facendo riferimento ai quattro comuni vicini alla miniera di Sos Enattos, a Lula, agli interventi per aumentare la capacità di accoglienza e alle infrastrutture di collegamento, dalla strada alla diga. Tra gli investimenti anche il SUnLab, i cui lavori sono già in corso, destinato a valorizzare le attività scientifiche del sito e a renderle maggiormente accessibili al territorio. ”È un progetto della Sardegna insieme alla Sassonia, è un progetto europeo. E questa è una cosa che va compresa bene. È un’opportunità unica per noi”, ha concluso Todde.

Ministro tedesco: “azioni concrete sulla candidatura”

“Nelle ultime settimane, il progetto dell’Einstein Telescope ha compiuto importanti passi avanti, sono sviluppi incoraggianti e oggi è un’occasione preziosa per discutere delle prossime tappe e dalle nostra visione comune sul suo sviluppo“, ha detto il Ministro per la Scienza del Libero Stato di Sassonia, Sebastian Gemkow, questa mattina durante l’incontro. Gemkow ha sottolineato che “il dialogo costante con i partner e la collaborazione oltre i confini internazionali sono fondamentali per gli obiettivi comuni. La pubblicazione del rapporto sulla configurazione delle geometrie dell’infrastruttura ha aperto nuove e importanti prospettive – ha ricordato il Ministro del libero Stato di Sassonia – 200 scienziati hanno lavorato per capire quale configurazione fosse migliore e i risultati rafforzano la convinzione sui due interferometri, uno in Sardegna e uno in Lusazia. Così con la nostra candidatura congiunta abbiamo fornito il modello di riferimento e l’Europa ci ha seguito”. “Ora – ha concluso Gemkow – occorrono azioni concrete da Sardegna e Sassonia, dobbiamo dimostrare che la proposta funziona, che si tratta di un’impresa scientifica condivisa“.

Bernini: “siamo ad un ottimo punto”

“Noi ci abbiamo creduto fin dall’inizio e continueremo a crederci fino all’ultimo secondo“. Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, rilancia il sostegno del governo italiano alla candidatura della Sardegna per ospitare Einstein Telescope, intervenendo a Lula all’incontro dedicato al progetto. “Siamo a un ottimo punto, la comunità scientifica ha seguito quello che noi abbiamo sempre pensato. Credo che sia arrivato il momento giusto perché l’Europa produca su un territorio come questo e sullo Stato libero di Sassonia un’infrastruttura destinata a cambiare la vita delle persone”, ha detto Bernini, indicando nella collaborazione tra Italia e Germania la chiave per portare avanti il progetto.

Il Ministro ha sottolineato che ET non rappresenta “solamente un capriccio per fisici nucleari, astrofisici, geofisici e vulcanologi“, ma un investimento con ricadute che vanno ben oltre la ricerca scientifica. “È uno strumento, un meraviglioso telescopio che non vede solo ma sente“, ha spiegato, ricordando le potenziali applicazioni delle tecnologie sviluppate per l’infrastruttura nei campi dell’intelligenza artificiale, delle tecnologie quantistiche, della fotonica, della criogenia e del calcolo ad alta precisione. “Si farà tanta meccanica avanzata, si svilupperanno tanti materiali avanzati, si farà tanto know-how, tanto trasferimento tecnologico per rendere in maniera sostenibile questo territorio più avanzato economicamente“, ha aggiunto, indicando nella sostenibilità ambientale, territoriale ed energetica uno degli elementi centrali del progetto.

Bernini ha richiamato anche il valore della candidatura per il rilancio del territorio minerario: “noi stiamo dando nuova vita a una miniera che nasce in tempi antichissimi“. Un legame tra passato e futuro che, secondo il Ministro, può offrire nuove opportunità soprattutto alle giovani generazioni. “Non bisogna mai dimenticare i luoghi a cui si appartiene, le radici profondissime che ci tengono attaccati alla terra, ma non bisogna mai dimenticare che da queste radici possono crescere alberi e rami talmente alti da arrivare fino a esplorare quell’universo profondissimo. Quello che noi riusciremo a mettere insieme partendo da questa miniera, dalle nostre radici più profonde, è tecnologia, innovazione, salute, economia, sostenibilità, ma soprattutto collaborazione“, ha concluso.