Viaggiare in aereo sarà sempre più costoso. Dopo Ryanair, anche Lufthansa annuncia nuovi aumenti dei prezzi dei biglietti aerei, con la prospettiva di rincari a doppia cifra nel 2027. A pesare sulle tariffe è soprattutto l’impennata dei costi del carburante provocata dal conflitto in Medio Oriente, che sta mettendo sotto pressione i bilanci delle compagnie aeree e costringendo i principali operatori europei a rivedere le proprie strategie commerciali. Il gruppo tedesco, primo vettore aereo europeo per fatturato, prevede per il 2026 una spesa per il carburante di 9,3 miliardi di euro, con un incremento di ben 2 miliardi di euro rispetto al 2025. Una crescita che rende inevitabile, secondo la società, trasferire almeno una parte dei maggiori costi sui prezzi dei voli. L’annuncio arriva all’indomani della decisione della compagnia low-cost irlandese Ryanair di aumentare le tariffe e avviare un piano di contenimento dei costi.
Biglietti aerei più cari nel 2027: Lufthansa annuncia aumenti a doppia cifra
La prospettiva più significativa riguarda il prossimo anno, quando i passeggeri potrebbero trovarsi a pagare tariffe sensibilmente superiori rispetto a quelle attuali. A confermarlo è stato il direttore finanziario di Lufthansa, Till Streichert, intervenuto dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali del gruppo. Gli aumenti saranno necessari “per trasferire sui passeggeri il rincaro del cherosene”, ha spiegato il manager, aggiungendo una previsione precisa: “il prossimo anno i prezzi dei biglietti subiranno un incremento a doppia cifra”. La dichiarazione evidenzia le conseguenze economiche della crisi energetica sul settore del trasporto aereo. Il cherosene rappresenta una delle principali voci di spesa per le compagnie e il suo rincaro incide direttamente sui costi operativi, rendendo più difficile mantenere inalterati i prezzi dei collegamenti. Streichert ha avvertito che la pressione sui costi del carburante proseguirà anche nel 2027, pur lasciando aperta la possibilità di un miglioramento legato all’evoluzione della situazione internazionale. “La situazione potrebbe ancora cambiare – si spera in meglio – qualora il quadro geopolitico dovesse distendersi”, ha dichiarato.
Guerra in Medio Oriente e Stretto di Hormuz: perché aumentano i prezzi dei voli
All’origine dei nuovi rincari si trova il conflitto tra Stati Uniti e Israele da una parte e Iran dall’altra, iniziato a febbraio e responsabile di forti tensioni sui mercati energetici internazionali. La guerra ha determinato la chiusura quasi totale dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi commerciali più importanti al mondo per il trasporto di petrolio e gas. Le conseguenze si sono propagate lungo la filiera energetica, contribuendo all’aumento del prezzo del carburante utilizzato dagli aeromobili. Per le compagnie aeree europee, il peggioramento del quadro geopolitico si è tradotto in un incremento delle spese operative e in una maggiore difficoltà a programmare i costi futuri. Lufthansa ha infatti precisato che le prospettive relative al carburante sono peggiorate rispetto alle valutazioni effettuate soltanto pochi mesi fa. Il fenomeno non riguarda esclusivamente il gruppo tedesco. Anche Ryanair ha annunciato un aumento delle tariffe, accompagnato da un programma di riduzione dei costi. Le decisioni dei due vettori confermano come le conseguenze economiche del conflitto stiano interessando sia le compagnie tradizionali sia quelle low-cost.
Lufthansa, carburante a 9,3 miliardi nel 2026: le coperture contro i rincari
Per contenere l’impatto della volatilità dei mercati energetici, Lufthansa ha fatto ricorso a operazioni finanziarie di hedging sul carburante, strumenti che consentono di bloccare anticipatamente una parte dei prezzi e ridurre l’esposizione alle oscillazioni del mercato. Secondo quanto precisato da Till Streichert, il gruppo ha già coperto oltre l’80% dei propri costi del carburante per il 2026. Ciò significa che una quota largamente maggioritaria della spesa è stata protetta dalle variazioni dei prezzi, limitando le conseguenze immediate dei rincari. La strategia di copertura riguarda anche l’anno successivo. Per il 2027, oltre il 60% dei costi del carburante risulta già coperto, una misura che offre al gruppo una maggiore prevedibilità finanziaria in una fase caratterizzata da forti incertezze geopolitiche. Nonostante queste operazioni, l’incremento complessivo dei costi energetici rimane significativo. La previsione di spesa per il 2026 è salita a 9,3 miliardi di euro, due miliardi in più rispetto all’anno precedente, imponendo una revisione delle prospettive economiche del gruppo.
Lufthansa riduce le stime sugli utili 2026: pesano i maggiori costi energetici
L’aumento della spesa per il carburante ha spinto Lufthansa a rivedere le proprie previsioni di redditività per l’intero esercizio 2026. Il gruppo stima adesso un utile operativo compreso tra 1,7 e 2 miliardi di euro, riducendo la parte superiore dell’intervallo precedentemente indicato. La precedente previsione contemplava infatti un risultato operativo compreso tra 1,7 e 2,2 miliardi di euro. La revisione riflette il peggioramento delle condizioni di costo, nonostante l’andamento positivo delle attività e la domanda sostenuta di trasporto aereo. Il gruppo tedesco controlla diverse compagnie, tra cui Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines ed Eurowings, oltre alla compagnia di bandiera Lufthansa. La dimensione internazionale delle attività rende particolarmente rilevante l’impatto delle oscillazioni dei prezzi energetici sull’intero bilancio consolidato.
Trimestre da record per Lufthansa: utili in crescita del 30% e ricavi a 12,2 miliardi
Le preoccupazioni per il futuro arrivano però in un momento di forte crescita dei risultati finanziari. Nel periodo compreso tra luglio e settembre 2026, Lufthansa ha registrato un aumento del 30% degli utili, superando le previsioni. L’utile netto trimestrale ha raggiunto 1,26 miliardi di euro, sostenuto soprattutto dalla forte domanda di biglietti premium per i collegamenti verso l’Asia e il Nord America. Il segmento dei viaggi di fascia alta ha quindi rappresentato uno dei principali fattori di crescita del gruppo. Particolarmente positivo anche l’andamento dei ricavi, aumentati del 9% su base annua fino a raggiungere 12,2 miliardi di euro. L’amministratore delegato Carsten Spohr ha definito il trimestre appena concluso il più solido “in termini di ricavi nella storia del Gruppo Lufthansa”, sottolineando la capacità della società di mantenere risultati elevati nonostante il difficile contesto economico internazionale. “Grazie all’aumento dei ricavi, a una domanda costantemente elevata e a un rigoroso controllo dei costi, siamo riusciti a compensare ampiamente l’incremento dei costi del carburante, pari a circa mezzo miliardo di euro”, ha affermato Spohr.
L’intelligenza artificiale fa crescere Lufthansa Cargo: utili operativi triplicati
Tra gli elementi più interessanti dei risultati trimestrali figura la performance della divisione Lufthansa Cargo, che ha registrato un risultato particolarmente positivo grazie alla crescita della domanda di trasporto merci. La divisione ha infatti triplicato il proprio utile operativo, beneficiando anche delle spedizioni di apparecchiature destinate ai data center, le grandi infrastrutture tecnologiche la cui realizzazione sta accelerando per sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Secondo quanto spiegato dall’amministratore delegato Carsten Spohr, proprio le consegne di queste apparecchiature hanno contribuito alla crescita del comparto cargo. L’espansione delle infrastrutture informatiche si sta così riflettendo positivamente anche sulle attività di trasporto aereo delle merci del gruppo tedesco.
Scioperi di piloti e personale di bordo: risultati in calo per la compagnia Lufthansa
All’interno di un trimestre complessivamente positivo, non tutte le attività del gruppo hanno registrato lo stesso andamento. La compagnia aerea di bandiera Lufthansa ha infatti subito una riduzione del proprio utile operativo, anche a causa delle agitazioni sindacali che hanno coinvolto il personale. In particolare, gli scioperi dei piloti e del personale di bordo hanno contribuito a penalizzare i risultati della compagnia, in controtendenza rispetto alla crescita registrata a livello di gruppo. Il quadro economico evidenzia dunque una situazione articolata: da una parte i ricavi record, la forte domanda per i voli premium e la crescita del trasporto merci legato all’intelligenza artificiale; dall’altra l’aumento della spesa energetica, le difficoltà operative legate agli scioperi e la riduzione delle previsioni di utile per il 2026. Le scelte tariffarie annunciate da Lufthansa e Ryanair si inseriscono in questo scenario, nel quale il prezzo del carburante per gli aerei continua a rappresentare una variabile decisiva per la redditività delle compagnie. Con i costi energetici destinati a rimanere elevati anche nel 2027 secondo le attuali previsioni del gruppo tedesco, l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente resta uno dei fattori determinanti per le future politiche dei prezzi del trasporto aereo.
