Neve sì, neve no. Neve vera o neve finta? Gragnola e neve tonda: proviamo a fare chiarezza…

In questa prima parte d’inverno, moltissime località dell’Italia centro/meridionale hanno avuto dei fenomeni precipitativi apparentemente simili sia alla neve che alla grandine, e hanno imbiancato aree litoranee, costiere e pianeggianti perfino della Siclia. L’ultimo evento è stato quello di poche ore fa, lunedì 9 gennaio intorno alle 14:00, a Messina. Pochi giorni prima, venerdì 6, era successo a Palermo, con la città imbiancata nel pomeriggio del giorno dell’Epifania. Il 22 dicembre era già accaduto in moltissime aree del sud, tanto che scrivemmo un articolo che voleva proprio fare chiarezza su questo tipo di precipitazioni, tanto che il titolo era il seguente (click sul titolo per leggere l’articolo): La neve tonda: che cos’è, come si forma e perchè non c’entra niente con la grandine”.
In queste ore, dopo l’evento di Messina (tutte le foto in coda all’articolo), tra gli appassionati di meteorologia e la popolazione imperversano dibattiti a volte polemici volti a chiarire una questione apparentemente banale, ma di certo fondamentale per chi è appassionato di questa scienza: ha nevicato o non ha nevicato? Quella caduta sulla città dello Stretto era neve o no?
Proviamo a dare una risposta chiara e semplice a queste domande, sperando di farlo una volta per tutte: ogni qual volta si verificano questi fenomeni, infatti, ci ritroviamo sempre ad osservare i soliti dibattiti e le solite polemiche.
Iniziamo subito col dire che a Messina ha nevicato. Ovviamente non è stata una precipitazione della neve più classica, quella farinosa e soffice che cade a fiocchi e che è rarissima lungo le coste del sud Italia; è stato un altro tipo di neve chiamata neve tonda o gragnola (i due termini, infatti, secondo tutte le classificazioni ufficiali sono dei sinonimi). Si tratta di un fenomeno meteorico che non è certo grandine ma è classificato a sè tra i vari tipi di precipitazioni nevose. Potremmo dire una “sottospecie” di neve. Quanto scriviamo – ci teniamo a precisare – non lo inventiamo noi di MeteoWeb ma lo leggiamo su tutti i principali manuali di meteorologia nazionali e internazionali, e sulle classificazioni ufficiali dei più prestigiosi enti meteorologici mondiali.
La neve tonda, sinonimo di “gragnola” o “graupel”, è un tipo di precipitazione ufficialmente riconosciuta sia dalla World Meteorological Organization che dal Servizio Meteorologico Nazionale dell’Aeronautica Militare. Le sue caratteristiche sono talmente tanto chiare che non è possibile confonderla nè con la neve pura, quella farinosa, nè tantomeno con la grandine. E’ una precipitazione solida costituita da granelli di ghiaccio bianchi e opachi con un diametro compreso tra i 2 e i 5 millimetri. La forma di questi granelli di ghiaccio è in prevalenza sferica, e hanno un tipo di struttura facilmente malleabile e compribile, tanto che già nel loro impatto con il suolo, durante la precipitazione, si sbriciolano come fossero polistirolo.
La grandine è completamente diversa in quanto si tratta di ghiaccio puro che non si sbriciola, non è malleabile nè comprimibile ma molto più rigido, e si forma da particelle liquide di pioggia che all’interno delle nubi temporalesche salgono e scendono per diversi chilometri e si congelano e scongelano più volte, diventando – appunto – chicchi di grandine. La neve tonda (o gragnola che dir si voglia) è invece più simile alla neve che alla grandine perchè si forma dai fiocchi di neve che cadono da nubi cumuliformi e che, però, poi attraversano uno strato più caldo di atmosfera vicino al punto di fusione: in quello strato i fiocchi non si sciolgono, ma si “arrotolano“ su sè stessi e danno vita, appunto, al granello di neve tonda. Non a caso per la grandine si parla di “chicchi” e per la neve tonda o gragnola si “granelli”. All’interno della neve tonda, infatti, si conservano spesso le tracce della struttura originaria del cristallo di neve, ed è un fenomeno esclusivo dell’inverno (mentre la grandine può capitare in qualsiasi stagione, anche d’estate).

Ad essere proprio pignoli, tra neve tonda e gragnola si può trovare qualche sottilissima differenza come ci spiega il libro “La neve: cos’è e come si prevede” scritto da Gianluca Bertoni, Flavio Galbiati e Mario Giuliacci nel 2010 e edito da Alpha Test. Nel volume, entrambi i fenomeni (la neve tonda e la gragnola) sono classificati tra i “tipi di precipitazione nevosa“, e vengono descritti rispettivamente come “ice pellets” e “snow pellets”.
In effetti per il servizio nazionale meteorologico degli Stati Uniti d’America il codice per definire la gragnola è SP 87 mentre per la neve tonda si usa IP 75. I tedeschi, invece, utilizzano il termine “graupel” per entrambi i tipi di precipitazioni di cui stiamo parlando. Le differenze, infatti, sono davvero minime, anche se una differenziazione non manca anche tra la classificazione in codici dell’Aeronautica Militare, che indica la neve tonda con “PE” e la gragnola con “GS“; ma si tratta di una differenziazione davvero minuziosa e legata solo ed esclusivamente al traffico aereo. Infatti la grandine, indicata con il codice GR, è considerata quella “precipitazione con un diametro maggiore o uguale a 5mm” mentre la gragnola (GS) è considerata quella “grandine e/o palline di neve con diametro inferiore a 5mm”. Insomma, una classificazione riferita solo al traffico aereo, mentre si parla di neve tonda, PE, quando cadono dal cielo chicchi di ghiaccio. Le classificazioni scientifiche e meteorologiche sono decisamente più chiare.

Nel nostro Paese, la neve tonda (o gragnola che dir si voglia) è una precipitazione tipica delle Regioni meridionali durante le irruzioni d’aria artica polare marittima, come quelle che si sono susseguite in questo primo scorcio d’inverno, in cui le masse d’aria sono molto fredde in quota ma più miti ai bassi strati; infatti una tra le caratteristiche principali della neve tonda è che riesce a cadere al suolo anche con temperature di diversi gradi superiore allo zero: a Messina è successo con +8°C, a Palermo con +6°C ma il 22 dicembre a Reggio Calabria addirittura con +9°C. Tutti eventi che su MeteoWeb abbiamo documentato in modo chiaro e preciso, con foto e video. Ogni anno in Calabria, Sicilia, Puglia, Campania, Sardegna e in altre Regioni dell’Italia meridionale, vengono segnalati rovesci di neve tonda con temperature anche superiori ai +5°C: non è una segnalazione sbagliata, in quanto con bassa umidità, forti turbolenze in quota, aria fredda che dall’alto si riversa ai bassi strati rapidamente durante le precipitazioni, è assolutamente possibile che nevichi – sottoforma di gragnola, non certo con i puri fiocchi farinosi – anche con tali valori termici. Addirittura una decina di anni fa in Sardegna, tra Olbia e Alghero, è stato segnalato e documentato un forte rovescio di neve tonda con temperatura tra +12 e +13°C, sempre in condizioni di venti impetuosi, forti turbolenze in quota, aria artica marittima gelida agli alti strati dell’atmosfera ma più mite alle basse quote. Certo un caso-limite, ma non impossibile.

In conclusione, possiamo dire che:

  • Lunedì a Messina, così come venerdì scorso a Palermo o il 22 dicembre a Reggio Calabria, ha nevicato. Dirlo è corretto e non si fa reato.
  • Non si è trattato della classica neve a fiocchi, quella farinosa, ma bensì di un altro tipo di neve: la neve tonda o la gragnola. Dire che c’è stata una “gragnolata” è ancor più corretto, anche se l’opinione pubblica tende a non conoscere questi tipi di classificazioni molto tecniche e assimilerebbe “gragnolata” più alla grandine che alla neve, mentre l’evento precipitativo è stato molto più nevoso che grandigeno per i motivi spiegati sopra. E’ comunque bene specificare che si è trattato di “neve tonda” o di “gragnola” perchè così come non è grandine, è anche vero che non la neve pura che tutti conosciamo, quella che cade a fiocchi.
  • Questi eventi non sono straordinari o eccezionali; lungo le coste del sud è eccezionale la neve vera e propria, quella pura che cade a fiocchi e che è farinosa. I rovesci di neve tonda o gragnola si verificano più o meno ogni anno, d’inverno, e spesso anche più volte l’anno. Dire che ha nevicato, quindi, non vuol dire che c’è stato un episodio storico.

Speriamo, con quest’approfondimento dettagliato, di aver fatto chiarezza una volta per tutte su questi fenomeni così affascinanti e discussi nell’ambiente degli appassionati di meteorologia.

Tutte le foto del rovescio di neve tonda di lunedì a Messina: