Dopo aver parlato della Sicilia in quest’articolo, spostiamoci all’estremo Nord-Ovest italiano per scoprire un altro aspetto della ricchezza meteorologica e culturale italiana. Parliamo del Piemonte, e subito ci vengono in mente le Alpi, come il nome stesso della Regione ci ricorda: Piemonte, cioè ai piedi della montagna. Proprio alla montagna fa riferimento il proverbio che vi propongo: “Quanda Viso ha la spiumasera: bel al matin e brut ed sera”. Vale a dire che quando il Monviso ha un pennacchio di nubi, il tempo sarà bello al mattino e brutto la sera.
Il Monviso è fra le montagne più alte, impossibile da confondere da tutto il Nord-Ovest, al pari del gruppo del Rosa, entrambi visibili da centinaia di chilometri di distanza in buone condizioni meteo. L’osservazione è quindi quasi ovvia anche per i meno attenti, ed indica ciò che chi segue la meteo sa bene: se si manifesta instabilità al mattino sui monti, indicata dal pennacchio, cioè da nubi cumuliformi, si avrà probabilmente un certo numero temporali, che poi potranno interessare la pianura, ancora più facilmente dato che la pianura piemontese è ad Est delle Alpi Occidentali, e spesso i venti che soffiano favoriscono lo spostamento dei fenomeni verso di essa. E’ sempre vero? Ovviamente no, ma lo è per esempio per città poste a ridosso delle Alpi come Torino, magari su Alessandria o su Vercelli, ad esempio, non succederà nulla.
Per quanto riguarda il clima della Regione in generale, il Piemonte ha un clima temperato sub-continentale, con inverni freddi e umidi ed estati calde e afose. Alto l’indice di continentalità. Sulle Alpi si raggiunge un clima freddo e la piovosità in alcune vallate interne scende decisamente. L’area fra cuneese e alessandrino vede una frequenza e una quantità di nevicate notevole, dovuto all’accumulo di aria fredda intrappolata fra rilievi montuosi, che facilità nevicate a quote davvero basse anche ove lo zero termico si alzi repentinamente per l’arrivo di masse d’aria umide e calde.
Un’altra caratteristica notevole è data dallo stau, che si verifica quando aria si accumula sul versante italiano delle Alpi per venti da quadranti orientali, con formazione di nubi e fenomeni precipitativi localizzati ma anche consistenti. Per converso, quando il fenomeno avviene sul versante estero delle Alpi la Regione è spazzata violentemente dal foehn, vento di caduta in grado in pochi minuti di far salire la temperature di molti gradi e abbassare quasi a zero la percentuale di umidità. A tal proposito, il 19 gennaio 2007 un’ondata di caldo dovuta all’effetto favonico della tempesta Kyrill causò un brusco innalzamento delle temperature, con valori massimi di 27°C su Torino e il record di 29.4°C a Brossasco, nel Cuneese.
Il clima di Torino, il capoluogo, vede 833 mm di pioggia caduta l’anno, concentratati in 75 giorni piovosi, di cui 274 in primavera.
I dati di questo articolo sono tratti ampiamente dal libro “Rosso di sera” di Marcello Poggi e Rino Cutuli. Ulteriori informazioni sul sito http://www.prontometeo.it
I proverbi meteorologici e climatici del Piemonte


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